Archivi categoria: Curiosità della Valle d’Aosta

La dieta valdostana

Negli anni cinquanta del novecento in inverno in casa Mannoni si mangiava polenta e uccelli tre quatto volte la settimana. Pettirossi, cinciallegre, fringuelli cardellini uccisi con le trappole o presi a fucilate si appendevano per il becco all’aperto dove il gelo invernale li conservava fino al momento di utilizzarli in cucina. Lepri, tassi e scoiattoli si mangiava a settembre mano mano che venivano cacciati. Le cosce della volpi erano molto apprezzate tanto da essere spacciate per cosce di lepri1. Si raccoglievano anche i gamberi di acqua dolce e le rane da friggere in padella.

  1. Renato Mannoni, Il bambino che diventò cavatore, Tipografia Duc, Saint-Christophe, 2011, ISBN 978-88-87677-56-0, p. 32[]

Le macine della Valmeriana

C’è solo da augurarsi che il grande Santuario possa un giorno ripopolarsi di visitatori, seguendo i tracciati da realizzare e percorsi organizzati per turisti, al fine di permettere visite di comitive … nella nuova luce di un passato che non poteva più continuare a rimanere nascosto sotto la vegetazione in un silenzio … di tomba1

Le macine della Valmeriana - Foto di Gian Mario Navillod.
Le macine della Valmeriana – Foto di Gian Mario Navillod.

Le macine della Valmeriana sono ricavate dalla pietra ollare, una pietra che prende il nome dal latino “olla“, pentola, perché è stata utilizzata sin dalla preistoria per realizzare oggetti che resistessero al calore come pentole, stufe2 e stampi per le fusioni. Grazie alla sua bassa durezza e alla facile lavorabilità in antichità sono stati costruiti persino dei bracciali in pietra ollare3. Continua la lettura di Le macine della Valmeriana

  1. Mario Catalano, Santuario astronomico delle ruote cosmiche in Val Mariana, Diffusioni Grafiche SpA, Villanova Monferrato, 2002, pag. 10[]
  2. Nel 1838 il comune di Champorcher affidò all’artista Perruchon la costruzione di una stufa in pietra ollare per scaldare la scuola e la sala del consiglio – in Fausta Baudin, Champorcher la storia di una comunità dai suoi documenti, Arti Grafiche Duc, Aosta, 1999, pag. 204[]
  3. Paolo Castello, Stefano de Leo, Pietra ollare della Valle d’Aosta: caratterizzazione petrografica e inventario degli affioramenti, cave e laboratori in Bulletin d’Études Préhistoriques et Archéologiques Alpines, 2007,18, Aoste, versione digitatale disponibile qui. – Pag. 53[]

John Ruskin e il Cervino

Monte Cervino e bacino per l'innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
Monte Cervino e bacino per l’innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.

John Ruskin, autore delle celebrata descrizione del Cervino come il più nobile scoglio d’Europa: “but it is somewhat curious that the most noble cliff in Europe which this eastern front of the Cervin is I believe without dispute1” (ma è alquanto curioso che il più nobile scoglio d’Europa, qual è il versante est del Cervino, credo senza contestazione, …) in gioventù non lo apprezzò particolarmente:  “Il Cervino ricordava troppo un obelisco egizio per piacermi2”.

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  1. versione digitale disponibile qui[]
  2. versione digitale disponibile qui[]

L’inventore del telefono: Innocenzo Manzetti

Targa dedicata ad Innocenzo Manzetti ideatore esecutore nel 1864 del primo apparecchio telefonico - Foto di Gian Mario Navillod.
Targa dedicata ad Innocenzo Manzetti ideatore esecutore nel 1864 del primo apparecchio telefonico – Foto di Gian Mario Navillod.

Fino a pochi anni or sono tutte le enciclopedie riportavano quale inventore del telefono Alexander Graham Bell, riconosciuto erroneamente tale dopo le lunghe vicende legali che lo opposero ad Antonio Meucci. Continua la lettura di L’inventore del telefono: Innocenzo Manzetti