
Si cammina sull’asfalto per i tre quarti dell’itinerario. Punti di forza: Ivrea medievale, il lago di Campagna, le pioppete. Punti di debolezza: non è l’itinerario più breve.
Continua la lettura di La Via Francigena da Ivrea a Palazzo Canavese

Si cammina sull’asfalto per i tre quarti dell’itinerario. Punti di forza: Ivrea medievale, il lago di Campagna, le pioppete. Punti di debolezza: non è l’itinerario più breve.
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Dal 1890 al 1941/42, per più di 50 anni un arco in muratura sostenne la spalla a monte dell’arco della Strada Romana delle Gallie a Donnas. Continua la lettura di Un puntello per l’arco romano di Donnas.

Continua la lettura di La Via Francigena da Châtillon a Montjovet

Si cammina sull’asfalto per l’80% dell’itinerario. Punti di forza: la Cooperativa La Kiuva, i ponti sulla Dora Baltea, i borghi di Bard e Donnas, la Strada Romana delle Gallie.
Continua la lettura di La Via Francigena da Arnad a Pont-Saint-Martin

Si cammina sull’asfalto per circa la metà dell’itinerario. Punti di forza: il glicine monumentale di Berriaz, l’Atelier di Chantal Godioz, il priorato di Saint-Gilles, la parrocchiale di San Martino di Arnad.
Continua la lettura di La Via Francigena da Montjovet ad Arnad

Si cammina sull’asfalto per più della metà dell’itinerario. Punti di forza: Aosta romana e Aosta medievale, il castello di Quart, la casa forte di Povil e il castello di Nus. Punti di debolezza: concimaie e raccolte, in bella vista, di ciò che può sempre servire.

Si cammina sull’asfalto per più della metà dell’itinerario. Punti di forza: il borgo di Chambave, la casa del pittore di Chandianaz, i villaggi fantasma di Barma des Votornes e Barma des Antesans.
In alternativa la variante lungo il Ru de Chandianaz consente di camminare lungo mulattiere e sentieri per il 90% dell’itinerario.
Continua la lettura di La Via Francigena da Chambave a Châtillon

Si cammina sull’asfalto per l’80% dell’itinerario. Punti di forza: il Signore con sabot, la zangola nella vecchia latteria, la chiesa di Diemoz. Punti di debolezza: il tracciato ufficiale esclude la Via del Sorriso e sale fino a Grangeon.
In alternativa la variante percorre la Via del Sorriso e accorcia l’itinerario di mezzo chilometro togliendo 100 m di dislivello.


La prima testimonianza di un viaggio lungo la Via Francigena è dell’arcivescovo di Canterbury Sigerìco che nel 990 si recò a Roma per ricevere il Pallio ed annotò le tappe percorse durante il viaggio di ritorno.
Il testo è estremamente sintetico: il cronista annota l’agenda romana dell’arcivescovo e poi elenca semplicemente tutte le tappe da Roma fino al mare. Continua la lettura di Sigerìco e la Via Francigena