Il peggior difetto di OpenStreetMap

Storiella su una mappa libera

Immaginate la parete di un bar, bianca. E un gestore un po’ filantropo che decide di trasformare quella parte bianca che non dice granché in una cosa utile. Ci mette sotto un astuccio di colori ed un cartello che dice “questa è la mappa della città: disegnatela”.

Ludovico ed André nel centro del Grande Labirinto di Antey - Foto di Gian Mario Navillod.
Ludovico ed André nel centro del Grande Labirinto di Antey – Foto di Gian Mario Navillod.

Si avvicina un geometra, beve un caffè e disegna il corso principale. Entra un urbanista, ordina una grappa e aggiunge tutte le traverse. Passano due insegnanti di geografia e mentre bevono l’aperitivo, disegnano i corsi d’acqua. Passa un artista e con un prosecco in mano aggiunge un po’ di colore.

La mappa comincia proprio ad essere bellina.

Passa un insegnate di storia e si accorge che il geometra ha scritto “Via Maria Skodowska” anziché “Via Maria Skłodowska”. Ci pensa un po’ poi lascia un Post-it al barista per il geometra: “Grazie per aver migliorato la mappa ma …  sei sicuro che Skodowska si scriva così?”

Il geometra entra nel bar all’ora dell’aperitivo, trova il Post-it, controlla su Wikipedia, e

lascia un caffè pagato per l’insegnante di storia che lo ha aiutato a correggere l’errore.

Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche – Foto di Gian Mario Navillod.

Qualche giorno dopo entra un signore che ordine una flûte di champagne, si avvicina alla mappa, la osserva da vicino poi alza un sopracciglio e cancella “Via Maria Skłodowska”.

La sostituisce con “Via Marie Curie”. Poi si allontana di un passo, guarda la mappa e decide che i colori sono troppo tenui, tira fuori un evidenziatore e colora di fucsia le strade, così si vedono meglio.

Poi si accorge che qualcuno ha aggiunto dei numeri civici sulla mappa ma ne mancano tanti e pensa “O tutti o nessuno!” e visto che pochi fanno disordine meglio cancellarli. Detto fatto tira fuori il bianchetto e cancella tutti i numeri civici.

Finito lo champagne il signore esce fischiettando, fiero di aver dato il suo contributo alla mappa che adesso è più leggibile, più colorata e meno disordinata.

Bikers sulla strada consortile per il Rifugio Sogno di Berdzé - Foto di Gian Mario Navillod.
Bikers sulla strada consortile per il Rifugio Sogno di Berdzé – Foto di Gian Mario Navillod.

All’ora dell’aperitivo si ritrovano il geometra, l’insegnante di storia e l’artista, guardano la mappa e pensano rispettivamente:

  1. come progettare un forca per attaccarci le persone moleste da dove fa più male,
  2. quali sono stati nel passato le tecniche usate per disfarsi delle persone moleste,
  3. come riparare il danno di un sedicente artista.

Con un bel po’ di lavoro, di bianchetto e di colori restaurano la mappa. Il barista ci scrive sotto: “Prima di correggere chiedete al bancone”.

Al bancone ci sono una sacco di Post-it ed una boccetta di lassativo. Così chi ha fretta di correggere non si ferma troppo.

Morale

Ponte in pietra sull'emissario del Lago Blu di Verra - Foto di Gian Mario Navillod.
Ponte in pietra sull’emissario del Lago Blu di Verra – Foto di Gian Mario Navillod.

L’obiettivo di OpenStreetMap è di mettere a disposizioni di tutti dati geografici liberi. Ogni contributo è benvenuto e ogni mappatore è libero di aggiungere dati, di modificare quelli esistenti o di cancellarli.

Quando c’erano pochi dati e pochi mappatori queste semplici regole bastavano: i dati da cancellare o da modificare erano pochi. Quelli da inserire tantissimi.

Ora che i dati visualizzati in mappa sono molti di più è diventato più facile per chiunque, anche in buona fede, fare dei danni quasi irreversibili.

Perché di ogni modifica si tiene traccia, ogni modifica può essere annullata ma più aumentano i mappatori e i dati inseriti più le correzioni diventano complesse e faticose da gestire.

Forse è il caso di cambiare le regole, ispirandosi magari a quelle di Wikipedia.