Ru de l’Eau Sourde

Opera di presa del Ru de l'Eau Sourde di Arvier sulla Dora di Valgrisenche - Foto di Gian Mario Navillod.
Opera di presa del Ru de l’Eau Sourde di Arvier sulla Dora di Valgrisenche – Foto di Gian Mario Navillod.

Introduzione

Passeggiare lungo il Ru de l’Eau Sourde permette di scoprire una sacco di curiosità legate allo sfruttamento dell’energia idraulica e, soprattutto nella parte iniziale, tra gli alberi si aprono scorci panoramici molto suggestivi. Una piccola deviazione nei pressi dell’opera di presa permette di scoprire una singolare diga in legno ed un ponte-canale di cui pochi conoscono l’esistenza.

Lunghezza itinerario:  2.5 km
Quota partenza: 880 m
Quota arrivo: 900 m circa
Dislivello irrilevante
In bici: si può fare.
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Opera di presa per l'alimentazione della centrale di Champagne 2 lungo il Ru de l'Eau Sourde di Arvier - Foto di Gian Mario Navillod.
Opera di presa per l’alimentazione della centrale di Champagne 2 lungo il Ru de l’Eau Sourde di Arvier – Foto di Gian Mario Navillod.

Accesso

Dall’uscita autostradale di Aosta Ovest seguire le indicazioni per  Aosta fino alla rotonda della statale 26. Prendere la seconda uscita a proseguire in direzione di Courmayer fino alla rotonda di Arvier. Prendere la terza uscita per Arvier centro, attraversare l’abitato  e proseguire sulla strada principale fino alla deviazione per Verney. Dopo il secondo tornante parcheggiare a bordo strada davanti alla costruzione seminterrata in cemento .

Ru de l'Eau Sourde e sentiero di servizio - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru de l’Eau Sourde e sentiero di servizio – Foto di Gian Mario Navillod.

Descrizione

Il Ru de l’Eau Sourde scorre a cielo aperto per un centinaio di metri alle spalle della costruzione in cemento armato poi l’acqua precipita verso il fondovalle ed il tracciato abbandonato del ru prosegue per quasi un chilometro in mezzo al bosco. Gli escursionisti esperti, facendosi largo tra la vegetazione che rende difficoltoso il passaggio troveranno alcuni brevi tratti intubati che si alternano a quelli con alveo in cemento dove l’acqua non scorre più da tempo. In alcuni punti il terreno ha ceduto ed il modesto interesse botanico e paesaggistico di questo tratto consiglia di tornare sui proprio passi risalendo il corso del ru.

Terrazzamenti dell'Enfer d'Arvier visti dal Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Terrazzamenti dell’Enfer d’Arvier visti dal Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

Agli escursionisti alla ricerca di una rilassante passeggiata si consiglia di attraversare la strada asfaltata scoprendo la parte più interessante e piacevole di questo itinerario: il sentiero di servizio del ru è stato restaurato, l’acqua scorre gorgogliando all’aria aperta, il panorama è piacevole e le curiosità non mancano.

Vecchia turbina abbandonata lungo il Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Vecchia turbina abbandonata lungo il Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

La prima sorpresa si incontra sopra il ru dove all’interno di un rudere ormai privo del tetto di scorge una piccola turbina arrugginita. Poco più avanti il mulino di Veney è ancora in discrete condizioni: il tetto tiene, le due macine sono ancora al loro posto, la tramoggia che le alimentava è poggiata lì vicino, la cassapanca che un tempo conteneva le granaglie si sta riempiendo di foglie secche.

Interno del mulino di Verney lungo il Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Interno del mulino di Verney lungo il Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

Passeggiando lungo il ru si domina dall’alto il grande villaggio di Leverogne stretto tra la statale, la ferrovia e la strada regionale per Valgrisenche. Curiosando tra le sue viuzze ci si imbatte in un affresco quattrocentesco che rappresenta le opere di misericordia.

Santuario di Rochefort visto dal Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Santuario di Rochefort visto dal Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

Su di un poggio dall’alta parte della Dora si vede il Santuario di Rochefort costruito sulle rovine un castello del XII secolo verso la fine del 1800. Si incrocia il Cammino Balteo e poi si passa davanti alla cappella di Verney dedicata a San Leonardo, un martire olandese del XVI secolo.

San Leonardo Wechel - affresco sulla facciata della cappella di Verney lungo il Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
San Leonardo Wechel – affresco sulla facciata della cappella di Verney lungo il Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

Il tranquillo villaggio che prende il nome dalle verne, il termine dialettale che indica  gli ontani (Alnus glutinosa) si è sviluppato a valle del ru. Delle case in attesa di restauro puntano verso il cielo esili camini di pietra in equilibrio precario. Per permettere l’accesso al villaggio un tratto di ru è stato intubato ma ben presto l’acqua riprende a scorrere all’aria aperta. Un strada sterrata corre parallela pochi metri sotto il ru e rappresenta una comoda alternativa per chi preferisce una passeggiata più rilassante. Chi prosegue lungo il ru deve scegliere tra il camminare come un equilibrista sullo strettissimo argine  o tra il sottobosco coperto di foglie.

Alveo in cemento del Ru de l'Eau Sourde di Arvier - Foto di Gian Mario Navillod.
Alveo in cemento del Ru de l’Eau Sourde di Arvier – Foto di Gian Mario Navillod.

Poco più avanti la sterrata attraversa il tracciato del ru. Si consiglia di lasciare la pista e proseguire per alcune centinaia di metri lungo il sentiero di servizio. All’ombra delle betulle, accompagnati dal mormorio dell’acqua la passeggiata è  piacevolissima ma breve, si incrocia nuovamente la sterrata ed il ru scompare sottoterra.

Ponte-canale di alimentazione della centrale di Champagne 2 lungo il Ru de l'Eau Sourde di Arvier - Foto di Gian Mario Navillod.
Ponte-canale di alimentazione della centrale di Champagne 2 lungo il Ru de l’Eau Sourde di Arvier – Foto di Gian Mario Navillod.

Al bivio si prosegue in piano; la strada che scende porta verso il ponte-canale che dal 1939 alimenta la centrale idroelettrica di Champagne 2. Nella centrale entrano fino a 17 metri cubi al secondo di acqua derivata dalla Dora Baltea  all’altezza del Marais di La Salle, riserva naturale del 1992, e nella stessa galleria entra anche un po’ di acqua dalla Dora di Valgrisenche grazie ad una piccola derivazione che si trova tra il ponte-canale e la presa del Ru de L’Eau Sourde.

Fabbricato rurale in pietra con muratura a spina di pesce lungo il Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Fabbricato rurale in pietra con muratura a spina di pesce lungo il Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

La sterrata si interrompe all’altezza del dissabbiatore, poco più avanti si nota un curioso fabbricato rurale in pietra con due corsi posati a spina di pesce, una muratura di tipo arcaico che si trova anche nel castello di Graines nella valle di Ayas.

Sulla destra si stacca il breve sentiero che porta allo sbarramento della Compagnia Valdostana delle Acque che si intravede tra gli alberi, si comincia a sentire il rombo del torrente che scende veloce sul fondo della valle.  Poco più avanti le acque del torrente Arcaou entrano nel ru filtrate da alcune griglie. Subito dopo un cartello avvisa del pericolo rappresentato dai lavori sulle opere idrauliche ed è prudente fermarsi all’altezza delle catene che sbarrano il sentiero.

Carrucola presso l'opera di presa del Ru de l'Eau Sourde - Foto di Gian Mario Navillod.
Carrucola presso l’opera di presa del Ru de l’Eau Sourde – Foto di Gian Mario Navillod.

Oltre le catene una carrucola regola l’immissione dell’acqua nel ru e delle passerelle metalliche permettono di arrivare quasi al centro della Dora di Valgrisenche protetti da una roccia enorme tra schizzi d’acqua e il brontolio fragoroso della corrente: un frastuono assordante che rimanda al nome del ru: de l’eau sourde, dell’acqua sorda in italiano.

Curiosità.

Sulla facciata della cappella di Verney è rappresentato San Leonardo Wechel, uno dei diciannove Martiri di Gorcum, un sacerdote olandese ucciso il 9 luglio 1572. Il pittore ha raffigurato un giovane biondo che indossa una dalmatica rossa, con la palma del martirio nella mano sinistra e la stola, attributo sacerdotale,  sull’avambraccio sinistro.

Il San Leonardo protettore dei carcerati e dei fabbricanti di catene, conosciuto anche come san Leonardo abate, san Leonardo eremita, morto nel VI secolo, fu invece un abate francese e i suoi attributi sono le catene o le manette.

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