Ru Herbal 1

I bassi argini in cemento del Ru Herbal - Foto di Gian Mario Navillod.
I bassi argini in cemento del Ru Herbal – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru Herbal nel pressi di Arcésaz scorre ancora in alveo naturale per diverse centinaia di metri. Basterebbe ripulire il sentiero dei revan, i custodi delle acque, che è stato invaso dalla vegetazione per ricreare una passeggiata di eccezionale fascino.

Lunghezza itinerario: 1.5 km
Quota parcheggio: 1133 m
Quota presa:  1170 m circa
Dislivello irrilevante
In bici: meglio di no.
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Accesso

Dall’uscita autostradale di Verrès seguire le indicazione per la Val d’Ayas, oltrepassare il comune di Challand-Saint-Anselme e subito dopo l’albergo Croce Bianca di Arcesaz girare a sinistra e lasciare l’auto nel parcheggio vicino al torrente.
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Descrizione

Si attraversa tutto il centro storico di Arcesaz poi si prosegue sulla strada asfaltata fino ad arrivare al bivio dove parte il sentiero per i ru Herbal e di Arlaz che in questo tratto scorrono a meno di cinquanta metri l’uno dall’altro.

Alveo naturale del Ru Herbal ad Arcesaz - Foto di Gian Mario Navillod.
Alveo naturale del Ru Herbal ad Arcesaz – Foto di Gian Mario Navillod.

In pochi minuti di facile sentiero si arriva all’argine del ru che a destra scorre stretto da sottili argini  in cemento mentre a sinistra è ancora in alveo naturale. Se si è dotati di un ottimo senso dell’equilibrio e di spirito di avventura  si può cercare di raggiungere l’opera di presa camminando sull’argine altrimenti si consiglia di ripercorrere i proprio passi ed proseguire lungo la sterrata che attraversa i pascoli. Purtroppo il sentiero percorso dai revan, i custodi delle acque, sull’argine a valle è completamente invaso dalla vegetazione. Peccato perché con un minimo di manutenzione si renderebbe fruibile a tutti uno degli ultimi tratti in alveo naturale del Ru Herbal.

I bassi argini in cemento del Ru Herbal - Foto di Gian Mario Navillod.
I bassi argini in cemento del Ru Herbal – Foto di Gian Mario Navillod.

Ci si avvia sulla sterrata, a tratti fangosa, alla biforcazione si tiene la destra e dopo alcuni minuti si ritrova il ru che scorre tra la foresta di latifoglie ed i pascoli. La sterrata si restringe e attraversa il piccolo corso d’acqua, si prosegue sull’argine a valle seguendo il sentiero all’ombra dei noccioli. Il letto del ru è ampio e poco profondo, una sezione pensata per renderlo più sicuro visto che è molto difficile affogare in una spanna d’acqua. Il piccolo canale così non ha bisogno di steccati o recinzioni che sono costosi e spesso non sono particolarmente piacevoli da vedere.

Il dissabbiatore del Ru Herbal - Foto di Gian Mario Navillod.
Il dissabbiatore del Ru Herbal – Foto di Gian Mario Navillod.

Dopo un breve tratto intubato si trova un grande masso che occorre aggirare per proseguire verso l’opera di presa. L’enorme dissabbiatore è circondato da una fitta vegetazione, in estate il caldo-umido che si crea intorno alla vasca ricorda quello delle foreste tropicali.

Le saracinesche di carico del Ru Herbal all'opera di presa - Foto di Gian Mario Navillod.
Le saracinesche di carico del Ru Herbal all’opera di presa – Foto di Gian Mario Navillod.

In pochi minuti si raggiungono le paratoie di carico del Ru Herbal dove l’acqua del torrente Evançon viene immessa nel canale. Oltre la barriera in cemento l’acqua che arriva dai ghiacciai del Monte Rosa prosegue serena il suo viaggio verso il mare.

Opera di presa del Ru Herbal - Foto di Gian Mario Navillod.
Opera di presa del Ru Herbal – Foto di Gian Mario Navillod.

Attenzione

In attesa della sistemazione del sentiero solo gli escursionisti esperti possono aggirare il grande masso per arrivare al dissabbiatore e all’opera di presa del Ru Herbal in sicurezza. A tutti gli altri si consiglia di accedere all’opera di presa della sterrata del Ru d’Arlaz che scorre alcune decine di metri più a monte.

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