Ru de la Plaine 2

I massi a forma di fungo lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
I massi a forma di fungo lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

La parte centrale del Ru de la Plaine è la passeggiata più gettonata dagli abitanti di Saint-Vincent. Lungo l’itinerario abbondano panchine, scorci panoramici interessanti e attrezzi ginnici a disposizione degli sportivi. Per una scelta curiosa della Regione Autonoma della Valle d’Aosta il percorso ufficiale della Via Francigena passa proprio lungo il ru tagliando fuori i centri storici di Châtillon e Saint-Vincent.

Lunghezza itinerario: 4 km circa
Quota partenza:  617 m
Quota arrivo:  658 m circa
Dislivello 50 m circa
In bici: consigliato.
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Accesso

Dall’uscita autostradale di Châtillon-Saint-Vincent seguire le indicazioni per Saint-Vincent centro. Alla prima rotonda prendere la seconda uscita, passare davanti al Casinò, alla rotonda successiva prendere la terza uscita e proseguire sempre in salita fino all’inizio di via Tromen dove si lascia l’auto nel parcheggio costruito sull’incrocio.
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Il castagno scolpito da Roberto Chiurato lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Il castagno scolpito da Roberto Chiurato lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Descrizione

Sotto il parcheggio si vede un grande tronco di castagno circondato da un tappeto inglese verdissimo. La pianta è morta alla fine del XX secolo ad un’età stimata di circa quattrocento anni. Invece di abbatterla e farne legna da ardere il comune di Saint-Vincent l’ha trasformato in un monumento. Nel 1993 Roberto Chiurato ha scolpito nel legno un grande viso: è lo spirito dell’albero che racconta la storia e le leggende che sono passate sotto i suoi rami negli ultimi quattro secoli.

Vecchio ceppo di castagno e giovani polloni lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Vecchio ceppo di castagno e giovani polloni lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Ci si avvia lungo la strada sterrata tre le ultime case di Saint-Vincent e si attraversa il ponte sul torrente Grand Valey. Argini così alti sembrano sproporzionati rispetto all’usuale portata del torrente ma in caso dei forti piogge devono proteggere l’abitato dalle colate detritiche che scendono dal Monte Zerbion. Dopo il ponte sulla destra si incontra il ceppo di un castagno vecchissimo dal quale sono nati nuovi polloni, quasi una metafora della vita. Alle spalle del Gran Hôtel Billia la vista si apre sul Monte Barbeston; seduti su di una panchina, ai piedi di un castagno isolato in mezzo ai pascoli, è possibile lasciare riposare il corpo e la mente a pochi minuti dal centro del paese.

Ponte e cascate del Torrente di Biègne lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Ponte e cascate del Torrente di Biègne lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Si attraversa il torrente Biegne su di un ponte in acciaio e plastica che ha sostituito la vecchia passerella in legno, le cascate del torrente hanno mantenuto intatto il loro fascino anche se la cornice moderna rende il luogo meno suggestivo. Sotto il villaggio di Verlex si incontrano le pietre scritte, delle rocce incise da messaggi di pace e d’amore per l’universo femminile.

Il torchio di Pissin Dessus lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Il torchio di Pissin Dessus lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Il ru prosegue sotto la strada asfaltata che attraversa il villaggio di Pissin Dessus tra case ristrutturate con gusto ed altre in attesa di restauro. Sulla destra si vede il torchio settecentesco coperto da un tetto per proteggerlo dalle intemperie, la vite in legno è fissata ad una grande pietra a forma di uovo e tutto il sistema di leve funziona come un gigantesco schiaccianoci per estrarre dalle vinacce fino all’ultima goccia di vino.

All’altra estremità del villaggio si percorre un tratto di sterrata poi si attraversa la strada asfaltata della collina e si prosegue in piano sulla strada per Isseuries. In lontananza si vedono girare lentamente le pale eoliche di Saint-Denis, sulla destra le vigne nuove colorano l’autunno con colori vivaci, più in alto si vedono i muri di sostegno delle vigne abbandonate e più in alto ancora le reti paramassi che proteggono il  Ru des Gagneurs.

Si lascia l’asfalto per girare a sinistra imboccando la pista del Ru de la Plaine, tra i pascoli si nota un masso con una curiosa copertura di edera che da lontano ricorda il profilo di un fungo. Sopra le case di Merlin gli alti muri di sostegno del ru permettono allo sguardo di spaziare sull’antico borgo di Châtillon stretto tra grandi condomini di scarso valore architettonico. Nelle fitte foreste dall’alta parte della Dora si nasconde una cava di roccia curiosa: e così tenera che si lascia scalfire dalle unghie e contiene dei cristalli durissimi di granato e cloritoide, una roccia ideale per produrre delle macine a basso costo.

Reti paramassi e tubi in cemento del Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Reti paramassi e tubi in cemento del Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

I tubi di cemento del ru escono in superficie nei pressi del villaggio di La Verdettaz, la pendenza aumenta leggermente, si lascia sulla sinistra l’itinerario della Via Francigena  che scende a Châtillon e si è obbligati a fermarsi  davanti ad una casa affrescata: il Ru de la Plaine passa attraverso il fabbricato, un cancello permetteva ai guardiani delle acque di seguirne il corso verso la presa.

Scarico della centralina de La Verdettaz lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Scarico della centralina de La Verdettaz lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Chi desidera vedere la centralina idroelettrica di La Verdettaz deve fare una deviazione di circa trecento metri. Si scende lungo la strada asfaltata, si gira a destra e si risale lungo la strada per Murates fino ad incrociare nuovamente la pista di servizio del ru. Si cammina su di una sterrata che attraversa un bosco misto, osservando con attenzione la chioma di alcuni pini silvestri si scoprono alcuni cespi di vischio che in inverno di coprono di bacche bianche. Proprio davanti al fabbricato in cemento della centralina le acque del ru tornano a cielo aperto.

Sentiero lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Sentiero lungo il Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

In attesa della messa in sicurezza del sentiero di servizio non è prudente proseguire oltre: le belle scale in pietra sono prive di mancorrente ed uno smottamento ha fatto crollare una parte del sentiero nel burrone sottostante.

La centralina de La Verdettaz

La centralina venne costruita dalla SIP, la Società Idroelettrica Piemontese e dismessa dall’ENEL nel 1968, alcuni privati acquistarono i fabbricati in disuso nel 1987 e chiesero alla regione di sfruttare il salto di 17 metri del Ru de la Plaine per una produzione nominale media di 75 kW di energia idroelettrica. Nel 1992 il consorzio di gestione del ru si oppose alla richiesta di concessione e cinque anni dopo il Consiglio regionale  respinse la richiesta dei privati(1)http://www.consiglio.regione.vda.it/app/oggettidelconsiglio/dettaglio?pk_documento=16338&versione=R))

Un po’ di storia

L’infeudazione del Rivo della Piana o di Saint-Vincent o Grand Ruisseau de Châtillon tendant à Saint-Vincent risale al 17 agosto dell’anno 1325.

Per ridurre le spese di manutenzione le prese dei ru del Ru de la Plaine (ru de Saint-Vincent) e Chandianaz sul Torrente Marmore sono state dismesse e i ru sono ora alimentati direttamente dal bacino della centrale idroelettrica di Covalou. Nel 2014 è stata fatta la stessa richiesta per il Ru du Bourg di Châtillon. ((https://appweb.regione.vda.it/dbweb/territorio/avvisidemanioidrico.nsf/(DocumentiADMIN)/D8578015F3D9C166C125818500502E98/$FILE/relazione%20tecnico-descrittiva.pdf?openelement

Tratto a cielo aperto del Ru de la Plaine o di Saint-Vincent - Foto di Gian Mario Navillod.
Tratto a cielo aperto del Ru de la Plaine o di Saint-Vincent – Foto di Gian Mario Navillod.

Verso lo scarico

L’unico tratto dove il Ru de la Plaine scorre ancora alla luce del sole si trova sotto le Terme di Saint-Vincent. Per raggiungerlo seguendo la conduttura interrata si attraversa una zona periferica dove non vi sono abitazioni di gran valore architettonico camminando su strade asfaltate, viottoli lastricati e brevi sentieri. Meglio lasciare questo pezzo di ru all’attenzione degli urbanisti e recarsi direttamente alla partenza del Ru de la Plaine 3.

Ru de la Plaine 1Ru de la Plaine 3

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Note[+]