Corso di abilitazione per guida turistica – Aosta 2014-2015

Ultimo appello: aperte le iscrizioni all’esame abilitante per guida turistica della Regione Autonoma della Valle d’Aosta.

Le aspiranti guide turistiche in possesso della laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte o archeologia o di titolo equipollente possono ancora iscriversi entro le ore 12:00 del 20 marzo 2015 all’esame abilitante che vaglierà le loro competenze e quelle dei partecipanti all’ultimo corso di abilitazione.

I requisiti di partecipazione e la domanda di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta: http://www.regione.vda.it/asstur/professioni_del_turismo/corsiabilitazione/default_i.aspx

In bocca al lupo a tutte le aspiranti guide turistiche della Valle d’Aosta!

Una buona notizia: dopo anni di attesa è stato finalmente bandito il corso di abilitazione professionale per guida turistica dalla Regione Autonoma della Valle d’Aosta.

Entrata della casaforte di Povil (Quart) – Foto di Gian Mario Navillod.
Entrata della casaforte di Povil (Quart) – Foto di Gian Mario Navillod.

Una notizia che potrebbe essere migliore: la domanda di iscrizione deve pervenire agli uffici della regione entro le ore 14:00 del 2 ottobre 2014 corredata dai documenti richiesti.

Una domanda non richiesta: se la giunta regionale dopo anni di attesa ha deciso di organizzare il corso il 12 settembre 2014 (deliberazione di giunta 1269 del 2014) e gli uffici hanno incaricato il 18 settembre 2014 la ISA s.r.l. di Aosta di organizzare il corso, non si potrebbe dare un lasso di tempo più ragionevole ai candidati per presentare i documenti?

Ecco dove trovare i documenti per il corso di abilitazione.

  1. Domanda di iscrizione
  2. Bando
  3. Calendario provvisorio
  4. Richiesta di riconoscimento crediti formativi
  5. Allegato alla richiesta di riconoscimento crediti formativi

Chiuse le iscrizioni all’esame di ammissione al corso da guida turistica.

Dopo il vaglio della documentazione 129 candidati sono stati ammessi alla preselezione per il corso di abilitazione per guida turistica organizzato dalla Regione Autonoma della Valle d’Aosta.

Solo 30 potranno accedere al corso e solo 30 sono la guide turistiche attualmente iscritte nell’elenco regionale. Chissà che l’anno prossimo non si possa ripetere il corso, seguendo la buona pratica che è stata adottata nella regione Emilia-Romagna.

Terminata la prova sulla conoscenza della Valle d’Aosta.

Dopo la prova orale di conoscenza generale della Valle d’Aosta sono rimasti in graduatoria 62 candidati, i primi 30 vengono convocati alle 9.00 del giorno successivo per l’accertamento linguistico.

Bocciato alla prova di conoscenza della Valle d’Aosta: com’è andato il mio esame.

Nel cortile dell’assessorato al turismo c’erano già diversi campanelli di persone e la mente è andata al mio primo giorno di scuola media: tutti fermi fuori dal portone in attesa che venisse autorizzato l’ingresso.

Ho chiesto informazioni agli uscieri che cortesemente mi hanno invitato ad aspettare all’esterno: ci avrebbero chiamato al momento opportuno.

Per ingannare il tempo inizio il ripasso: tiro fuori il bigliettino con gli ultimi appunti e rileggo. Le presenze turistiche in Valle d’Aosta nel 2013 sono state di tre milioni di persone. Circa due terzi (1’900’000) italiani e il resto (1’100’000) stranieri. Guidano la classifica il Regno Unito (280’000), la Francia (150’000) e la Russia (90’000), seguono Svezia (70’000), Belgio (70’000), Olanda (60’000) e Polonia (30’000).

Nella stagione invernale le presenze si equivalgono, in quella estiva per ogni straniero vi sono circa 3 italiani in Valle d’Aosta .

Il mastio del castello di Cly risale all’anno 1000 ed è stato spoliato nel 1600 per costruire palazzo Roncas a Chambave, nel castello di Quart gli affreschi sono della fine del 1200, Ussel (metà del 1300) è il primo castello monoblocco valdostano, gli affreschi di Fenis sono degli inizi del 1400, la sala delle teste del castello Sarriod de la Tour è circa del 1430 …

Alle 15:00 ci fanno entrare, due dipendenti regionali cortesissime controllano i documenti di identità. Viene estratta una busta su tre, alle 15:30 salgono i primi due candidati per la prima selezione orale.

Il clima è disteso, grossi sorrisi tra tutti. Riconosco la figlia di una dipendente dell’assessorato al turismo  ed un collega che lavora come me in regione, credo ai castelli. Sicuramente sa recitare a memoria l’intero albero genealogico di casa Challand e descrivere ad occhi chiusi ogni capitello del chiostro di Sant’Orso. Sarà un’eccellente guida turistica.

Alle mie spalle, in un crocchio, alcune giovani fanciulle disquisiscono su Gamay e Cornalin  due vitigni coltivati in Valle d’Aosta una padronanza tale da fare invidia ad un enologo. Se sono preparate così anche sul resto del programma diventeranno delle ottime guide turistiche. Fortunato chi le accoglierà nella sua cantina.

Alla mia sinistra siede una ragazza dal sorriso simpatico, arriva dalla Moldavia e lavora nella ristorazione, speriamo ce la faccia a superare la prova di conoscenza dalla Valle d’Aosta. Per ammazzare il tempo le racconto del viaggio che fece Tolstoj a Gressoney.  Alla signora alta ed elegante seduta alla mia destra potrebbero dare il patentino honoris causa, arriva anche lei dalla Russia.

Giusto a fianco siede una signora arrivata dalla Polonia con la carta d’identità azzurra, la carta d’identità dei residenti in Valle d’Aosta. Ha un accento francese eccellente, merito dell’Alliance Française dice. Chiacchieriamo  dell’altezza dei monti, alcuni testi danno ancora il Monte Bianco a 4807 m di quota, le racconto che ogni anno i geometri francesi salgono a misurare la vetta che negli ultimi anni oscilla attorno al 4810 m, decimetro più, centimetro meno. (Errore: i geometri salgono ogni due anni per le misurazioni). Di chi è la cima del Monte Bianco? di Francia o Italia? Ne stiamo parlando quando mi chiamano. Devo salire.

Aspetto nel corridoio

Aspetto nel corridoio del secondo piano a fianco di una giovane donna che potrebbe essere mia figlia: ha una laurea in filosofia in tasca e sta ragionando sul suo futuro. Le racconto della professione di Guida Ambientale, della Via Francigena e di come si possa esercitare la professione in attesa dei corsi abilitanti delle Regione Autonoma.

Tocca a me

Entra nella saletta ed ho la prima bella sorpresa: sarò esaminato dalla coordinatrice del dipartimento, il funzionario più alto in grado dell’assessorato al turismo. A fianco a lei siede una signora con gli occhi vispi. Clima disteso, siamo seduti tutti e tre intorno allo stesso tavolino rotondo.

Prima domanda

  • Tra le eccellenze enogastronomiche valdostane vi sono dei prodotti dop, ce ne parli.
  • Vorrei premettere che l’agricoltura incide sul PIL regionale per circa il 2% …
  • Si lo so.
  • (Meno male, – ho pensato – se il vertice tecnico dell’assessorato al turismo ha ben chiaro questo fatto c’è la speranza che riesca a ricordare ai politici che il petrolio della Valle d’Aosta è il turismo e non l’agricoltura).
  • Perché vede in Valle d’Aosta, abbiamo delle forti criticità, siamo attraversati dalla Via Francigena, una dei tre più importanti itinerari di pellegrinaggio medievali, sulla quale transitano un centesimo dei pellegrini che passano per il Cammino di Santiago … – mi interrompono i due occhi vispi: – non abbiamo forti criticità, abbiamo ampi spazi di miglioramento – ha ragione, le dico, apprezzo molto il suo atteggiamento costruttivo.
  • Proseguo parlando dei ghiacciai della Valle d’Aosta che ho studiato grazie alla professoressa Augusta Vittoria Cerutti. Perché è evidente che Aosta romana non può essere più attrattiva di Roma. Anche se in tutta Italia, gli unici due chiostri romanici con i capitelli scolpiti si trovano ad Aosta e a Palermo  questo non basta a rendere più attrattiva la Valle d’Aosta della Sicilia. Cos’è che può convincere un turista a preferire la Valle d’Aosta al Lazio e alla Sicilia? I ghiacciai.
  • La dott.ssa Riccardi mi riporta al punto. Parlo della fontina e delle mucche felici della Valle d’Aosta che in estate pascolano i fiori di montagna ai piedi dei ghiacciai mentre le mucche del Parmigiano Reggiano in estate aspettano che passi il caldo della pianura. Parlo dell’impatto paesaggistico della coltivazione del vino, delle splendide vigne che si vedono appena passato il Ponte Romano di Pont-Saint-Martin e che un signore anziano di Donnas mi disse costruite dagli abitanti di Champorcher in cambio del solo vitto.
  • Gli occhi vispi mi interrompono e suggeriscono che forse si trattava degli abitanti di Champdepraz, noti per la loro abilità di muratori – confermo quanto mi ha raccontato la mia fonte, – dico -ma approfondirò il suo suggerimento.

Seconda domanda

  • Quali tra i castelli valdostano sono aperti solo d’estate?
  • Attimo di panico. Penso: Bard sempre aperto, Issogne e Fenis idem, Verres dopo i lavori di manutenzione è aperto, Sarre sempre aperto, Aymavilles chiuso per restauri, Castel Savoia di Gressoney sarà aperto anche d’inverno visto che è vicino alle piste, Saint-Pierre chiuso per restauri, Ussel quest’estate chiuso per mancanza di fondi, Châtillon privato, Gamba sempre aperto, mi arrendo – Non lo so proprio, mi dispiace.
  • Due occhietti vispi mi sollecitano: ci pensi bene.
  • Eccolo, un lapsus: il Castello Sarriod de la Tour – No. – Volevo dire il castello di Introd, è gestito dalla Fondation Grand Paradis, ha subito due incendi e all’interno è ancora presenta la cucina quattrocentesca con l’enorme camino, all’esterno vi sono due grenier gemelli del quattrocento con le serratura originali, bellissime, un poco più in la vecchia fattoria Ola anch’essa quattocentesca.
  • Un altro?
  • Il castello di Cly.
  • Bene. Un’ultima domanda: gli itinerari escursionistici della Valle d’Aosta.

L’ultima domanda: gli itinerari escursionistici della Valle d’Aosta.

  • Penso: piove sul bagnato, ci ho lavorato per la Comunità Montana, per il mio comune, ne scrivo da anni, ci ho fatto la tesina per l’abilitazione da guida ambientale, così recupero la figuraccia sui castelli.
  • Bene, della Via Francigena abbiamo già parlato…
  • Che passa da?
  • Che passa dal Gran San Bernardo, attraversa Aosta e dopo il ponte di Pont-Saint-Martin esce dalla Valle. Visto che abito ai piedi del Cervino il primo che mi viene in mente è il Tour du Cervin che ha un’unica piccola criticità: per valicare il colle del Teodulo, visto che si passa su un ghiacciaio occorre rivolgersi ad una guida alpina. Poi per importanza il giro del Monte Bianco che ha anch’esso una piccola criticità: vi sono degli alpeggi davanti ai quali passa il TMB che hanno ancora ampi margini di miglioramento per quanto attiene ad ordine e pulizia…
  • In quale zona si riferisce?
  • Tra i rifugi Bertone e Bonatti.
  • Poi ci sono le alte vie, lo splendido itinerario intervallivo 102 che porta da Aosta al parco del Mont Avic…
  • Va bene, può andare.
  • Grazie, visto che mi ha segnalato delle cose interessanti posso sapere il suo nome?
  • Vilma Jacquin.

La graduatoria

In tarda sera esce la graduatoria, tra i primo 20 ammessi non ci sono – meno male – penso – non ho portato via del lavoro a chi ne ha più bisogno di me, la collega che me lo rinfacciava sarà contenta.  Scorro la graduatoria e trovo il nome di un vecchio presidente dell’AGENVA, l’Associazione valdostana delle Guide Escursionistiche Naturalistiche. Ottimo – penso – speriamo che solleciti anche lui per organizzare un altro esame abilitante. Scorro tutta la graduatoria e il mio nome non c’è. Perché?

I miei errori

Domanda 1.

I Dop valdostani sono quattro: la Fontina DOP, il Valle d’Aosta Fromadzo DOP, il Vallée d’Aoste Lard d’Arnad DOP e il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP. Ho citato solo la Fontina e tutte le altre considerazioni sono fuori tema. TOTALE 1/4 del punteggio.

Domanda 2.

La prima risposta è quella che conta: il castello Sarriod de la Tour è aperto anche in inverno.  TOTALE 1/2 del punteggio.

Domanda 3.

I principali itinerari escursionistici in Valle d’Aosta secondo il portale della regione sono:

  • L’Alta Via n° 1 e l’Alta Via n° 2 che insieme formano il Giro dei Giganti
  • Il Tour del Mont Fallère
  • l’intervallivo 102
  • l’intervallivo 105
  • il Tour du Mont Blanc
  • il Tour des Combins
  • il Tour du Mont Rose
  • Il Tour du Cervin
  • il Tour du Saint-Bernard
  • il Tour des Grands Barrages

TOTALE:  ne ho citati 4 su 13  = meno di 1/3 del punteggio.

Entrava in graduatoria solo chi otteneva un punteggio di 70/100 e non è stato il mio caso. Onore al merito di chi ha studiato più di me.

Curiosità

Dei 129 candidati più della metà non ha superato la prima prova di selezione. Sulla graduatoria definitiva per l’ammissione al corso compaiono i nomi di 61 candidati, dei quali solo quattro senza abilitazione linguistica.