Ciaspolata a Gilliarey

Presa della centralina idroelettrica di Torgnon e punta Cian/Tsan - Foto di Gian Mario Navillod.
Presa della centralina idroelettrica di Torgnon e punta Cian/Tsan – Foto di Gian Mario Navillod.

Il 14 luglio 2015 festeggeremo i 150 anni della prima ascensione sul Cervino. Un’ascensione tenacemente voluta da Edward Whymper che appena venticinquenne coronò il suo sogno che inseguiva da cinque anni.

Cosa c’entra questo con la mia ciaspolata a Gilliarey?

C’entra perché Gilliarey è uno dei più importanti belvedere della Valtournenche, la valle del Cervino.

Il belvedere di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
Il belvedere di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.

E dall’oratorio di Gilliarey si vede bene sia il Cervino che il Grand-Tournalin, un’altra montagna legata strettamente a Edward Whymper.

Perciò in un bel pomeriggio di sole sono salito in auto fino a Etirol e mi sono avviato a piedi fino al laghetto dove inizia la condotta forzata della centrale idroelettrica di Torgnon.

Il villaggio di Gilliarey, sullo sfondo Les Jumeaux e il Cervino - Foto di Gian Mario Navillod.
Il villaggio di Gilliarey, sullo sfondo Les Jumeaux e il Cervino – Foto di Gian Mario Navillod.
L'oratorio di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
L’oratorio di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.
L'obolo per il vino da messa alla cappella di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
L’obolo per il vino da messa alla cappella di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.
La meridiana di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
La meridiana di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.
Stambecchi al pascolo a Etirol di Torgnon - Foto di Gian Mario Navillod.
Stambecchi al pascolo a Etirol di Torgnon – Foto di Gian Mario Navillod.

Poco sotto il laghetto ho incontrato una coppia di ragazzi dal comportamento impeccabile: non appena si sono accorti che un altro escursionista si stava avvicinando hanno:

1) richiamato il cane
2) messo il guinzaglio
3) sono passati a distanza di sicurezza.

Giusto il tempo per far quattro chiacchiere ed hanno proseguito nella discesa.

E il cane? Il cane s’è dimostrato cortese come i padroni: non ha abbaiato, non ha ringhiato e non ha neppure tirato il guinzaglio. Impeccabile anch’esso.

Nel laghetto ho visto la prima coppia di germani reali della stagione, il tempo di calzare le ciaspole poi ho cominciato la salita verso Gilliarey. Con una neve primaverile ci si mette un’oretta, tempo in linea con il dislivello che è di circa 300 metri.

Il cartello della sentieristica curiosamente indica un tempo quasi doppio.

In lontananza ho visto un capriolo scappare nel bosco. Arrivato all’oratorio mi son ricordato di lasciare l’obolo per il vino da messa. Come da tradizione.

Perché i vecchi consigliano di lasciare sempre una moneta per il vino da messa all’oratorio di Gilliarey.

Si dice che le monete lasciate dai viaggiatori all’oratorio di Gilliarey vengano utilizzate per le riparazioni più urgenti e per comperare il vino da messa per la cappella.

Poiché non tutti i vini sopportano bene l’invecchiamento a Gilliarey si racconta che i viaggiatori più fortunati siano di tanto in tanto invitati dal sagrestano a degustare le bottiglie meno giovani. Giusto per evitare cattive sorprese al sacerdote.

Una bella sorpresa.

Mentre attraversavo il villaggio di Etirol, a 50 metri dall’auto, un gruppo di bambini mi hanno fatto segno di fare silenzio: una dozzina di stambecchi stava brucando l’erba appena sopra le case.