Disgelo al lago di Tzeré/Céré

Piccolo Bar di Fiéry - Foto di Gian Mario Navillod.
Piccolo Bar di Fiéry – Foto di Gian Mario Navillod.
Esterno del Bivacco Città di Mariano - Foto di Gian Mario Navillod.
Esterno del Bivacco Città di Mariano – Foto di Gian Mario Navillod.

In Italia a fine luglio è ancora possibile assistere al disgelo di un lago alpino.

In fondo alla valle di Ayas salite fino al Piccolo Bar di Fiéry gestito da una simpaticissima famiglia arrivata in Valle d’Aosta dalla provincia di Parma seguendo la Via Francigena da Fidenza San Donnino a Verrès.

Interno del Bivacco Città di Mariano - Foto di Gian Mario Navillod.
Interno del Bivacco Città di Mariano – Foto di Gian Mario Navillod.
Ghiacciaio di Ventina/Aventina - Foto di Gian Mario Navillod.
Ghiacciaio di Ventina/Aventina – Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Gran Lago di Céré/Tzéré - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Gran Lago di Tzeré/Céré – Foto di Gian Mario Navillod.

Respirate l’aria pulita ai margini del bosco di larici, lontano dalle auto, poi dopo esservi rifocillati seguite le tracce dei viaggiatori e dei mercanti che risalivano il vallone per raggiungere il colle del Teodulo e la Svizzera.

Oltrepassate i ruderi del villaggio di Aventina/Ventina ed al bivio prendete a destra seguendo le indicazioni per il Bivacco Città di Mariano che si vede lontanissimo, un puntino giallo tra le rocce.

Siate pronti nell’ultimo tratto di sentiero ad usare i bastoncini o le mani per tenervi in equilibrio: questo non è un itinerario per chi soffra di vertigini o non sia abituato a calcare le pietraie.

Il bivacco è in ottime condizioni: completamente ridipinto i materassi e cuscini sono stati rivestiti e tutto appare pulitissimo. Ricordatevi di togliere gli scarponi prima di entrare.

Il lago di Tzéré/Céré è poco più in alto: seguite gli ometti verso est e dopo aver toccato il punto più alto sui fianchi della morena scendete tra le rocce montonate fino al belvedere sul lago.

Se non potete fermarvi a dormire in bivacco, opzione consigliata per godere dello spettacolare tramonto e dell’alba scendete in direzione nord ovest attraverso la Comba di Rollin: un vallone selvaggio ed abbandonato dove si può tranquillamente immaginare di essere uno di quei viaggiatori che a metà del 1800 esploravano le vallate meno conosciute delle Alpi.

Attenzione: anche se si trovano ancora i segnavia dell’Altavia 3 le tracce di sentiero tra il Bivacco e la Comba di Rollin devono essere percorse solo da escursionisti esperti. Vi sono tratti esposti e occorre prestare molta attenzione per non perdere l’orientamento.