La strega di Antey e altre conte

Oratorio di Gilliarey in agosto - Foto di Gian Mario Navillod.
Gilliarey in agosto – Foto di Gian Mario Navillod.

Il giovane Federico Mantegari, appena maggiorenne, ha avuto la delicatezza di condividere la sua ultima fatica letteraria con il Gran Ciambellano di Gilliarey e DSC (che potrebbe essere suo nonno) in cambio di una modica offerta di 18 euro.

La Bibliotheque Nationale de Gilliarey, la Biblioteca Nazionale di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
La Bibliotheque Nationale de Gilliarey, la Biblioteca Nazionale di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.

Il vecchio responsabile della Biblioteca Nazionale di Gilliarey leggendo le otto novelle del giovane autore ha scoperto, con grande sorpresa, un’abilità nella costruzione dell’intreccio che gli ha rammentato quella di Andrea Camilleri, una cura nella descrizione dei personaggi inaspettata, una ricchezza di lessico rara e una conoscenza del mondo contadino e delle sue miserie che ricorda quella di Mauro Corona.

Le numerose note a piè di pagina permettono al lettore curioso di orientarsi tra dialoghi in dialetto e quadretti di storia valdostana sconosciuti ai più.

Trascrivo un estratto particolarmente gustoso dell’ultima novella1 a riprova del fatto che tra le montagne più alte delle Alpi non si incontrano solo montanare procaci dagli occhi azzurri, le chiome bionde e dai pomelli rossi: “Marie-Constance mancava di grazia, a dire il vero. Il Buon Dio l’aveva provvista di una faccina scavata, un po’ da tisica, imbruttita da un accenno di monociglio e due orecchie troppo grandi, sproporzionate, che tentava malamente di nascondere portando i lunghi capelli corvini raccolti in trecce, che ricadevano proprio su quelle cartilagini che i torgnolèn2, maliziosamente, avevano soprannominato bouigno d’éléfan3.”

Portale Reale della Cattedrale di Chartes, regina dalle lunghe trecce ma sprovvista di monociglio (metà XII secolo) - Foto di Gian Mario Navillod.
Portale Reale della Cattedrale di Chartes, regina dalle lunghe trecce ma sprovvista di monociglio (metà XII secolo) – Foto di Gian Mario Navillod.

Si racconta che un’ava della povera Marie-Constance, gravida di sedici settimane, si sia recata a Châtillon per comperare del sale nell’anno di grazia 802, e avendo assistito al passaggio di tale Abul Abaz dalle orecchie smisurate ne fu talmente colpita sia nel corpo che nello spirito da trasmettere tale particolarità anatomica ai suoi discendenti. Ma questa è un’altra conta.

  1. Federico Mantegari, La strega di Antey, ed. Pedrini, Pont-Saint-Martin, 2026, p. 125[]
  2. Torgnolen: abitante/i di Torgnon.[]
  3. Bouigno d’éléfan: orecchie d’elefante[]