Opera di presa del Ru de l’Eau Sourde di Arvier sulla Dora di Valgrisenche – Foto di Gian Mario Navillod.
Passeggiare lungo il Ru de l’Eau Sourde permette di scoprire una sacco di curiosità legate allo sfruttamento dell’energia idraulica e, soprattutto nella parte iniziale, tra gli alberi si aprono scorci panoramici molto suggestivi. Una piccola deviazione nei pressi dell’opera di presa permette di scoprire una singolare diga in legno ed un ponte-canale di cui pochi conoscono l’esistenza.
Fall foliage a Torgnon – le foglie rosse dei ciliegi il 24 settembre 2017 – Foto di Gian Mario Navillod.
Riaperto il vecchio sentiero per il Col Cheneil
A Chamois alla fine di ottobre 2015 è stato riaperto il vecchio sentiero tra il lago di Lod ed il Col Cheneil. Giusto in tempo per osservare il fall foliage, la caduta delle foglie che colora di rosso e giallo i boschi che circondano Chamois, l’unico comune delle Alpi che ha detto no alle auto.
Archi del Ru du Pan Perdu di Châtillon sopra Isseuries–Isserie – Foto di Gian Mario Navillod.
Questo breve itinerario si svolge in buona parte all’ombra di un bosco di pini e roverelle. Porta all’antico tracciato del Ru del Pan Perdu di Châtillon un canale irriguo che portava le acque del torrente Marmore fino alla collina di Saint-Vincent. Continua la lettura di Ru Pan Perdu di Châtillon C→
Tratto in alveo naturale del Ru des Gagneurs – Foto di Gian Mario Navillod.
Il Ru des Gagneurs è un ru singolare a cominciare dal nome che significa canale dei vincitori. Dall’opera di presa allo scarico scorre intubato e solo nella parte centrale scorre ancora a cielo aperto per circa un chilometro con brevi tratti dove è prudente spingere la bici. Nella bella stagione non è possibile raggiungere l’opera di presa a causa della vegetazione ma il tratto in alveo naturale tra Isseuries e Domianaz merita il viaggio.
Il sorgere del sole visto dal Monte Zerbion 2722 m s. l. m. – Foto di Gian Mario Navillod.
Una volta nella vita merita salire sullo Zerbion per vedere il sorgere del sole, sono circa 800 metri di dislivello che a passo CAI richiedono due ore e mezza di camminata. Continua la lettura di L’alba dallo Zerbion→
Bivacco Tsan/Tzan/Cian in estate – Foto di Gian Mario Navillod.
L’itinerario meno faticoso per il bivacco Cian/Tzan/Tsan parte dall’Alpe Gorzà e arriva al bivacco dopo 9 km e 600 m di dislivello (in verde sulla cartina). Continua la lettura di Bivacco Cian/Tzan/Tsan→
Tratto in alveo naturale del Ru de Tchiou – Foto di Gian Mario Navillod.
Un chilometro e mezzo del Ru de Tchiou scorre ancora in alveo naturale tra i pascoli del vallone del Menouve poi scompare sotto terra in una tubazione a pressione. Per raggiungere l’opera di presa si attraversano zone aride, foreste umide e pascoli alpini: un itinerario ricco di piacevoli contrasti. Chi lo desidera può chiudere un anello percorrendo il Ru Neuf d’Eternon che scorre una cinquantina di metri più in alto.
Presa del Ru Neuf d’Eternon/Eternod – Foto di Gian Mario Navillod.
Del Ru Neuf d’Eternon/Eternod rimangono solo una ventina di metri di alveo abbandonato. Una bella pista pianeggiante ne ha cancellato ogni traccia ed il ru ci scorre sotto, dentro una conduttura in pressione. È possibile percorrere questo itinerario in bici anche se nei pressi dell’Alpe Essananz vi sono circa 100 metri di dislivello particolarmente ripidi. Negli ultimi 500 metri di pista prima di arrivare alla presa si trova sovente l’erba alta. Continua la lettura di Ru Neuf d’Eternon/Eternod→
Tratto in alveo naturale del Ru d’Arlaz – Foto di Gian Mario Navillod.
Un piccolo ramo del Ru d’Arlaz scorra ancora in alveo naturale e attraversa più volte Challand Art, quattordici opere di land art di Marco Della Valle nascoste nel bosco tra il lago di Villa e il Col d’Arlaz.
Tratto a cielo aperto del Ru d’Arlaz – Foto di Gian Mario Navillod.
Il Ru d’Arlaz scorre a cielo aperto tra due argini di cemento dall’opera di presa sul torrente Evançon al Col d’Arlaz. La sterrata di servizio ha una pendenza ridotta e si presta ad essere percorsa in bicicletta. La varietà del paesaggio, la ricchezza della flora e la cura profusa nella gestione dell’itinerario rendono questa escursione una delle più piacevoli della Val d’Ayas.