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I muri fatti con la polenta

I muri di sostegno delle vigne di Donnas - gennaio 2014 - Foto di Gian Mario Navillod.
I muri di sostegno delle vigne di Donnas – gennaio 2014 – Foto di Gian Mario Navillod.

Un anziano signore di Donnas mi ha raccontato che gli splendidi muri in pietra che sostengono le vigne di Donnas furono costruiti dagli abitanti di Champorcher in cambio del solo vitto. Secondo Vilma Jacquin furono costruiti dagli abitanti di Champdepraz, noti per la loro abilità di muratori.

In una testimonianza raccolta da Cesare Cossavella nel 1998 si parla dei terrazzamenti di Montjovet e e degli abitanti di Champorcher: “Vincent Peaquin, classe 1888, diceva che i muri dei terrazzamenti del borgo erano stati fatti per la sola polenta. per lavorare, arrivavano delle persone della valle di Champorcher, a loro bastava il pranzo di mezzogiorno e la stalla per dormire. Questa gente, d’estate faceva la stagione in Francia o in Svizzera e d’inverno, per non pesare sulla famiglia e risparmiare il denaro sudato, venivano a fare questi lavori pesanti da noi.”(1)Cesare Cossavella, Vini, vigneti e vignerons della Valle d’Aosta, Priuli e Verlucca editori, Ivrea 2012, ISBN 978-88-8068-581-4, pag. 59

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Il labirinto delle donne

Il labirinto 8.3 di Chamois, la pista per ciaspole più bella del mondo - Foto di Gian Mario Navillod.
Il labirinto 8.3 di Chamois, la pista per ciaspole più bella del mondo – sopra il puntino rosso si vede un gentile ospite di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

Il labirinto dell’8 marzo 2020

Occorreva l’anima di un’artista per disegnare al centro del labirinto 8.3 di Chamois un mazzo di tulipani perciò grazie a Lucia Pison che mi ha aiutato a disegnare i fiori e ad Andrea Fougnier per le riprese con il drone. Continua la lettura di Il labirinto delle donne

Ru d’Arc

Ru d'Arc in autunno - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru d’Arc in autunno – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru d’Arc derivava le acque del Torrente Farcoz a circa 1900 metri di quota e terminava la sua corsa sotto l’Arp-du-Jeu a 1825 metri di quota, all’incrocio con la vecchia strada  militare di Bosses Crevacol. Negli ultimi due chilometri l’acqua scorre a cielo aperto affiancata da una strada sterrata dove le auto passando di rado e le buche si fanno via via più profonde. Continua la lettura di Ru d’Arc