C’è stato un tempo in cui ad Aosta i mosaici romani venivano conservati sotto spessi strati di letame. Ne parla Édouard Aubert nel suo libro La Vallée d’Aoste che fece conoscere la Valle d’Aosta agli intellettuali francofoni di fine ‘800. Continua la lettura di Mosaici romani di Aosta
Archivi categoria: Curiosità della Valle d’Aosta
Gli affreschi del Teatro Romano di Aosta

Uno dei miei primi ricordi da bambino è l’immagine di un muretto decorato a vivaci colori all’interno del teatro romano di Aosta; lo proteggeva una vetrina sovente oscurata dalla condensa. Quando ho voluto far vedere l’affresco ai miei bambini era sparito. Peccato. Ho temuto che avesse fatto la fine dei mosaici romani descritti nel 1860 da Édouard Aubert ne La Vallée d’Aoste. Continua la lettura di Gli affreschi del Teatro Romano di Aosta
Il villaggio dei Salassi della pietraia del diavolo

Introduzione
Grazie a Sergio Enrico e ad Angela Pramotton un altro villaggio dell’età del ferro è stato scoperto sotto la Cima Nera. Era composto da una trentina di capanne, la n. 1 si trova a 2335 m s.l.m. nel Kiapey Guiabious/Clapey Ghiabou (Clapey Gerbioz sulla Carta Tecnica Regionale), la pietraia del diavolo nel comune di Pontey.
Secondo una delle ipotesi formulate da Damien Daudry, potrebbe “... trattarsi di uno stanziamento temporaneo, rifugio provvisorio della popolazione autoctona, fuggita dai propri oppida [grandi villaggi N. d. R.] all’arrivo nel fondovalle di popoli invasori …” Continua la lettura di Il villaggio dei Salassi della pietraia del diavolo
Les carnavals alpins
I carnevali alpini in Valle d’Aosta.
Anche nel libro che Alexis Bétemps ha dedicato ai carnevali alpini nel 2018 si trovano qua e là tracce di quell’umorismo sornione che mi fa pensare alla satira graffiante del’Abbé Gorret temperata dalla proverbiale buona educazione dei nativi della Valgrisenche1. Continua la lettura di Les carnavals alpins
Il parroco all’inferno

Nel comune di Arvier si produce l’Enfer di Arvier, l’inferno di Arvier, un vino che deve il suo nome ad una conca esposta a sud dove in estate fa talmente caldo che è stato necessario costruire dei piccoli canali irrigui, i ru, per portare l’acqua alle vigne.
Ho trovato nel libro che Cesare Cossavella ha dedicato ai vignaiuoli valdostani una storiella che mi raccontava mia nonna quando ero bambino, la trascrivo tale e quale: “Si dice … che un tale si era recato in canonica per ordinare una messa di suffragio per sua moglie. Quando bussò alla porta la perpetua gli disse: «L’enquerà y et pa, l’è a l’enfée» (Il parroco non c’è, è all’inferno) e l’altro replicò: «Mè teteun, di qué fée ba a l’enfée» (ma insomma, cosa fa giù all’inferno) e la perpetua rispose «Soufre»” Che in dialetto valdostano significa sia “soffre” che “sta dando lo zolfo“(alla vigna)1.
- Cesare Cossavella, Vini, vigneti e vignerons della Valle d’Aosta, Priuli e Verlucca editori, Ivrea 2012, ISBN 978-88-8068-581-4, pag. 51[↩]
M’illumino di meno a Chamois.

E’ stata una bella emozione salutare gli ascoltatori di Caterpillar di Radio2 in diretta da Chamois nella giornata dedicata al risparmio energetico. A Palermo hanno spento l’Orto Botanico, a Venezia hanno spento Piazza San Marco, l’ambasciata di Spagna ha spento il tempietto del Bramante, a Bologna hanno spento le due torri, Milano ha spento i grattacieli di CityLife.
Cosa poteva fare il Sindaco del comune più alto della Valle d’Aosta, l’unico che ha scelto di fare a meno delle auto nel lontano 1955? Continua la lettura di M’illumino di meno a Chamois.
Il pranzo del camoscio
La Regina Margherita a Gressoney

Per ben 36 anni la prima regina d’Italia, Margherita di Savoia nata nel 1851, passò le vacanze a Gressoney-Saint-Jean. Scorrendo parte del suo epistolario pubblicato nel 1989 le sorprese non mancano, a cominciare dalla lingua nella quale sono state scritte le lettere: il francese. Continua la lettura di La Regina Margherita a Gressoney
Il tartufo di Chamois
Il decano dei maestri di sci di Chamois mi ha raccontato di un tartufo dal sapore particolare che raccoglieva da giovane sotto il Ru di Novalles e che ora non si trova più.
Potrebbe trattarsi del Bunium bulbocastanum L. in italiano castagna di terra, nel patois di Valgrisenche réyoulle, una pianta citata nell’erbario1 di Alexis Bétemps?
- Alexis Bétemps, Erbaro, Priuli & Verlucca editori, Scarmagno, 2012, ISBN 978-88-8068-618-7, pag. 56[↩]
Il turismo scopre le Alpi

Età romana e medioevo.
Terra di passaggio la Valle d’Aosta è già citata dal Polibio uno storico vissuto tra il 200 e il 120 a. C.
“Quattro passaggi [attraverso le Alpi], il primo nel territorio dei Liguri, poi quello nel territorio dei Taurini attraverso il quale è passato Annibale, poi quello nel territorio dei Salassi, il quarto nel territorio dei Reti.”
Il geografo Strabone scrive alcuni anni dopo la fondazione di Aosta e ricorda che “[i Salassi] fecero pagare a Decimo Bruto che fuggiva da Modena una dracma a testa [per passare il Piccolo San Bernardo]”
Il caro autostrade in Valle d’Aosta ha dunque una storia millenaria. Continua la lettura di Il turismo scopre le Alpi
