Chamois

Una gentile signora mi ha chiesto delle informazioni su Chamois, il comune più alto della Valle d’Aosta. Le ho risposto così:

Arrivo con le bici elettriche nel capoluogo di Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Arrivo con le bici elettriche nel capoluogo di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

Cara ***, se vuole visitare Chamois, l’unico comune delle Alpi che ha detto di no alle automobili è facilissimo: da Milano parte ogni giorno il pullman autostradale per Cervinia, ci sale sopra e in un paio d’ore di viaggio arriva alla partenza della funivia per Chamois.

Il campanile di Chamois a fine febbraio - Foto di Gian Mario Navillod.
Il campanile di Chamois a fine febbraio – Foto di Gian Mario Navillod.

Il costo della funivia è molto basso: il biglietto di andata e ritorno costa solo 4 euro. Spesso sotto la funivia si vedono pascolare i camosci che hanno dato il nome al comune, sono a circa 200 metri dalle case e sanno che a Chamois sono al sicuro. In 10 minuti di funivia si arriva ai 1800 metri di altezza del comune più alto della Valle d’Aosta dove l’unica auto in circolazione è quella che usa il comune per le emergenze. Tutte le altre auto si lasciano nel parcheggio a valle.

L'altiporto di Chamois a fine febbraio - Foto di Gian Mario Navillod.
L’altiporto di Chamois a fine febbraio – Foto di Gian Mario Navillod.

C’è un modo ancora più simpatico per arrivare a Chamois se ha un amico che guida l’aereo: nel 1967 è stato inaugurato a Chamois il primo altiporto d’Italia: ci atterrano solo i piccoli aerei da turismo su una pista tutta coperta d’erba.

I primi tempi si faceva fatica a spiegare ai turisti che non si poteva fare il pic-nic in quel bel pratone verde perché ci atterravano gli aerei, nel frattempo la pista è stata recintata ma anche se ci sono i cartelli che segnalano la pista d’atterraggio spesso la gente li guarda incredula, poco convinta che su quella lunga striscia d’erba atterrino davvero i Piper.

In inverno la pista è battuta dai gatti delle nevi per permettere l’atterraggio degli aerei che montano degli sci speciali.

Primi raggi di sole sul villaggio di Suisse a Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Primi raggi di sole sul villaggio di Suisse a Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

Proprio vicino al piccolo aeroporto c’è un villaggio che si chiama Suisse che significa Svizzera in francese. Una delle storie che si racconta sulla sua origine parla di un signore svizzero che per sfuggire ai rigori della legge si era nascosto tra i monti di Chamois. Per ingannare gli inseguitori aveva cucito al contrario le suole delle scarpe così chi seguiva le sue impronte non riusciva mai a raggiungerlo.

Proprio il contrario di quanto è successo alla contessa di Challant nel 1691 quando la Valle d’Aosta venne invasa dalle truppe del Re Sole. La contessa salì a piedi a Chamois alla ricerca di un po’ di tranquillità mentre il marito comandante della milizia che non era riuscita a difendere la Valle d’Aosta si recava a Torino a prendere ordini dal Duca. Era accompagnata dai suoi 11 figli, i più piccoli furono portati a spalle nelle gerle. La contessa non fece in tempo a prender fiato che un drappello di soldati francesi saliti apposta a Chamois la scortò nuovamente al castello, mettendo a dura prova le sue gambe in una marcia di più di tre ore.

Lago Lod di Chamois in ottobre - Foto di Gian Mario Navillod.
Lago Lod di Chamois in ottobre – Foto di Gian Mario Navillod.

In ottobre a Chamois intorno al lago di Lod comincia il foliage: le foglie dei larici cambiano colore: dal verde pallido virano al giallo poi al rosso mattone. Le foglie colorate si specchiano nel blu del lago dove si riflette il bianco della prima neve che è caduta sui monti più alti: è un spettacolo che tocca il cuore.

Il labirinto di San Valentino 2016 a Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Il labirinto di San Valentino 2016 a Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

A San Valentino e per l’otto marzo a Chamois si festeggiano gli innamorati e l’altra metà del cielo con due grandi labirinti tracciati nella neve dalle guide ambientali. Per l’ultimo labirinto abbiamo chiesto l’iscrizione nel Guinnes dei primati: per arrivare al centro del labirinto si cammina sulla neve per poco più di un chilometro, per uscire dal labirinto si cammina per un altro chilometro.

L’aspetto a Chamois ***, per sentire il soffio del vento tra i larici nell’unico comune delle Alpi non ci sono auto.