Un buon cristiano

Poteva egli avere cinquanta primavere ed era dunque già molto vecchio … disse sorridendo che un buon cristiano può imparare talora anche dagli infedeli(1)Umberto Eco, Il nome della Rosa, Fabbri editori, 1994, pag. 23, 24

Umberto Eco descrive così Guglielmo da Baskerville, uno dei protagonisti del suo romanzo più famoso, Il nome della Rosa, edito nel 1980.

Ed è una descrizione che potrebbe adattarsi ad un valdostano illustre, Bonifacio I di Challant, che nei primi anni del 1400 fece affrescare nel cortile del castello di Fenis, proprio sopra lo scalone d’onore, un personaggio in costume arabo che porta un cartiglio dove si legge:

Homme qui n’a gouvernement
Pert tout le sien vilainement
Et quand le bien en lysuivent
Nullement en bien ne le prent.

Uomo che non ha governo
perde tutto il suo villanamente
e quando il bene lo segue
per nulla in bene lo prende.

Bonifacio I di Challant fu Maresciallo di Savoia, una carica che coprendeva le competenze dei ministri della difesa e degli esteri contemporanei.

Agli inizi del 1400 si recò in pellegrinaggio in Terra Santa dove mi piace pensare che abbia potuto dire sorridendo “un buon cristiano può imparare talora anche dagli infedeli

Note   [ + ]

La leggenda di Sant’Evanzio (Saint Evence)

Si vede da Sant’Evanzio il Corno del Teodulo? Disegno di Gian Mario Navillod.
Si vede da Sant’Evanzio il Corno del Teodulo? Disegno di Gian Mario Navillod.

Una delle tante storie che si raccontano su Sant’Evanzio (Saint Evence)  San Teodulo (Saint Théodule) e San Giuliano (Saint Julien), parla di tre fratelli appartenenti alla legione Tebea che, scampati al massacro che annientò l’intera legione, avrebbero trovato rifugio in Valle d’Aosta dove si diedero ad una vita di contemplazione nei romitaggi che portarono da allora il loro nome. Continua la lettura di La leggenda di Sant’Evanzio (Saint Evence)

La città di Aosta secondo Dumas.

Teatro romano di Aosta al tramonto – Foto di Gian Mario Navillod.
Teatro romano di Aosta al tramonto – Foto di Gian Mario Navillod.

“Con l’eccezione dell’abominevole idioma che vi si parla e che è, credo, del savoiardo corrotto, il carattere della Città di Aosta e del tutto italiano; in ogni luogo, all’interno delle case, le pitture a fresco rimpiazzano le tappezzerie o le boiseries, e gli albergatori non mancano mai di servirvi a pranzo una specie di pasta e un tipo di crema che nobilitano pomposamente con il titolo di maccheroni e di zabaglione. Aggiungete a ciò del vino d’Asti, delle cotolette alla milanese, ed avrete il menù d’un pranzo valdostano”

Alexandre Dumas, Impressions de voyage en Suisse du Mont Blanc à Berne, (1833-1834), édité par les Bourlapapey, bibliothèque numérique romande www.ebooks-bnr.com, pag. 208, traduzione italiana di Gian Mario Navillod.

Versione digitale disponibile a questo indirizzo: http://www.ebooks-bnr.com/dumas-alexandre-impressions-de-voyage-en-suisse-tome-1/

La Via Francigena da Povil a Chetoz

Entrata della casaforte di Povil (Quart) – Foto di Gian Mario Navillod.
Entrata della casaforte di Povil (Quart) – Foto di Gian Mario Navillod.

Ieri approfittando della bella giornata ho fatto quattro passi lungo la Via Francigena da Povil di Quart a Chetoz.

Questo pezzo di Via Francigena è quasi tutto su asfalto.

Si parte dalla splendida casaforte di Povil che potrebbe diventare, almeno in parte, un favoloso ostello per i pellegrini. Continua la lettura di La Via Francigena da Povil a Chetoz