
Ai bei tempi della mia gioventù quando la Cortina di ferro separava il mondo libero da quello del Patto di Varsavia si raccontava questa storiella:

“Con quella obiettività che mai si deve dipartire da un sereno esame tecnico dobbiamo riconoscere che delle grandi società che hanno ottenuto concessioni idrauliche in Valle d’Aosta, l’unica che sino ad oggi abbia messo allo studio e realizzato un congegno di impianti idroelettrici razionali e veramente geniali è la Società Idroelettrica Piemonte“1 così scriveva nell’immediato dopoguerra2 l’ing. Annibale Torrione. Era uno che se ne intendeva, nel 1950 scriverà un’opuscolo edito dalla CGIL sullo “sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d’Aosta“3. I grandi impianti idroelettrici avevano due obiettivi: produzione di energia elettrica per far funzionare le fabbriche e dar lavoro agli operai, creare riserve d’acqua per l’irrigazione.
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“C’è solo da augurarsi che il grande Santuario possa un giorno ripopolarsi di visitatori, seguendo i tracciati da realizzare e percorsi organizzati per turisti, al fine di permettere visite di comitive … nella nuova luce di un passato che non poteva più continuare a rimanere nascosto sotto la vegetazione in un silenzio … di tomba“1

Le macine della Valmeriana sono ricavate dalla pietra ollare, una pietra che prende il nome dal latino “olla“, pentola, perché è stata utilizzata sin dalla preistoria per realizzare oggetti che resistessero al calore come pentole, stufe2 e stampi per le fusioni. Grazie alla sua bassa durezza e alla facile lavorabilità in antichità sono stati costruiti persino dei bracciali in pietra ollare3. Continua la lettura di Le macine della Valmeriana

Salire di quota non è solo viaggiare nello spazio, è anche un viaggiare nel tempo, e viaggiare nel tempo è uno dei desideri più forti che abbiamo nel nostro cervello. Continua la lettura di Pensieri in alta quota

John Ruskin, autore delle celebrata descrizione del Cervino come il più nobile scoglio d’Europa: “but it is somewhat curious that the most noble cliff in Europe which this eastern front of the Cervin is I believe without dispute1” (ma è alquanto curioso che il più nobile scoglio d’Europa, qual è il versante est del Cervino, credo senza contestazione, …) in gioventù non lo apprezzò particolarmente: “Il Cervino ricordava troppo un obelisco egizio per piacermi2”.

In Valle d’Aosta facevano il pane una volta l’anno per risparmiare combustibile. Continua la lettura di Perché in Valle d’Aosta facevano il pane una volta l’anno?

Il giovane Federico Mantegari, appena maggiorenne, ha avuto la delicatezza di condividere la sua ultima fatica letteraria con il Gran Ciambellano di Gilliarey e DSC (che potrebbe essere suo nonno) in cambio di una modica offerta di 18 euro.

Spizzicando tra i verbali del Consiglio Valle, il nome che i valdostani danno familiarmente al Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ci si può fare un’idea di come è nata la funivia di Chamois che collega il comune più alto della Valle d’Aosta alla carrozzabile per Cervinia.

Riccardo Luna in Qualcosa è andato storto spiega perché è difficile zittire lo smartphone, soprattutto se si è ragazzi.
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