Archivi categoria: Cronaca di Gilliarey

Il secret di Caterina de Chynal

Preghiera per guarire le infiammazioni delle piaghe di Caterina di Chynal condannata per stregoneria nel 1449.

Beneyta fu ly houra que diou fu na et sita si ly pleit ansy en nom dou pare et dou fil et dou sent experit. Amen“((Felicien Gamba, La sorcière de Saint-Vincent, XLI Bulletin de la Société académique du duché d’Aoste, Imprimerie ITLA, Aoste, 1964, pag. 298-299 – versione digitale disponibile qui.)) Continua la lettura di Il secret di Caterina de Chynal

Sindaci e maiali in Valle d’Aosta

L'oratorio di Gilliarey in inverno - Foto di Gian Mario Navillod.
L’oratorio di Gilliarey in inverno – Foto di Gian Mario Navillod.

Denominazione di origine inventata

Il Gran Ciambellano di Gilliarey nell’aggiornare l’indice dei libri consigliati ha scorso sempre più incuriosito l’agile volumetto di Alberto Grandi intitolato Denominazione di origine inventata: Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani scoprendo, ad esempio, che la Focaccia di Recco col formaggio, IGP dal 2011  e inserita dall’Unione Europea nei prodotti tutelati a partire dal 2015, non si differenzia poi molto da una qualsiasi focaccia al formaggio non lievitata cotta nel forno sottocasa. Però, scorrendo il suo disciplinare di produzione((Disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta “Focaccia di Recco col formaggio” disponibile in versione digitale qui: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/f%252F0%252F1%252FD.f2c066fe32fce2b79cdb/P/BLOB%3AID%3D3347/E/pdf?mode=download)) si scopre che farina, olio e formaggio possono arrivare da un qualsiasi punto del globo terraqueo e, perché diventino un alimento IGP, è sufficiente che la lavorazione avvenga all’interno del “territorio del comune di Recco e dei comuni confinanti di Avegno, Sori e Camogli” seguendo le prescrizioni del consorzio. Essendo escluso da disciplinare “ogni trattamento di pre-cottura, surgelazione, congelazione o altra tecnica di conservazione” diventa difficile commercializzare la Focaccia di Recco fuori dal territorio vocato. 

L'Oratorio di Gilliarey, il belvedere che preferisco in tutta la Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
L’Oratorio di Gilliarey, in estate – Foto di Gian Mario Navillod.

In Lombardia

Nel 2015 per promuovere la Focaccia di Recco col formaggio il consorzio pensò bene di aprire uno stand all’Artigiano in Fiera di Rho (MI) nel quale veniva prodotta una focaccia al formaggio con gli ingredienti di quella di Recco, la lavorazione di quella di Recco ma che non poteva essere venduta come Focaccia di Recco col formaggio perché  proprio il disciplinare redatto dal consorzio e approvato dall’Unione Europea prevede che possa essere prodotta sono nei comuni di Recco, Avegno, Sori e Camogli. Di conseguenza lo striscione che pubblicizzava “Focaccia di Recco col formaggio” fu  sequestrato dai carabinieri del NAS per tutelare i consumatori.

Oratorio di Gilliarey in agosto - Foto di Gian Mario Navillod.
Oratorio di Gilliarey in agosto – Foto di Gian Mario Navillod.

In Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta può fregiarsi di due alimenti DOP: il “Valle d’Aosta Lard d’Arnad”((https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/d%252F0%252Fe%252FD.069cb4c9aeaff0680e56/P/BLOB%3AID%3D2010/E/pdf?mode=download)) prodotto esclusivamente nel comune di Arnad e il “Valle d’Aosta Jambon de Bosses”((https://www.regione.vda.it/allegato.aspx?pk=72466)) prodotto esclusivamente nel comune di Saint-Rhemy-en-Bosses.

Confrontando i dati raccolti dall’ISTAT con il numero di Comuni nei quali è suddivisa la Valle d’Aosta (74) si constata che nella regione più piccola d’Italia vi sono più sindaci che maiali((I dati ISTAT riportano 71 maiali a dicembre 2020, 59 a dicembre 2021, 42 a dicembre 2022)) il che è confortante dal punto di vista morale ma apre ad un’interessante riflessione sulla funzione della Denominazione di Origine Protetta.

A Gilliarey

Il Consiglio Nazionale per l’Economia di Gilliarey (CNEG) è stato incaricato dal Gran Ciambellano Pro Tempore di vagliare le proposte per l’istituzione di alcune IGP all’interno dell’unico Regno Repubblicano delle Alpi. In attesa dei relativi disciplinari si pubblicano di seguito, con vincolo di riservatezza, ingredienti e modalità di produzione.

Baci di Gilliarey

Battere il mascarpone con poco zucchero, unire due amaretti con la crema ottenuto indi tuffarli brevemente in una tazza di caffè allungata in acqua di Gilliarey, rotolarli in polvere di cocco  e servire con deferenza, senza essere servili((La tecnica appropriata è riportata qui: https://www.youtube.com/watch?v=qQzMlCdGLc0&t=32s)).

Île flottante di Gilliarey

Battere un turlo con due cucchiai di zucchero, aggiungere poca vanillina, 100 g di latte, riscaldare e quando la crema inglese è cotta impiattare.  In una scodella battere a neve un albume con un cucchiaio di zucchero, un sospiro di vanillina e uno di acqua di Gilliarey, cuocere nel forno a microoonde alla massima potenza per pochi minuti. Servire sopra la crema inglese e guarnire con caramello.

La Signora di Cly al Villaggio dei Salassi

Vista dall'alto del villaggio dei Salassi di La Magdeleine – Foto di Gian Mario Navillod.
Vista dall’alto del villaggio dei Salassi  – Foto di Gian Mario Navillod.

La Signora di Cly, accompagnata dal Gran Ciambellano di Gilliarey e DST((Sulla carica di Gran Ciambellano DSC vedasi l’articolo di Irene Borgna in http://www.dislivelli.eu/blog/guida-escursio%E2%80%A6cosa.html)), da un folta delegazione proveniente dal ducato di Milano e di alcuni feudatari del conte di Savoia si è recata in incognito al villaggio dei Salassi del Monte Tantané.

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Gilliarey

L'Oratorio di Gilliarey, il belvedere che preferisco in tutta la Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
La Cattedrale di Gilliarey al tramonto – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Regno Repubblicano di Gilliarey è governato democraticamente da Sua Altezza Eminentissima il Signore di Gilliarey la cui stirpe da tempo immemorabile, ben prima degli aruspici dei Rasna chiamati dai greci Tirreni, scrutando le faville del fuoco acceso nel giorno più lungo dell’anno  osserva la direzione del vento tenendo ben salda la barra e constata stupita che tale attitudine non è particolarmente diffusa tra i rappresentati delle potenze vicine, usi a cavalcare le onde ed a lasciarsi trascinare dai venti.

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