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Il labirinto di San Valentino a Chamois

Dove si trova il labirinto sulla neve più fotografato della Valle d’Aosta?

Il labirinto di San Valentino a Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Il labirinto di San Valentino a Chamois nel 2016 – Foto di Gian Mario Navillod.
Il cuore del labirinto di San Valentino a Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Il cuore del labirinto di San Valentino a Chamois nel 2016  – Foto di Gian Mario Navillod.

L’abbiamo tracciato a Chamois, sotto l’Hôtel Maison Cly.

Per augurare un buon San Valentino a chi ama Chamois e a chi si ama a Chamois sotto il belvedere dell’albergo Maison Cly abbiamo tracciato il labirinto sulla neve più alto della Valle d’Aosta.

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Il turismo scopre le Alpi

Età romana e medioevo.

Terra di passaggio la Valle d’Aosta è già citata dal Polibio uno storico vissuto tra il 200 e il 120 a. C.

Quattro passaggi [attraverso le Alpi], il primo nel territorio dei Liguri, poi quello nel territorio dei Taurini attraverso il quale è passato Annibale, poi quello nel territorio dei Salassi, il quarto nel territorio dei Reti.

Il geografo Strabone scrive alcuni anni dopo la fondazione di Aosta e ricorda che “[i Salassi] fecero pagare a Decimo Bruto che fuggiva da Modena una dracma a testa [per passare il Piccolo San Bernardo]

Il caro autostrade in Valle d’Aosta ha dunque una storia millenaria. Continua la lettura di Il turismo scopre le Alpi

Johann Josef Imseng

Il sacerdote Johann Josef Imseng (Johann Joseph Imseng)

Nato il 6 giugno 1806 a Saas-Fee, annegato nel lago di Mattmark (Saas-Almagell) il 5 luglio 1869 era di qualche anno più giovane del Canonico Georges Carrel.

Figlio di Johann Josef Imseng e di Barbara Burgener.

Ordinato sacerdote nel 1829 fu cappellano nella valle di Saas dal 1829 al 1832, parroco a Randa (1832-1836), parroco nei quattro comuni di Saas-Almagell, Saas-Balen, Saas-Fee e Saas-Grund dal 1836 al 1861 e cappellano nella valle di Saas dal 1861 alla sua morte.

Il 20 dicembre 1849 scese da Saas-Fee a Saas-Grund con delle assi legate ai piedi. Per questo è ricordato come il primo sciatore svizzero.

Fu un pioniere del turismo del quale colse le importanti ricadute economiche, da principio ospitò i turisti nella casa parrocchiale in seguito aprì tre diversi alberghi, due a Saas-Grund ed uno a Mattmark.

Appassionato di botanica e geologia accompagnava di persona i turisti in montagna.

Nel 1856 raggiunse le vette fino allora inviolate del Lagginhorn (4.010 m s.l.m.) e del Allalinhorn (4.027 m s.l.m.).

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 210, nota 224.

Il canonico Georges Carrel

Il canonico Georges Carrel descritto dalla penna di Jane Freshfield nell’agosto del 1860.

Man mano che ci avvicinavamo notai un gruppo di uomini, all’apparenza escursionisti come noi. Levarono educatamente il cappello al nostro passaggio e presto scoprii, grazie alla nostra guida, che il personaggio più eminente era il Canonico Carrel, i cui abiti, con un cappello di paglia ad ampia tesa ed un fucile in spalla, non rivelavano certo la sua attività sacerdotale.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 132

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo:  https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA128

Nel pomeriggio mio marito e D- andarono a cercare il Canonico Carrel che ci aveva detto che sarebbe rientrato ad Aosta dal suo rifugio in tempo per assolvere ai suoi doveri domenicali. Lo trovarono infatti al termine della Messa, ancora in abito sacerdotale: una persona dall’aspetto completamente diverso da quello del nostro gentile ospite al Comboé.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 167

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo:  https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA162

Progetto Mens Sana

Nell’ambito del Progetto Mens Sana promosso dall’ASD Sport Antey

Sabato 30 dicembre 2017

  • Salendo al belvedere del Col Champlong di Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
    Salendo al belvedere del Col Champlong di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

    Purezza di cristallo: escursione guidata con partenza dalla funivia alle 10:00 per condividere l’emozione di un paesaggio soffice, pulito. (prenotazione obbligatoria al n. 370 100 35 18);

Alexis Bétemps - Foto cortesia di Claudine Remacle - Ogni diritto riservato.
Alexis Bétemps – Foto cortesia di Claudine Remacle – Ogni diritto riservato.
  • cena tradizionale con la polenta cotta sul fuoco a legna di Chez Pierina (prenotazione obbligatoria al n. 0166 47 126) oppure la reinterpretazione dei sapori tradizionali proposta dallo chef di Maison Cly**** (prenotazione obbligatoria allo 0166 47 139
  • ore 21:00 sala polivalente del municipio di Chamois, Alexis Bétemps, etnologo e scrittore di montagna, ha presentato il suo libro “Il tempo sospeso. Dal Natale all’Epifania” menzione speciale al Premio Mario Rigoni Stern 2017.

Ecco alcune spigolature da questo testo ricco di soprese e amore per le tradizioni della Valle d’Aosta:

  • I nostri antenati sapevano distinguere molto bene il bene dal male, ma distinguevano anche ciò che è giusto dalla giustizia ufficiale” pag. 82;
  • Da noi era difficile accettare che si possa impunemente essere incitati ad uccidere il prossimo con la scusa della guerra e ci si sentiva solidali con i giovani che rifiutavano la coscrizione” pag. 61;
  • La bacchiatura [delle castagne] doveva concludersi entro Ognissanti e, dopo tale data, ognuno era libero di raccogliere per sé le castagne dimenticate.” pag. 260;
  • A Hône, alla fine della messa di Natale, si distribuivano caldarroste a tutti i partecipanti” pag. 61;
  • Quel giorno il riposo era sacro, il giorno di Natale si preparava una doppia razione di fieno per le mucche e una catasta alta il doppio di legna segata o spaccata” pag. 60;
  • In Valle d’Aosta, fino agli anni 1950, erano i Re Magi a portare i doni nelle campagne.” pag. 95;
  • Ai bambini [di Verrayes] si diceva che i Re, che passavano la vigilia, si recavano a Torgnon e che il giorno dopo li avremmo visti a messa” pag. 235;
  • I tre Re Magi, secondo Marco Polo, sono sepolti nella città di Saba.” pag. 221 de Il tempo sospeso, dal Natale all’Epifania, Alexis Bétemps, Priuli & Verlucca, Torino 2015, ISBN 978-88-8068-741-2

 

Le macine della Valmeriana

Le macine della Valmeriana - Foto di Gian Mario Navillod.
Le macine della Valmeriana – Foto di Gian Mario Navillod.

Ad Aosta nel 2007 durante i lavori per la realizzazione di alcune autorimesse interrate sono stati portati alla luce i resti di un edificio residenziale di età romana che si ritiene sia stato edificato poco dopo la fondazione della città.

All’interno dell’area di scavo è stata portata alla luce una macina in pietra ollare di circa 30 cm di diametro. La presenza di granati nel cloritoscisto indica la pietra è stata probabilmente estratta nella Valmeriana. Continua la lettura di Le macine della Valmeriana

A Fenis si trovavano le fucine dei Salassi?

Nella frazione di Misérègne del comune di Fenis si trova un grosso deposito di scorie prodotte dalla lavorazione del rame. Agli inizi del XX secolo era stimato in circa 40’000 metri cubi ma studi più recenti inducono ad aumentare tale stima.

La datazione con il carbonio 14 di due pezzi di carbone inclusi in due campioni distinti di scorie ha dato risultati inattesi: un campione data  del secondo secolo a. C.  e l’altro del terzo secolo a. C.

Studi archeologici più approfonditi potrebbero determinare per quanto tempo i Salassi coltivarono le miniere di rame prima di essere sconfitti dall’esercito romano.

BIbliografia:

Luca Toffolo, Studio dell’antico sito metallurgico di Misérègne (Fénis, AO): la miniera, le scorie, tesi di laurea magistrale, Università degli Studi di Padova, a. a. 2012/13, pag. 105. Versione digitale disponibile qui.

Il Grenier di Clémencey

La bella storia valdostana  del Grenier di Clémencey.

Laura Colella e il Grenier di Clémencey - Foto di Eric Navillod.
Laura Colella e il Grenier di Clémencey – Foto di Eric Navillod.

Questa bella storia valdostana comincia con un incontro fortunato. L’incontro tra Laura Colella e il Grenier di Clémencey.

Il Grenier di Clémencey è stato costruito con gli alberi abbattuti tra l’autunno del 1462 e l’autunno del 1464.

Fino a qualche decina di anni fa nessuno sapeva fosse così antico. Grazie ad un’intuizione di Claudine Remacle la Regione Autonoma della Valle d’Aosta ha finanziato gli studi per datare questa vecchia struttura in legno e, sorpresa, s’è scoperto che fu costruito sul finire del medioevo. Continua la lettura di Il Grenier di Clémencey

Sentiero per il Col Cheneil

Riaperto il vecchio sentiero per il Col Cheneil

Fall foliage a Torgnon - le foglie rosse dei ciliegi il 24 settembre 2017 - Foto di Gian Mario Navillod.
Fall foliage a Torgnon – le foglie rosse dei ciliegi il 24 settembre 2017 – Foto di Gian Mario Navillod.

A Chamois alla fine di ottobre 2015 è stato riaperto il vecchio sentiero tra il lago di Lod ed il Col Cheneil. Giusto in tempo per osservare il fall foliage, la caduta delle foglie che colora di rosso e giallo i boschi che circondano Chamois, l’unico comune delle Alpi che ha detto no alle auto.

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Il più brutto castello della Valle d’Aosta

Il più brutto castello della Valle d’Aosta è descritto così dalla signora Jane Freshfield che lo vide nell’agosto del 1860:

La posizione del paese è davvero molto graziosa ma il fascino della natura è senz’altro deturpato da una costruzione dall’architettura indescrivibile, sfortunatamente molto in vista e curiosamente brutta, su di una collina tappezzata di vigneti che domina il villaggio“.

La sua opinione è condivisa anche da Samuel William King e dalla signora Cole.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 141.

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo: https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA137#v=onepage&q=aimaville&f=false (URL consultato il 21.12.2017)