
Spizzicando tra i verbali del Consiglio Valle, il nome che i valdostani danno familiarmente al Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ci si può fare un’idea di come è nata la funivia di Chamois che collega il comune più alto della Valle d’Aosta alla carrozzabile per Cervinia.
Nel dicembre 1950 la giunta regionale prepara un bel regalo da mettere sotto l’albero di Natale per i residenti a Chamois: venti milioni di lire per la realizzazione della funivia (circa 500’000 euro del 2026) perché “La costruzione di una strada di allacciamento comporterebbe una spesa eccessiva e non adeguata alle possibilità e necessità del comune.”

L’assessore regionale Giuseppe Bionaz precisa che in un primo tempo il comune di Chamois aveva previsto la costruzione di una strada dal costo di cento milioni di lire, poi, valutati anche i costi di manutenzione e sgombero neve, aveva chiesto alla regione di finanziare la costruzione di una funivia. Il consigliere Giulio Nicco si compiace dell’accoglienza della proposta da lui fatta a suo tempo1.

Nel marzo 1952 vince la gara d’appalto la ditta Agudio, che aveva realizzato nel 1939 la funivia per il Plateau Rosa, con un preventivo di 40 milioni di lire di cui 15 per le stazioni di partenza ed arrivo. Le cabine avevano una portata di 8 passeggeri o 1000 kg, una velocità di 4.5 m/sec ed una portata oraria di 48 persone.

Il consigliere Giulio Nicco ringrazia ritenendo che l’impianto “possa essere di utilità anche per la popolazione del vicino comune di La Magdeleine” che ai tempi non era ancora raggiunto dalla carrozzabile2 dimostrando grande fiducia nel superamento delle beghe di campanile o una gestione prudentissima delle dinamiche intercomunali.

A marzo 1953 i lavori non sono stati ancora avviati e il consigliere Cesare Dujany ne chiede conto in consiglio. Una serie di incomprensioni tra la ditta e gli uffici regionali (chi fa cosa?) aveva ritardato l’iter burocratico della concessione e la SIP chiedeva 9 milioni di lire per spostare la linea elettrica ad alta tensione di fondovalle che la funivia avrebbe incrociato3.

Finalmente nel gennaio 1955 la funivia supera il collaudo anche se nella stazione a valle si accede alle cabine camminando su un’impalcatura in legno. Il consigliere Giulio Nicco, che propose la realizzazione dell’impianto da assessore ai lavori pubblici, si dichiara lieto dell’apertura della funivia che “costituisce un esempio del modo in cui la Valle d’Aosta sa risolvere il problema della viabilità” e dichiara: “Chamois è il primo Comune d’Italia ad essere collegato con una funivia e … tale fatto, oltre a tornare ad onore dei Valdostani, permetterà al Comune di Chamois di diventare una località particolarmente turistica, perché a Chamois potranno trovare la quiete e la pace coloro che sono stanchi di vivere in città rumorose e movimentate“.

L’assessore Mauro Bordon informa che “è venuta nel suo ufficio una Signora, la quale gli ha riferito che sarebbe disposta ad iniziare subito la costruzione di un alberghetto di quattro o cinque camere a Chamois, qualora le venisse concessa anche la licenza di vendita di bevande alcooliche al pubblico4” che al momento non era possibile dato il numero limitato di residenti a Chamois che in quegli anni era di circa 150 persone.
A maggio del 1955 alla spese già sostenute si devono aggiungere 12 milioni di lire per lo spostamento delle due linee ad alta tensione della SIP e poco più di 6 milioni per la sistemazione del parcheggio della stazione a valle5.
Nemmeno un anno dopo, nell’aprile 1956, il consigliere regionale Giulio NICCO raccomanda alla Giunta di voler prendere in esame e studiare il problema della funivia di Chamois nel più breve tempo possibile, perché la funivia realizzata non corrisponde più alle necessità della popolazione di Chamois e del turismo6.
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 163 del 1950 – versione digitale disponibile qui[↩]
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 33 del 1952 – versione digitale disponibile qui[↩]
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 39 del 1953 – versione digitale disponibile qui[↩]
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 44 del 1955 – versione digitale disponibile qui[↩]
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 81 del 1955 – versione digitale disponibile qui[↩]
- Verbale del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta n. 47 del 1956 – versione digitale disponibile qui[↩]