I ru della Valle d’Aosta

I ru sono piccoli canali irrigui che portano le acque dei ghiacciai alle terre coltivabili. Passeggiare lungo un ru accompagnati dal gorgoglio dell’acqua è poco faticoso e rilassante, un’interessante alternativa ai tanti sentieri valdostani che salgono e scendono i ripidi versanti alpini.

Incile del Ru de Joux di Nus sul torrente Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Incile del Ru de Joux di Nus sul torrente Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.
Nome e comune di partenza Tempo di sola andata a piedi In bici
Ru de Charnicloz da Fénis 0h10′ In bici sconsigliato
Ru Châtaigne da Pontbozet 0h20′ In bici sconsigliato
Ru du Bourg di Châtillon da Châtillon
0h20′
In bici consigliato
Il Ruet dall’area picnic Les Sources du Ruet di Sarre
0h20′
In bici sconsigliato
Il Ruet dall’area picnic Les Sources du Ruet di Sarre
0h20′
In bici sconsigliato
Ru de Vuillen/Vullien da Saint-Rhémy-en-Bosses
0h30′
In bici sconsigliato
Ru du Pan Perdu di Châtillon C da Isseuries 0h30′ In bici sconsigliato
Grand Ru di Introd da Introd 0h30′ In bici consigliato
Ru du Seigneur di Brissogne 0h30′ In bici consigliato
Ru Gattinery da Gaby 0h40′ In bici sconsigliato a tratti
Ru d’Arlaz e Challand Art dal Col d’Arlaz di Challand-Saint-Victor
0h40′ In bici sconsigliato
Ru Pilaz da La Magdeleine 0h40′ In bici sconsigliato a tratti
Ru Montagner da Quart
0h40′ In bici consigliato
Ru d’Arc da Saint-Rhémy-en-Bosses
0h40′ In bici consigliato
Ru de l’Eau Sourde da Arvier
0h40′ In bici consigliato a tratti
Il Ru Crépellaz abbandonato da Nus 0h50′ In bici sconsigliato
Ru des Barmes da Saint-Rhémy-en-Bosses 0h55′ In bici consigliato a tratti
Ru de Mazod o Ru de Chétoz da Nus 0h55′ In bici consigliato a tratti
Ru dell’Alpe Truc da Lillianes 1h00′ In bici consigliato a tratti
Ru de Tchiou da Eternon di Etroubles 1h00′ In bici consigliato a tratti
Ru d’Alp Vuillen  da Saint-Rhémy-en-Bosses  1h00′ In bici sconsigliato
Ru Supérieur di Charvensod da La Pissine 1h10′ In bici sconsigliato
Il Ru Veuillen da Chamois 1h15′ In bici consigliato
Il Ru di Cleva Bella da Chamois 1h15′ In bici sconsigliato
Il Ru Deval da Nus 1h15′ In bici consigliato a tratti
Il Ru di Joux da Nus 1h15′ In bici sconsigliato a tratti
Il Ru di Joux abbandonato da Nus 1h15′ In bici sconsigliato
Il Ru Crépellaz da Quart 1h15′ In bici consigliato
Ciclabile Perrères Promoron da Valtournenche 1h20′ In bici consigliata
Il Ru de Vens da Saint-Nicolas 1h20′ In bici consigliato a tratti
Il Ru Blanc di Nus da Porliod 1h30′ In bici consigliato a tratti
Ru Neuf d’Eternon da Eternon di Etroubles 1h30′ In bici consigliato
Ru des Gagneurs da Domianaz di Châtillon 1h30′ In bici consigliato a tratti
Ru de Chevrère et Montjovet da Champdepraz  2h00′ In bici sconsigliato a tratti
Ru d’Arlaz dal Col d’Arlaz di Challand-Saint-Victor 2h15′ In bici consigliato
Ru Pompillard  da Saint-Christophe  2h15′ In bici consigliato
Il Ru de Djouan da Valsavarenche 2h20′ In bici sconsigliato
Ru de Vuillen/Vullien abbandonato, (Ru Chaffières) da Saint-Rhémy-en-Bosses 2h30′ In bici sconsigliato
Ru Courtaud da Barmasc  2h30′ In bici consigliato a tratti
Il Ru de Marseiller da Antey-Saint-André 3h00′ In bici consigliato a tratti
Il Ru de Verrayes/Chavacourt da Champlong di Verrayes 3h00′ In bici consigliato a tratti
Il Ru Neuf di Gignod da Etroubles 3h15′ In bici consigliato
Il Ru de By da Doues 3h15′ In bici consigliato a tratti
Il Ru Courtaud dal Col di Joux di Saint-Vincent 5h00′ In bici consigliato a tratti

A partire della seconda metà del XX secolo la maggior parte dei ru sono stati intubati, ne rimangono pochissimi in alveo naturale.

L'éterpa, un attrezzo nato da uno strano incrocio tra un'accetta e una zappa inventato per la manutenzione dei ru - Foto di Gian Mario Navillod.
L’éterpa, un attrezzo nato da uno strano incrocio tra un’accetta e una zappa inventato per la manutenzione dei ru – Foto di Gian Mario Navillod.

In attesa di una rinaturalizzazione a fini turisti dei ru più belli e possibile percorrere in bici le piste di servizio che sono panoramiche, silenziose e lontane dal traffico.

Ru d'Arlaz - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru d’Arlaz – Foto di Gian Mario Navillod.

Cos’è un ru

Il ru è un piccolo canale irriguo, non navigabile, con una portata che varia da pochi litri al secondo a diverse centinaia di litri al secondo.

I ru più grandi si suddividono generalmente in canali più piccoli chiamati branze e queste ultime in ruscelli ancora più piccoli fino a formare una rete che raggiungeva ogni singolo appezzamento da irrigare.

Nel passato alcuni ru venivano utilizzati per sfruttare la forza motrice dell’acqua, generalmente prendono il nome di menaresse, un termine che ha la stessa origine dell’italiano” menare” nell’accezione di portare. Le menaresse facevano girare i mulini, facevano funzionare le seghe ad acqua e battere i magli. Probabilmente anche il ru più antico della Valle d’Aosta costruito nel 3 a.C. da un imprenditore padovano serviva proprio a fruttare la forza motrice dell’acqua per la lavorazione del marmo impiegato nella monumentalizzazione di Aosta. Conosciamo con precisione la data della sua costruzione grazie ad un’epigrafe murata sull’arco del ponte acquedotto di Pondel(1)http://tapazovaldoten.altervista.org/zcogne/pondel_pont_d_ael.html.
Sembra ragionevole pensare che un sistema di distribuzione dell’acqua fosse utilizzato anche dalle popolazioni pre-romane stanziate nella regione ma al momento non ne sono state trovate tracce.
Sono state ritrovate invece numerose infeudazioni del XIV al XV secolo che autorizzavano la costruzione di nuovi ru, una delle ultime, del 1433, riguarda il Ru Courtaud, il ru più lungo della Valle d’Aosta. Le infeudazioni sono gli atti con i quali il signore concede l’uso dell’acqua in cambio di una somma da versare per autorizzare la costruzione del ru e di un canone da pagare ogni anno per l’uso dell’acqua. L’acqua che ora è di proprietà dello stato fino al XVII secolo era una proprietà privata dei signori feudali.

La distribuzione dei ru non è omogenea in Valle d’Aosta e dipende soprattutto dalla morfologia del territorio: generalmente il ru collega una porzione di territorio pianeggiante o semi-pianeggiante coltivato principalmente a foraggio ad un corso d’acqua alimentato dalla fusione glaciale o da sorgenti che garantiscano una buona portata nei mesi estivi. I terreni più acclivi venivano coltivati a vite in fondovalle e a bosco alle quote più elevate, due colture che richiedono una quantità inferiore d’acqua rispetto ai prati coltivati a foraggio o agli orti. Per questa ragione vi è un numero maggiore di ru nella Valtournenche, a servizio delle aree coltivabili di Saint-Vincent e Verrayes e un numero più piccolo di ru nella valle di Gressoney dove le superfici coltivabili sono meno estese e più acclivi.

Curiosità

Emile Chanoux intellettuale valdostano e membro della resistenza valdostana torturato ed ucciso nel 1944 ha espresso considerazioni lusinghiere sulla Svizzera(2)http://gian.mario.navillod.it/popoli-fatti-per-illuminare-mondo/.

Nel vedere come gli svizzeri stanno promuovendo a fini turistici i loro bisse(3)http://www.musee-des-bisses.ch/musee-bisses che sono gli equivalenti dei ru valdostani non gli si può dare torto.

Note   [ + ]