Bozate

Anzi, come scriveva Jean Baptiste Cerlogne

  • in patois: “bò tsâtë  se pren, se gneun se defend”;
  • in italiano: “bel castello si prende, se nessuno si difende”;
  • en français: “beau château se prend, si aucun ne se défend”.
La bandiera dell'Unione Europea dalla terrazza del Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
La bandiera dell’Unione Europea dalla terrazza del Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

Un bel castello l’Unione Europea, costruito da chi ha toccato con mano gli orrori di due guerre mondiali nate in Europa.

Sembrerebbe che all’attuale ministro dell’interno del governo italiano questo castello piaccia poco, sarei curioso di sapere se ha mai studiato il libro Psychologie des foules di Gustave Le Bon o se la sua abilità nell’orientare le folle sia una dote innata.

In questi giorno ho riflettuto anch’io sull’urgenza di difendere l’UE e la civiltà che rappresenta. Pensavo ad un gesto semplice: la bandiera europea sul balcone.

Poi una grande intellettuale europea mi ha inviato la lettera aperta di Antonella Botti, una risposta all’appello di  Massimo Cacciari. Il testo della lettera, che condivido, andrebbe tradotto nell’italiano che usavano i ragazzi della scuola di Barbiana per farsi capire da tutti, non solo dagli intellettuali. Così il testo è talmente pesante da leggere che si fatica ad arrivare alla fine.

Ho cercato su internet l’appello di Massimo Cacciari: sul sito di Repubblica si deve pagare per leggerlo e un sito ufficiale di Massimo Cacciari non esiste. Non cercavo una pagina Facebook o un account Twitter aggiornato, cercavo solo un luogo dove un intellettuale italiano che fa politica comunica con i suoi elettori. Basta poco, lo fanno in tanti, questo è un esempio gratuito ed accessibile a tutti: http://alexis.betemps.eu.

In attesa che intellettuali e docenti imparino a comunicare agli elettori del prossimo parlamento europeo rimetto la bandiera dell’Unione Europea sul balcone.

A chi me lo chiede spiego volentieri perché.

Curiosità.

Il papà di Andrea Camilleri (che è il papà di Montalbano) combatté agli ordini di Emilio Lussu durante la prima guerra mondiale.

Per capire cos’è una guerra consiglio di leggere Un anno sull’altipiano scritto da Emilio Lussu tra il 1936 e il 1937.

Letteratura.

Grazie a Sua Eminenza G.G. per avermi segnalato che l’opera di Emilio Lussu  Marcia su Roma e dintorni cita un gustoso sonetto di Giuseppe Giusti:

I più tirano i meno.

Che i più tirano i meno è verità,
Posto che sia nei più senno e virtù;
Ma i meno, caro mio, tirano i più,
Se i più trattiene inerzia o asinità.

Quando un intero popolo ti dà
Sostegno di parole e nulla più,
Non impedisce che ti butti giù
Di pochi impronti(1)importuni, sfacciati la temerità(2)l’audacia, il coraggio.

Fingi che quattro mi bastonin qui,
E lì ci sien dugento a dire: ohibò!
Senza scrollarsi o muoversi di lì;

E poi sappimi dir come starò
Con quattro indiavolati a far di sì,
Con dugento citrulli a dir di no.

(Giuseppe Giusti, Versi editi ed inediti, Le Monnier, Firenze 1852)

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