Il Ru Marseiller

Nella Valle del Cervino passeggiando a fianco dei cassoni metallici arrotondati del Ru Marseiller - Foto di Gian Mario Navillod.
Nella Valle del Cervino passeggiando a fianco dei cassoni metallici arrotondati del Ru Marseiller – Foto di Gian Mario Navillod.

Ci vuole un po’ di coraggio per passeggiare lungo il Ru Marseiller ma cosa sarebbe la vita senza un pizzico di avventura?

Nella Valle del Cervino i cassoni metallici squadrati del Ru Marseiller - Foto di Gian Mario Navillod.
Nella Valle del Cervino i cassoni metallici squadrati del Ru Marseiller – Foto di Gian Mario Navillod.
Cascata ghiacciata sul Ru Marseiller - Foto di Gian Mario Navillod.
Cascata ghiacciata sul Ru Marseiller – Foto di Gian Mario Navillod.
Passerelle metalliche del Ru Marseiller - Foto di Gian Mario Navillod.
Passerelle metalliche del Ru Marseiller – Foto di Gian Mario Navillod.
Pilastro in muratura del Ru Marseiller (sezione circa 2,2*2.6 m) - Foto di Gian Mario Navillod.
Pilastro in muratura del Ru Marseiller (sezione circa 2,2*2,6 m) – Foto di Gian Mario Navillod.

Anche oggi il vento caldo che mangia la neve, il foehn, soffiava nella Valle del Cervino. Ne ho profittato per far quattro passi lungo il Ru Marseiller un piccolo canale che porta le acque del Cervino ai terreni assetati del fondovalle.

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Ci vuole un po’ di coraggio perché quando si cammina ai piedi delle pareti rocciose si è esposti alla caduta massi; ai piedi delle cascate ghiacciate, soprattutto al disgelo, si è esposti alla caduta di ghiaccio e se si scivola sui passaggi non protetti potrebbe essere un ricordo che ci si porta dietro per tutto il resto della vita, brevissima.

Ho pattinato sul ghiaccio, non ho ricevuto sassi in testa e sono passato sulle passerelle metalliche che rendono più sicura la passeggiata lungo il ru.

Due begli incontri: uno scoiattolo curioso che mi ha osservato a lungo prima di scomparire tra gli alberi e un pilastro in muratura che somiglia un sacco a quelli del Ru del Pan Perdu di Antey.

Come diceva il mio amico EdoardoVarrebbe la pena sottoporre questi archi all’attenzione di un archeologo“.