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I ru di Aosta

Lavatoi in Via Antica Zecca lungo il Ru du Bourg - Foto di Gian Mario Navillod.
Lavatoi in Via Antica Zecca lungo il Ru du Bourg – Foto di Gian Mario Navillod.

La Mère des Rives, la madre dei ruscelli in italiano, deriva la acque del torrente Buthier di fronte alla centrale idroelettrica di Saumont che venne costruita nel 1911. Scorre a fianco del torrente per 500 metri e passa sotto il ponte canale che alimenta la centrale di Quart. Nei pressi del parcheggio della Consolata scorre a cielo aperto, attraversa il Viale Chabod e subito dopo cede parte delle sua acque al Ru du Bourg che attraversa via Guido Rey, scende lungo via Antica Zecca e attraversa Via Sant’Anselmo davanti alle porte pretoriane. La Mère des Rives prosegue il suo viaggio lungo le mura romane di Aosta, passa sotto Via Tournenuve e torna in superficie in Via Cesare Battisti poi scompare nuovamente sotto terra e scarica nella Dora Baltea nei pressi del Gros Cidac.

Accesso

Dall’uscita autostradale di Aosta est seguire le indicazioni per Aosta centro e lasciare l’auto nel parcheggio interrato di fronte alla stazione ferroviaria.
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Lunghezza itinerario: 3 km circa
Quota partenza:  574 m circa
Dislivello: irrilevante
In bici: consigliato a tratti
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Dopo aver lasciato l’auto ci si avvia verso il centro città passando alle spalle della Tour du Pailleron, salvata dalla demolizione a fine ottocento e restaurata seguendo l’allora nuovissima teoria del restauro che prevedeva una netta distinzione tra le parti originali e quelle aggiunte anche se il risultato non pare particolarmente riuscito dal punto di vista estetico.

Si segue quanto rimane della mura romane e poi si imbocca Via Conseil des Commis passando ai piedi della statua di Augusto che fondò la città nel 25 a. C. dopo aver sconfitto la popolazione autoctona, i Salassi. Strabone scrisse che i Salassi vennero annientati, forti dubbi su questa affermazione sono sorti dopo il ritrovamento di un’epigrafe che alcuni abitanti salassi della città dedicarono ad Augusto a soli due anni dalla fondazione  della città. L’epigrafe è oggi esposta nel museo archeologico di Aosta(1)http://ancientrome.ru/art/artworken/img.htm?id=6984.

Arrivati nella piazza del municipio, intitolata al notaio Chanoux martire della resistenza si gira a sinistra e si prosegue lungo via De Tillier seguendo i passi di Sigerìco, archivescovo di Canterbury che nel 990 ha percorso la Via Francigena di ritorno da Roma ed ne ha lasciato i primi appunti di viaggio che siano arrivati fino a noi.

Ruota di mulino in ferro di Piazza Roncas - Foto di Gian Mario Navillod.
Ruota di mulino in ferro di Piazza Roncas – Foto di Gian Mario Navillod.

Si gira a destra e si percorre via Croce di Città, la strada romana per il Summus Poeninus, il Colle del Gran San Bernardo, fino ad arrivare in Piazza Roncas. All’estremità nord della piazza gira veloce una ruota da mulino mossa dalle acque della Mère des Rives, alle sue spalle si vede la lunga fila di lavatoi dove fino alla seconda metà del XX secolo si lavava e si sciacquava il bucato nelle acque del ru.

Saracinesca del vecchio mulino in Piazza Roncas - Foto di Gian Mario Navillod.
Saracinesca del vecchio mulino in Piazza Roncas – Foto di Gian Mario Navillod.

Dall’altra parte della strada, in un cortiletto angusto,  si vede il canale di alimentazione di un altro mulino. Dietro la saracinesca in legno le pale metalliche, ferme da tempo.

Si torna indietro e all’altra estremità della piazza si imbocca Via del Forum e poi Via San Bernardo che passa proprio sopra il Criptoportico, uno dei monumenti più suggestivi di Aosta. È un lungo corridoio sotterraneo che delimitava il foro di Aosta, al suo interno si possono vedere alcuni rocchi dei templi gemelli di epoca romana riutilizzati nelle fondamenta della cattedrale.

Mère des Rives o Ru de la Ville in fondo a Viale della Pace - Foto di Gian Mario Navillod.
Mère des Rives o Ru de la Ville in fondo a Viale della Pace – Foto di Gian Mario Navillod.

Si gira a destra in Via San Giocondo e subito dopo a sinistra in un viottolo che posta all’esterno delle mura romane in via Abbé Chanoux, una piccola deviazione verso il Viale della Pace permette di attraversare la Mère des Rives su di una passerella poi si rientra su Via Chanoux si prosegue lungo le mura romane fino ad arrivare in Via Xavier de Maistre autore di un libro di viaggi straordinario nel quale racconta i 42 giorni passati … in camera sua.

Mère des Rives o Ru de la Ville a fiando degli ex Magazzini Bianchi - Foto di Gian Mario Navillod.
Mère des Rives o Ru de la Ville a fiando degli ex Magazzini Bianchi – Foto di Gian Mario Navillod.

Una piccola deviazione a sinistra permette di vedere la Mère des Rives che scorre a fianco degli ex magazzini Bianchi, restaurati nel 2015 ed ora sede di uffici comunali.

Si prosegue lungo le mura romane in Via Anfiteatro, chi desidera visitare quanto rimane dell’arena romana deve bussare al convento delle suore di San Giuseppe che si incontra sulla destra. Dove un tempo combattevano i gladiatori ora si trova il frutteto delle suore.

Mère des Rives o Ru de la Ville di fronte alla Torre dei Balivi - Foto di Gian Mario Navillod.
Mère des Rives o Ru de la Ville di fronte alla Torre dei Balivi – Foto di Gian Mario Navillod.

Proprio di fronte alla Torre dei Balivi, ex carcere ed ora sede dell’Istituto Musicale della Valle d’Aosta la Mère des Rives torna in superficie stretta tra due fabbricati. Tra la vegetazione si vede la cascatella che un tempo faceva girare la ruota di un mulino. Ai piedi della grande torre innalzata alla fine del XII secolo utilizzando il rivestimento delle mura romane sono stati scoperti nel 2012 due falli portafortuna di età romana esclusi dal percorso di visita, forse per evitare imbarazzanti paragoni.

Il Ru du Bourg in Via Guido Rey - Foto di Gian Mario Navillod.
Il Ru du Bourg in Via Guido Rey – Foto di Gian Mario Navillod.

Si prosegue lungo Via Rey per centocinquanta metri, alla sinistra si scorge un lungo tratto del Ru du Bourg che scorre ancora parzialmente in alveo naturale a fianco di una strada privata poi il ru scompare sotto terra e per ritrovarlo occorre tornare sui propri passi e scendere lungo Via Antica Zecca a  fianco l’acqua del ru che gorgoglia sotto il sole.

Si passa a fianco dei lavatoio restaurati e si raggiunge Via Sant’Anselmo che il ru attraversa sotto un grigliato di ghisa. Chi desidera allungare di un poco la passeggiata può dirigersi verso l’arco d’Augusto, attraversare il ponte sul Buthier e raggiungere il ponte romano sotto il quale duemila anni fa scorreva il torrente. In una della tante alluvioni susseguitesi nel tempo il letto è cambiato ed ora il ponte romano attraversa un alveo asciutto. Passando sotto le Porte Pretoriane che erano l’ingresso monumentale di Aosta romana è interessante osservare di quanto si alzato il livello del terreno a causa dei detriti portati in città dalle alluvioni, in questo punto più di due metri di sedimenti separano la strada moderna dal livello della viabilità romana.

Sotto la facciata del municipio finisce la passeggiata alla scoperta dei ru di Aosta. Due statue dello scultore Giuseppe Argenti realizzate nella prima metà del 1800 ricordano i due corsi d’acqua che lambiscono Aosta: il Buthier che alimentava La Mère des Rives  e la Dora Baltea che ne raccoglieva l’acqua non utilizzata per l’irrigazione.

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Note[+]

Tour du Pailleron

La Tour du Pailleron alla fine del 1800 era quanto rimaneva di un pagliaio  coperto da un tetto a due falde danneggiato da un incendio. Le sue precarie condizioni statiche indussero il sindaco di Aosta a proporne la demolizione nel 1884. Fortunatamente  il Ministero dell’Istruzione Pubblica fu di parere opposto e Alfredo d’Andrade poté aprire nel 1891 il suo cantiere di restauro seguendo le nuove teorie: “Il materiale diverso da quello impiegato, nel restauro serve ad impedire la confusione che altrimenti potrebbe succedere fra ciò che è genuino e ciò che si aggiunge“.(1)Maria Cristina Fazari, Una demolizione sventata e un restauro esemplare il caso della Torre del Pailleron ad Aosta, in Bollettino della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma della Valle d’Aosta n° 15 del 2018-19, pag. 64.

In una lettera del 1893 Alfredo d’Andrade esprime scarsa considerazione per gli amministratori di Aosta: “Non mi meraviglio punto che il Consiglio Comunale di Aosta parli della conservazione dei monumenti della città nel modo che ne ha parlato, ma quello che mi meraviglierebbe, se non sapessi essere l’avvocato Frassy altrettanto valdostano quanto la più parte dei suoi colleghi del Consiglio comunale, sarebbe che il suddetto si sia fatto il portavoce di quelle insulsaggini … Non occupiamoci dunque di quanto lassù si pensa di ciò che non intendono“.

Questo giudizio così severo sembra abbia tolto agli amministratori ogni velleità di intervento sulla torre che a più di centro anni dal restauro che l’ha salvata accoglie ancora i turisti con il colore sgargiante dei mattoni che stride con quello di pietra e calce usato in epoca romana. Basterebbe una mano di calce per rendere meno violento il contrasto, ma meglio non pensare a ciò di cui non si intende.

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Ru de Torgnon

Sito di Importanza Comunitaria di Loditor a Torgnon - Foto di Gian Mario Navillod.
Sito di Importanza Comunitaria di Loditor a Torgnon – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru de Torgnon scorre completamente intubato dalla presa sul torrente Petit-Monde fin nei pressi dell’area picnic di Chantorné.

In inverno la pista di servizio si trasforma in un bellissimo itinerario da percorrere con gli sci di fondo ai piedi. Nelle altre stagioni il Ru de Torgnon è una piacevole alternativa, molto panoramica, per raggiungere il SIC di Loditor/Lo Ditor.

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Ru Entre la Salle 1

Ru Entre La Salle nei pressi di Planaval - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru Entre La Salle nei pressi di Planaval – Foto di Gian Mario Navillod.

Il primo tratto del Ru Entre La Salle percorre il fondovalle dall’opera di presa al villaggio Planaval. Nei pressi dell’abitato scorre a cielo aperto, più lontano alcuni tratti sono stati coperti dal piastre di calcestruzzo ed altri sono stati intubati. È una bella passeggiata con qualche tratto fangoso da percorrere con gli scarponi ai piedi.

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Le liguacce di Antey

È divertente scoprire che un mio quasi omonimo, tale Johanne che abitava nel mio stesso villaggio, nella seconda metà del XIV secolo pagò quattro fiorini d’oro di multa a causa della sua lingua lunga:

Recepit a johanne de filley de Anthey quia iculpabatur verba ingiuriosa dixisse gentibus domini, IIII florenos auri bon ponderis.

“Ricevuti da Giovanni del Filey di Antey accusato di aver detto parole ingiuriose agli uomini del signore, quattro fiorini d’oro di buon peso.” Libera traduzione di Gian Mario Navillod.

La multa è stata annotata in un rotolo dei conti della castellania di Cly relativo agli anni 1376 – 1378 pubblicato da François-Gabriel Frutaz  in Notes et documents sur le fief et le château de Cly du 12e au 14e siècle, Imprimerie catholique, Aoste 1913, pag. 15.

Ru du Moulin

Ru du Moulin di La Salle in alveo artificiale - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru du Moulin di La Salle in alveo artificiale – Foto di Gian Mario Navillod.

La parte alta del Ru du Moulin di La Salle è una bella passeggiata da provare in estate quando l’afa del fondovalle invita a salire in montagna. Dopo i primi cento metri la pendenza diminuisce e permette anche alle gambe poco allenate di scoprire le foreste e i pascoli alpini. La parte bassa del ru, di modesto interesse turistico, scende verso il fondovalle passando a fianco del castello di Châtelard.

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Ru de Lies/Liex

Monte Cervino visto dal Ru de Lies/Liex - Foto di Gian Mario Navillod.
Monte Cervino visto dal Ru de Lies/Liex – Foto di Gian Mario Navillod.

Il ru de Lies è per antonomasia La Passeggiata di Antey. Non appena la neve si scioglie e spuntano tra il verde i primi fiori si danno appuntamento lungo questa sterrata coppie con il passeggino, signori con il cane, bimbi con la bicicletta e anche qualche signore in sedia a rotelle sul tratto appositamente attrezzato.

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