La leggenda di Sant’Evanzio (Saint Evence)

Si vede da Sant’Evanzio il Corno del Teodulo? Disegno di Gian Mario Navillod.
Si vede da Sant’Evanzio il Corno del Teodulo? Disegno di Gian Mario Navillod.

Una delle tante storie che si raccontano su Sant’Evanzio (Saint Evence)  San Teodulo (Saint Théodule) e San Giuliano (Saint Julien), parla di tre fratelli appartenenti alla legione Tebea che, scampati al massacro che annientò l’intera legione, avrebbero trovato rifugio in Valle d’Aosta dove si diedero ad una vita di contemplazione nei romitaggi che portarono da allora il loro nome.

Sant’Evanzio avrebbe fatto da tramite tra i due fratelli, abitando l’altura posta all’imbocco della Valtournenche dalla quale si vede sia la punta del Corno del Teodulo (3468 m di quota) sulle destra del Cervino, proprio alle spalle delle Cime Bianche,  sia l’Eremo di San Giuliano che sorge alle spalle di Fenis.

Mentre sul Corno del Teodulo non mi risulta vi siano romitaggi su quello di Mont Saint Julien sono ancora visibili i muri che davano riparo all’eremita ricordato nel Manuel du Touriste di Giuseppe Corona.

Nel 1882 Giuseppe Corona scriveva “Da Fenis, in un’ora e mezza si raggiunge a dorso di mulo il romitaggio di Saint Julien (San Giuliano), abitato tutto l’anno da un eremita. Una leggenda narra che San Giuliano, fratello di San Teodulo ne fu il fondatore

Saint-Evence è un pittoresco promontorio che si vede benissimo dal ponte di Chatillon guardando a nord. È un antico romitaggio. È consigliabile raggiungerlo passando da Saint-Denis e Verrayes visitando le rovine del castello di Cly del XIV secolo. Il panorama è vastissimo. Si possono contare 36 campanili. La leggenda narra che il romitaggio è stato fondato da Saint Evence fratello di Saint-Théodule vescovo di Sion.

Giuseppe Corona, Dans la Vallée D’Aoste Manuel du Touriste, Imprimerie A. Lombardi, Milan 1882, pag. 27, 31.

In ogni leggenda è spesso presente una fondo di verità: è possibile che in epoca romana o preromana il belvedere di Saint Evence sia stato utilizzato come punto di osservazione tra il Corno del Teodulo che domina il colle omonimo ed il monte Saint Julien che controlla l’imbocco della Clavalité.

Dal Colle del Teodulo passavano i traffici tra la Valle d’Aosta e la Svizzera,  dall’epoca romana sino a tutto il medioevo.

Dal fondo della Val Clavalité, attraverso il Colle Fénis, si accede alla Valle di Cogne, alla Valle di Champorcher e poi alla Val Soana dove il santuario di San Besso ricorda un altro santo della Legione Tebea.

È possibile la leggenda dei santi eremiti ricordi un’antica via transalpina che conduceva dal Nord Europa alla pianura padana evitando la chiusa di Bard?

Dallo schizzo allegato si constata che  il Rifugio del Teodulo NON è visibile da Saint Evence dal quale dista in linea d’aria poco più di 20 Km perché è nascosto dalla Cime Bianche.

Si vede però la cima del Corno del Teodulo, anche tenendo conto della curvatura terreste che ad una distanza di circa 22 Km abbassa l’orizzonte visibile di circa 40 metri (vedi ingrandimento B).