
Nel 2014 era un po’ più complicato fare cartografia libera, ora con Panoramax & Baba si fa tutto più in fretta e i consigli di una dozzina di anni fa possono essere onorevolmente archiviati.

Nel 2014 era un po’ più complicato fare cartografia libera, ora con Panoramax & Baba si fa tutto più in fretta e i consigli di una dozzina di anni fa possono essere onorevolmente archiviati.

Oramai abbiamo in tasca quasi tutti un cellulare con il GPS; è possibile scaricare gratuitamente e legalmente una buona carta della Valle d’Aosta che contiene numerosi sentieri.

Nei fianchi scoscesi della Valle del Cervino si vedono sia sulla destra che sulla sinistra gli archi abbarbicati alla roccia dei ru du pan perdu. Alcuni si raggiungono senza pericolo, gli altri sono riservati ad escursionisti esperti, altri ancora agli alpinisti.

In un libro della prima metà del 18001 Attilio Zuccagni Orlandini riferisce che le povere case di La Magdeleine erano coperte da stoppia. Si tratta di un refuso o è possibile che si usasse paglia di segale per coprire i tetti come si usava un tempo in Danimarca?
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Alzate gli occhi. Dall’altra parte del torrente, sopra le case vedete che il fianco della montagna alterna tratti più ripidi a tratti meno inclinati, è il segno che un tempo questa porzione di territorio era tutta coltivata, soprattutto campi di cereali che non hanno bisogno di irrigazione e che trasformati in pane erano la riserva alimentare che permetteva alle famiglie di Chamois di superare la brutta stagione.

Il canale di irrigazione di Pilaz raccoglie le acque del Torrente Saverou/Souverou e quelle che scendono dal lago Charey/Charrey. Con una conduttura sotterranea le porta fino al Col Pilaz dove il ru si divide in due rami: il primo serve il Lago Croux e la parte occidentale del comune di La Magdeleine, il secondo scende a ponente del villaggio di Vieu/Viù. Continua la lettura di Ru Pilaz

La pareidolia (dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, con il prefisso παρά parà, “vicino”) tende a ricondurre a forme note degli oggetti o profili dalla forma casuale. Continua la lettura di Pareidolia in Valle d’Aosta

Percorrere il Ru Marseiller è come fare un viaggio nel tempo fino al basso medioevo. Nel XV secolo il ru fu costruito per portare l’acqua di fusione dei ghiacciai del Cervino fino ai pianori assolati ed aridi di Verrayes e Saint-Denis. Continua la lettura di Ru Marseiller
Negli anni cinquanta del novecento in inverno in casa Mannoni si mangiava polenta e uccelli tre quatto volte la settimana. Pettirossi, cinciallegre, fringuelli cardellini uccisi con le trappole o presi a fucilate si appendevano per il becco all’aperto dove il gelo invernale li conservava fino al momento di utilizzarli in cucina. Lepri, tassi e scoiattoli si mangiava a settembre mano mano che venivano cacciati. Le cosce della volpi erano molto apprezzate tanto da essere spacciate per cosce di lepri1. Si raccoglievano anche i gamberi di acqua dolce e le rane da friggere in padella.

Attentato alla chiesa di Châtillon titolerebbero oggi i mezzi di informazione, ma in Valle d’Aosta tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1968 vivevano adolescenti che giocavano con micce e detonatori sottratti alle cave di marmo dove lavoravano i loro genitori.