Il Rifugio Magià

Monti e boschi attorno al Rifugio Magià in Valle d'Aosta - Foto di Gian Mario Navillod.
Monti e boschi attorno al Rifugio Magià in Valle d’Aosta – Foto di Gian Mario Navillod.

Partenza:
1873 m da Porliod
1750 m da Praz

Arrivo: 2007 m

Dislivello in salita:
150 m circa da Porliod
250 m circa da Praz

Da Porliod:
Andata: 1h45

Ritorno: 1h45
Totale: 3h30

Da Praz:
Andata: 1h30

Ritorno: 1h15
Totale: 2h45

Difficoltà: T da Porliod, E da Praz
Segnavia: 14 da Porliod, 13 da Praz

Tratti difficili: no
Tratti esposti: no
Ombra: no

Pericolo caduta massi: no

Da vedere: i pascoli alpini, i boschi di conifere, il Rifugio Magià (SITO UFFICIALE).

Visualizza questa mappa a schermo intero

Itinerari collegati: il Rifugio Bonatti, il Rifugio Mont Fallère, il Bivacco Tzan.

Come arrivare: a Porliod Click qui – a Praz Click quiClick qui per vedere le mappe – Click qui (Porliod) e qui (Praz) per le tracce GPS (.gpx) – PASSEGGIATE GUIDATE A PARTIRE DA 7 EURO.

L'Alpe Champcombre sulla strada per i Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
L’Alpe Champcombre sulla strada per i Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
Ultima neve al Rifugio Magià di Nus - Foto di Gian Mario Navillod.
Ultima neve al Rifugio Magià di Nus – Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo arrivando al Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo arrivando al Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
Il simpatico sorriso di Manuela del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Il simpatico sorriso di Manuela del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.

Introduzione.

Il Rifugio Magià è stato inaugurato a gennaio 2016 e come i rifugi Bonatti e Fallère fa parte di quella nuova generazione di rifugi alpini che hanno pochissimo da invidiare alle strutture alberghiere di fondovalle.

Si trova in fondo alla valle di Saint- Barthélemy, in posizione baricentrica rispetto al Santuario di Cuney, all’osservatorio astronomico di Lignan, alla grotta della La Borna di Ciove, al lago di Luseney.

È il luogo ideale per passare qualche giorno di relax tra i boschi e i pascoli alpini ed è uno dei posti tappa più belli sul Tour dei Laghi, il trekking che unisce tre valli della Valle d’Aosta e cinque rifugi.

Il grande fungo di pietra visto dalla sala da pranzo del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Il grande fungo di pietra visto dalla sala da pranzo del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
GIl gnocchetti al Bleu d'Aosta del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
GIl gnocchetti al Bleu d’Aosta del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
Il pino cembro visto dalla camera da letto del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Il pino cembro visto dalla camera da letto del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
Il dolmen a quattro passi dal Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Il dolmen a quattro passi dal Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.

Quale itinerario scegliere?

Si arriva al Rifugio Magià in un paio d’ore di piacevole passeggiata: dal parcheggio di Porliod la strada sterrata sale di meno ma è un poco più trafficata.

Da Praz la strada è più corta, il dislivello è maggiore ma manca per ora un comodo parcheggio alla fine della strada asfaltata.

I tempi di percorrenza sono più o meno gli stessi.

Da Praz al Rifugio Magià

Il parcheggio di Baravex a 400 metri dalla partenza dell'itinerario per il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
Il parcheggio di Baravex a 400 metri dalla partenza dell’itinerario per il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.
Capriolo (Capreolus capreolus) fotografato a fine aprile salendo al Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
Capriolo (Capreolus capreolus) fotografato a fine aprile salendo al Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.
La cappella di Champlaisant a fine aprile - Foto di Gian Mario Navillod.
La cappella di Champlaisant a fine aprile – Foto di Gian Mario Navillod.
La Madonna di Champlaisant - Foto di Gian Mario Navillod.
La Madonna di Champlaisant – Foto di Gian Mario Navillod.
La pista di fondo sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
La pista di fondo sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.
Il ponte sul torrente Saint-Barthélemy sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
Il ponte sul torrente Saint-Barthélemy sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.
Rovine di un ru (un piccolo canale irriguo) sull'itinerario tra Praz e il Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
Rovine di un ru (un piccolo canale irriguo) sull’itinerario tra Praz e il Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.
I vecchi paravalanghe in pietra dell'Alpe Vayoux - Foto di Gian Mario Navillod.
I vecchi paravalanghe in pietra dell’Alpe Vayoux – Foto di Gian Mario Navillod.
L'attaccapanni del Rifugio Magià costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno - Foto di Gian Mario Navillod.
L’attaccapanni del Rifugio Magià costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno – Foto di Gian Mario Navillod.

Nel villaggio di Praz manca ancora un ampio parcheggio comunale. Consiglio di lasciare l’auto nel parcheggio del villaggio di Baravex. Si aggiungono 400 metri di camminata su asfalto ma si passa vicino a tre interessanti costruzioni: una cappella ben conservata e un rascard ed un grenier che avrebbero bisogno urgente di un restauro appassionato.

Dopo il villaggio di Praz la strada asfaltata prosegue ancora per un pezzetto. Il segnale di divieto di transito non permette ai turisti di percorrerla in auto: tutti i mezzi non a motore sono però bene accetti.

Al primo tornante si abbandona l’asfalto per un piacevole sentiero che si inoltra tra i prati. Con un po’ di fortuna si possono incontrare dei caprioli al pascolo.

Si attraversa una macchia di conifere poi si lasciano i piccoli sentieri tracciati dalle mucche e dirigendosi per pochi minuti a monte si arriva sull’ampia mulattiera che sale dolcemente sul limitare del bosco verso l’Alpe Vallochère.

Qui si incontra il primo tratto della pista di fondo: la pendenza è dolce, il fondo è inebito.

Si passa a monte dell’alpeggio poi si scende dolcemente verso Champlaisant tra due colonnati di larici e abeti.

Alle spalle dell’alpeggio una breve salita porta alla Cappella di Champlaisant. Sulla facciata è stata dipinta la Madonna. In alto una colomba rappresenta lo Spirito Santo.

Si attraversa il torrente Saint-Barthélemy su di un ponticello in legno. Subito dopo il sentiero sale ripido sulla destra in mezzo ad un piccolo canalone.

Chi preferisce una pendenza più dolce puo seguire la pista che sale sulla sinistra e che si ricongiunge al sentiero alle spalle della collinetta.

Poco più avanti è interessante osservare il piccolo canale irriguo (chiamato ru in Valle d’Aosta, bisse in Svizzera) sostenuto da due piloni di pietra posata a secco che un tempo serviva all’irrigazione di questo fazzoletto di terra. Su ogni pilastro sono incastrati dei gradini a sbalzo.

All’altezza dell’Alpe Vayoux sono stati costruiti due  paravalanghe in pietra molto simili a quelli che si trovano nella valle di Gressoney. Dall’altra parte del torrente ci sono i praravalanghe nuovi, in legno.

Ormai in vista del Rifugio Magià non resta che risalire dolcemente l’ampia conca colorata dalla flora alpina.

Pochi passi oltre il ponte si lasciano gli scarponi per le ciabatte del rifugio e si poggia il cappello sul’originale attaccapanni costruito con i palchi caduti ai cervi a fine inverno.

Curiosità

La cappella di Champlaisant fu costruita per volere del canonico Louis-Joseph Porliod, vicario generale della diocesi di Aosta, nel 1852. Nel 1874 risulta dotata di una pala d’altare opera del pittore di Valtournenche Victor Carrel. La bella raffigurazione della Madonna che è dipinta sulla facciata era in origine affiancata da due santi.

Le bici elettriche al Rifugio Magià

Di passaggio durante il sopralluogo sul Tour dei Laghi ho trovato al Rifugio Magià una bella sorpresa: due bici elettriche a disposizione degli ospiti per un giro di prova. L’offerta è frutto di una collaborazione tra il Rifugio Magià e Gal Sport, la prova è gratuita, è sufficiente telefonare ai gestori del rifugio per prenotare la prova: 0165 17 56 447.

Il ru dell'Alpe Closeau nel 2010 - Foto di Gian Mario Navillod.
Il ru dell’Alpe Closeau nel 2010 – Foto di Gian Mario Navillod.
Pilastro del ru crollato dell'Alpe Closeau nel 2016 - Foto di Gian Mario Navillod.
Pilastro del ru crollato dell’Alpe Closeau nel 2016 – Foto di Gian Mario Navillod.

Bibliografia.

Ezio Emerico Gerbore, Nus Tessere di Storia, Amministrazione comunale di Nus, Industrie Grafiche Editoriali Musumeci S.p.A., Quart, 1998,  pag. 199

TESTO DEL 24.04.2016
ULTIMO AGGIORNAMENTO 14.09.2016