La mulattiera delle Cime Bianche

“Il lacerto di strada conservato al Colle Nord è dunque di straordinaria importanza …” hanno scritto i funzionari della Soprintendenza valdostana rientrati dal sopralluogo al Colle Superiore delle Cime Bianche dove la tradizione popolare vuole che siano ancora visibili i resti della mulattiera medievale percorsa dai mercanti che si recavano dalla Valle di Ayas nel Vallese attraverso il colle del Teodulo.

Monte Cervino e bacino per l'innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Monte Cervino e bacino per l’innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Bacino per l'innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Bacino per l’innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Mamma e cucciolo di stambecco al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Mamma e cucciolo di stambecco al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2014 (da monte) – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2014 (da monte) – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2014 (da valle) – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato danneggiato della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2014 (da valle) – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2006 – Foto di Gian Mario Navillod.
Selciato integro della strada dei mercanti al Colle Nord delle Cime Bianche nel 2006 – Foto di Gian Mario Navillod.

Perciò mi sento un poco in colpa se detto lacerto è stato lacerato.

Immagino sia stato danneggiato durante i lavori di costruzione del Bacino delle Cime Bianche, un piccolo lago artificiale costruito per garantire l’innevamento programmato alle piste di sci.

I danni alla mulattiera “medievale ” non sono senz’altro colpa del Sindaco di Ayas nel cui territorio si trova l’opera di straordinaria importanza che è ha mille problemi più urgenti da affrontare e neppure del Presidente della Cervino SpA, che giustamente deve fare quadrare i conti della società grazie alla quale un sacco di persone hanno un lavoro dignitoso nella Valtournenche.

Sicuramente i funzionari della Sovrintendenza non potevano fare di più visto che vi sono in valle un sacco di altri monumenti medievali più importanti che stanno cadendo a pezzi nella più completa indifferenza.  E chi ha guidato il mezzo che ha materialmente rotto il selciato come poteva sapere che quelle quattro pietre erano importanti dal punto di vista storico e turistico?

Perciò è proprio colpa mia: conoscevo il valore turistico del sito, avrei dovuto proporre un progetto europeo alle scuole di Valtournenche ed Ayas, avremmo coinvolto le autorità svizzere, fatto una bella gita in loco, recintato l’area archeologica e posato dei bei cartelli per spiegare ai turisti e a conduttori dei mezzi meccanici l’importanza del sito.

Non l’ho fatto e faccio ammenda pubblicandole foto della mulattiera prima e dopo l’intervento, sperando che i lacerti lacerati non vengano  asportati.

Bibliografia

Dante Marquet, Gabriele Sartorio, Ayas, Colle Superiore delle Cime Bianche. Resti di strada “medievale”, Bollettino della Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma della Valle d’Aosta n° 5 del 2008, pag. 155. Versione digitale disponibile a questo indirizzo: http://www.regione.vda.it/allegato.aspx?pk=32553

Parte di questo articolo è stata pubblicata in: Oriana Pecchio, La Strada medievale al Colle delle Cime Bianche, La Vallée Notizie, anno XXX n. 35, 22 agosto 2015, pag. 28.

Filmografia

Guido Sagramoso, Ayas e la scomparsa della Krämerthal, disponibile su YouTube a questo indirizzo: https://youtu.be/mCV2D_GQAqM.