Vi sono dei popoli fatti per illuminare il mondo?

“… Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux : ils sont faits pour illuminer le monde. En général ce ne sont pas de grands peuples par le nombre : ils le sont parce qu’ils portent en eux la vérité et l’avenir…” “… vi sono dei popoli che sono come delle fiaccole: sono fatti per illuminare il mondo. Generalmente non sono dei grandi popoli a causa del loro numero: lo sono perché portano in essi la verità e l’avvenire …”

Queste due frasi di Emile Chanoux(1)Il notaio … torturato ed ucciso dai tedeschi; si dice denunciato dai patriotti ai tedeschi per separatismo” in Luigi Einaudi, Diario dell’esilio,  1943-1944, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1997, ISBN 88-06-13961-4, pag. 185, incise a lettere cubitali nel salone del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, lette fuori dal loro contesto hanno uno sgradevole sapore razzista. Soprattuto se, come sovente avviene, si pensa che l’autore scrivendole si riferisse al popolo valdostano. Nulla di più sbagliato: l’autore cita esplicitamente due popoli: quello ebreo e quello svizzero.

” … l’humanité ne se relèvera pas jusqu’à ce que les hommes n’auront pas acquis l’esprit suisse, c’est-à-dire l’esprit de justice, l’esprit de liberté, l’esprit d’égalité entre les hommes, l’esprit de sérieux et de discipline dans la liberté, qui sont à la base de la vie suisse…” “… l’umanità non si risolleverà fino a quando gli uomini non avranno acquisito lo spirito svizzero, ovvero lo spirito di giustizia, lo spirito di libertà, lo spirito di uguaglianza tra gli uomini, lo spirito della serietà e della disciplina nella libertà, che sono alla base della vita svizzera…”

Testo pubblicato postumo su “L’Union Valdôtaine” del 14 juillet 1947 citato in: Paolo Momigliano Levi, Emile Chanoux, Emile Chanoux écrits, Institut Historique de la Résistence en Vallée d’Aoste, Aosta 1994, pag. 128 – Copia digitale disponibile a questo indirizzo: http://www.fondchanoux.org/lesecrits_1_0_523.aspx
(URL consultato il 10.09.2014, traduzione italiana di Gian Mario Navillod)

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