Sigerìco e la Via Francigena

Tarsia in pietra con il logo della Via Francigena davanti alla chiesa di Gignod (AO) – Foto di Gian Mario Navillod.
Tarsia in pietra con il logo della Via Francigena davanti alla chiesa di Gignod (AO) – Foto di Gian Mario Navillod.

La prima testimonianza di un viaggio lungo la Via Francigena è dell’arcivescovo di Canterbury Sigerìco che nel 990 si recò a Roma per ricevere il Pallio ed annotò le tappe percorse durante il viaggio di ritorno.

Il testo è estremamente sintetico: il cronista annota l’agenda romana dell’arcivescovo e poi elenca semplicemente tutte le tappe da Roma fino al mare.

La Valle d’Aosta venne attraversata in pochi giorni. Questa è la trascrizione del manoscritto: “XLV Everi (Ivrea). XLVI Publei. XLVII Agusta (Aosta). XLVIII Sce Remei (Saint-Rhémy-en-Bosses). XLIX Petrecastel.”

Via Francigena a Povil di Quart – Foto di Gian Mario Navillod.
Via Francigena a Povil di Quart – Foto di Gian Mario Navillod.

Ad oggi non conosciamo altri documenti che parlino del viaggio di Sigerìco, nel monumento che gli è stato dedicato vicino all’abbazia di Glastonbury è raffigurato come un uomo maturo a cavallo.

Andava probabilmente di fretta Sigerìco: in quegli anni i vichinghi stavano mettendo a ferro e fuoco le isole britanniche.

È passato alla storia per aver consigliato al re inglese di pagare tributo agli invasori danesi nel 991. Nel 994 Sigerìco stesso pagò perché venisse risparmiata la sua cattedrale.