Un asino sul Gran Paradiso

L’ascensione dell’asino Cagliostro al Gran Paradiso

Ghiacciaio di Laveciäu sulla via normale al Gran Paradiso - Foto di Eric Navillod.
Ghiacciaio di Laveciäu sulla via normale al Gran Paradiso – Foto di Eric Navillod.

Nel 1931 l’Abbé Henry ed il Signor Dayné condussero sulla vetta del Gran Paradiso l’asino Cagliostro; ecco una sintesi dell’inconsueta ascensione.

1° luglio 1931
Incontro con Dayné a Dégioz, discesa a Bois de Clin (1392 m), affitto dell’asino Cagliostro per 25 lire al giorno da Germain de la Bioula e rientro a Dégioz (1550 m).

2 luglio
Partenza da Dégioz, pranzo a Pont (1946 m), arrivo al rifugio (2775 m) e sistemazione del sentiero per l’asino Cagliostro dal rifugio fino all’inizio del ghiacciaio del Gran Paradiso (2869 m).

3 luglio
Partenza dal rifugio alle 3.00, in 40 minuti arrivo ai piedi del ghiacciaio del Gran Paradiso (2869 m), breve pausa per ramponare Cagliostro poi salita senza particolari difficoltà fino a raggiungere la crepaccia terminale larga appena un metro. Dopo aver assicurato l’asino, Cagliostro con un balzo supera la terminale, a mezzogiorno si raggiunge la prima vetta del Gran Paradiso, dove si fermano generalmente le cordate.

l’Abbé Henry descrive così la reazione di Cagliostro all’ebrezza dei 4000 metri:

“Après quelques minutes, Cagliostro relevant la tête regarda, par dessus l’arête, l’abîme effrayant de l’autre côté de la montagne c’est à dire du côté de Cogne. Puis, rempli de joie et de légitime fierté, il poussa un jodel formidable qui fit trembler sur leurs bases, les pierres mal ajustées et mal superposées des rochers du sommet.”

(Dopo qualche minuto, Cagliostro alzando la testa guardò, da sopra la cresta, lo spaventoso abisso che si apre sull’altro versante, quello di Cogne. Poi pieno di gioia e di legittimo orgoglio, lanciò un formidabile jodel che fece tremare dalle fondamenta, i massi sconnessi ed ammonticchiati della cima).

Joseph-Marie Henry (Abbé), Le messager Valdôtain 1932, Société Éditrice Valdotaine (Imprimerie Catholique), Aoste 1931, pag. 18-32 (con illustrazioni).

Curiosità.

Qualche anno prima un figlio del conte Melzi di Milano arrivò sulla cima grazie all’aiuto di un personaggio importante.