Ru de Verrayes

Presa del ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Presa del ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Il ru di Verrayes o di Chavacourt scorre intubato dall’opera di presa sotto la punta Cian/Tsan al Col des Bornes, la sterrata che ne segue il corso si percorre senza fatica e solo in tre punti si incontrano delle salite un poco più ripide. È un itinerario consigliato ai cicloturisti, chi  fosse sprovvisto di bici può affittare quelle elettriche del comune di Torgnon.

Accesso

Dall’uscita autostradale di Nus immettersi sulla S.S. 26 seguendo le indicazione per Torino fino alla rotonda in loc. Champagne. Prendere la quarta uscita e proseguire lungo la S.R. 42 per 15 km. Prima della discesa girare a sinistra seguendo le indicazione per l’area picnic di Champlong e lasciare l’auto nell’ampio parcheggio alla fine della strada asfaltata.

Lunghezza itinerario:  12 km
Quota presa: 2125 m
Quota partenza: 1648 m
Dislivello: 500 m circa
In bici: consigliato
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Paratoie di distribuzione del ru de Chavacourt/Verrayes al Col des Bornes - Foto di Gian Mario Navillod.
Paratoie di distribuzione del ru de Chavacourt/Verrayes al Col des Bornes – Foto di Gian Mario Navillod.

Si prosegue lungo la sterrata che compie un ampio semicerchio al limitare del bosco. Il minuscolo laghetto che si vede sul fondo della radura vicino all’area picnic è alimentato da uno dei tre rami del Ru di Verrayes/Chavacourt. Gli amanti dell’avventura possono seguirne l’alveo che attraversa pascoli e gruppi di conifere fino al Col des Bornes, il Colle dei Buchi, dove il ru finiva contro  tre buchi di uguale diametro che servivano a distribuire in parti uguali l’acqua nei tre rami principali. Ora vi sono tre paratoie metalliche hanno la stessa funzione. A lato della sterrata un pannello illustra la storia del Ru che era già costruito nel 1356 e delle dispute legali che vi sono state tra i comuni di Torgnon, Verrayes e Saint-Denis per l’utilizzo delle sue acque.

Oca al bagno lungo il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Oca al bagno lungo il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

La sterrata serpeggia in un bel bosco di larici ed abeti, a lato della strada fioriscono cespi di epilobi rosa e in lontananza si vedono scintillare sotto il sole i ghiacciai del Monte Rosa. Poco prima di incrociare le piste di discesa di Torgnon una ripida salita taglia un po’ il fiato poi la pista riprende a salire dolcemente e il panorama si apre sulla conca che in inverno si riempie di sciatori. In estate le mucche condividono panorama e aria buona con i turisti, alcune stalle sono state trasformate in bar e ristoranti di alta quota.

Lago Gorzà lungo il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Lago Gorzà lungo il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Davanti all’Alpe Champtorné una papera profitta di una pozzanghera per fare una nuotatina, indifferente al fatto che a soli cento metri di distanza c’è un meraviglioso laghetto dalle acque blu circondato da larici e abeti.

La stalla dell'Alpe Tronchaney con il tetto sorretto da grandi archi di pietra lungo il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
La stalla dell’Alpe Tronchaney con il tetto sorretto da grandi archi di pietra lungo il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Si rientra nel bosco, si supera la seconda salita con due tornanti e una curva poi la pista prosegue in piano tra gli alberi fino all’Alpe Tronchaney che ha due interessanti caratteristiche: il tetto della stalla è sorretto da un maestosa serie di archi in pietra, rarissimi in Valle d’Aosta e davanti all’entrata a quasi 2050 metri di quota è stato costruito un rascard, segno che quando è stato costruito questo fabbricato in legno si coltivavano cereali sopra i 2000 metri.

Alpe Troncheney e Cima Bianca dal ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Alpe Troncheney e Cima Bianca dal ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

In alto si vede la punta calcarea della Cima Bianca, una montagna che passa di poco i 3000 metri di quota.

Alpe Cavaleneuntse lungo il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Alpe Cavaleneuntse lungo il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Si passa a monte dell’area protetta di Loditor e poco più avanti, dove gli alberi sono stati spazzati da una valanga di vede dall’alto l’alpeggio abbandonato di Cavaleneuntse, un nome suggestivo che evoca i tempi in cui ci si muoveva a cavallo.

Rovine dell'Ospizio di Chavacour - Foto di Gian Mario Navillod.
Rovine dell’Ospizio di Chavacour in inverno – Foto di Gian Mario Navillod.

Con una piccola deviazione sulla destra si arriva ad una fornace di calce abbandonata e ai ruderi dell’Ospizio di Chavacourt, un’imponente costruzione che si pensa sia stata costruita nel medioevo per ospitate i viaggiatori in transito da Torgnon all’alta valle di Bionaz e poi in Svizzera. Aveva in origine almeno due piani, l’alpeggio costruito a cento metri dai ruderi si chiama Château, in italiano castello.

Le acque libere che alimentano il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Le acque libere che alimentano il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Nella conca dell’Alpe Chavacourt si incontrano finalmente le acque libere che alimentano il Ru de Verrayes. L’opera di presa si trova a fianco della strada vicino ad un grosso masso.

Acque a cielo aperto lungo il ru de Chavacourt/Verrayes - Foto di Gian Mario Navillod.
Acque a cielo aperto lungo il ru de Chavacourt/Verrayes – Foto di Gian Mario Navillod.

Curiosità

Le divisione delle acque al Col des Bornes dal 1° aprile al 31 ottobre prevede 10 giornate divise tra Verrayes e Saint-Denis e 5 riservate a Torgnon.  Gli aventi diritto posso irrigare i loro appezzamenti in orari stabiliti e un avviso ricorda che la prima trasgressione è sanabile con una multa di 50 euro mentre per quella successiva è prevista la denuncia alle autorità competenti per furto d’acqua.