Archivi categoria: Curiosità della Valle d’Aosta

La contessa di Challant e il borgo di Antey

La passeggiata di Slow Food ad Antey: la prima ascensione del Cervino del 14 luglio 1865 - Foto di Gian Mario Navillod.
Passeggiata ad Antey: il Cervino e la guida ambientale André Navillod – Foto di Gian Mario Navillod.

Nel 1691 la Valle d’Aosta venne invasa dalle truppe del Re Sole, Luigi XIV di Francia.

Il conte di Challant sciolse le truppe e si recò a Torino per ricevere ordini. La contessa lasciò il castello di Châtillon per cercare riparo a Chamois e, giunta ad Antey dove pensava di fermarsi a riprender fiato, venne presa a male parole da un gruppo di libertini che accusarono il marito di aver venduto la Valle ai francesi.

Ecco come la narra il fatto il sacerdote Pierre Bréan nel suo manoscritto del 1713 conservato all’Académie Saint-Anselme. (Traduzione italiana di Gian Mario Navillod).

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… un voyage, qu’elle fist en l’année … un viaggio che fece nell’anno
mille sixcent nonente, (1691 NdT) pour fuire l’arrivée des mille seicento novanta (1691 NdT) per fuggire l’arrivo delle
troupes françoises, qui estoient entreées en cette province, truppe francesi, che erano entrate in questa provincia
pour lors, comme ennemies, et y causoient de desolations in quel tempo, come nemiche, e vi causavano desolazioni
assés considerables, ce qui l’obligea, de peur de s’exposer considerevoli, ciò che la obbligò, temendo di esporsi
en quelque danger impreuvu et inopiné, comme a qualche pericolo imprevisto e inopinato, poiché
elle se voyait presque seule en un chateau avec si sentiva quasi sola in un castello con
de jeunes enfans de l’abandonner et s’en aller dei figli piccoli, di abbandonarlo e di andarsene
avec ses enfants, qu’elle faisoit porter dans des con i figli, che fece portare con delle
hautes, aux montagnes de chamois, pour y estre gerle, negli alpeggi di Chamois, per stare
en lieu d’assurence, mais comme Dieu permet, et in un luogo sicuro, ma come Dio permette e
laisse agir librement les causes secondes, aussi permit lascia agire liberamente le seconde cause, così permise,
il, pour sa plus grande gloire, et pour fournir a sua più grande gloria, e per fornire
une occasion d’un tres grand merite à Cette Sainte una occasione di merito a questa santa
dame, qu’elle fust inhumainement tretée, et d’une Dama, che fosse trattata inumanamente e in una
magniere, qui luy estoit d’autant plus sensible, que maniera ancora più dolorosa poiché
La personne de son Mary, qu’elle cherisoit, et aimoit la persona di suo marito, che adorava e amava
en Dieu, et pour Dieu, comme une autre elle in Dio e per Dio, come un’altra se
mesme, et la consideroit en cette vie icy, comme stessa e la considerava in questa vita come
un tres precieux thresort, dont il avoit plu à Dieu un tesoro preziosissimo del quale era piaciuto a Dio
de la faournir, et à Luy aider de gagnier Le Ciel fornirla per aiutarla a guadagnarsi il cielo
traitée donc de la magniere la plus iniuste, au trattata dunque nella maniera più ingiusta, nel
Bourg d’Antay, d’une tres triste, et malheureuse Borgo di Antay, da un triste e sciagurato
assemblée de Libertins, qu’on connust dans la suitte gruppo di libertini, che si seppe in seguito

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que ce n’estoit qu’une calomnie certaine, et indubitable, non era che una sicura calunnia, e indubitabile,
que de dire, et ad adnoncer temerairement que Le Comte dire e annunciare temerariamente che il conte
avoit vendu le pays aux françois soub pretexte, aveva venduto il paese ai francesi con il pretesto
qu’il n’avoit pu avec une poigne de paysants, qui che non aveva potuto con un pugno di contadini che
n’avoit aucune connaissance, ou fort legere de l’art non avevano alcuna conoscenza, o assai leggera, dell’arte
militaire, resister contre une armeée de victmille militare, resistere contro un’armata di ventimila
hommes de gens bien instruit, pront à attaquer uomini, persone bene addestrate, pronte ad attaccare
et tousiours prest à se defendre, cequi fust la cause, e sempre pronte a difendersi, fu a causa di ciò
que Le Comte, pour ne pas exposer temarairement che il conte, per non esporre temerariamente
ces gens se servit d’une prudente, et honorable la sua gente si servì di una prudente e onorevole
retraite, qui Luy fust plus glorieuse, et Luy attira ritirata, che fu per lui più gloriosa, e che gli attirò
des personnes bien eclerées, et experimentée; en cet da parte di persone ben istruite e sperimentate in questa
art, plus d’estime, et de louange, qui n’euroit arte più stima e lodi di quante non avrebbe
jamais eu lieu d’esperer d’une resistence opignatre mai potuto sperare da una resistenza ostinata
et inconsiderée, pour voir que ce n’est pas e sconsiderata, si vede che non è
aux aveugles de iuger des couleurs et qu’il faut dei ciechi giudicare dei colori e che occorre
estre du mestier pour iuger sans apprehension essere del mestiere per giudicare senza tema
d’un ouvrage; En attendant nostre bonne di un’opera; nel frattempo la nostra buona
Comtesse gemissoit, et se voyait Contessa gemeva e vedeva se stessa
maltratée des iniures, et des outrages qu’on vomisoit impitoyablement maltrattata con ingiurie e oltraggi che erano vomitati implacabilmente
contre elle, dans un lieu, ou elle esperoit en contro di lei, in un luogo dove sperava,
payant trouver quelque soulagement pour elle, pagando, di trovare qualche conforto per se stessa,
et pour ses enfans, et pour ceux qui estoient de sa per i suoi figli, e per coloro che erano in sua
compagnies, Elle cy trouva comme une pauvre compagnia. Lei si trovò come una povera

Articolo del 14.05.2019 ultimo aggiornamento 23.11.2019

Jean-Antoine Lazier

Jean-Antoine Lazier nato in Valle d’Aosta il 9 giugno 1678 e morto a Vienna nel monastero dei domenicani l’8 aprile 1738 è stato un avventuriero e un truffatore, per 18 anni Gran Maestro dell’Ordine Constantiniano a Vienna.

Fu conosciuto anche come Jean Antoine Lazier de Lalais, principe Flave Ange Comnène Lascaris Paléologue de l’Ales de Augusta Praetoria, Giannantonio Lazier, chanoine Antoine Lazier.

Tersilla Gatto Chanou, Alessandro Celi, Storia insolita della Valle d’Aosta, Newton & Compton editori, Roma, 2004, ISBN 88-8289-949-7, pag. 221.

Joseph-Marie Henry, Histoire populaire, religieuse et civile de la Vallée d’Aoste, Société éditrice valdôtaine (Imprimerie catholique), Aosta, 1929 pag. 243, versione digitale disponibile qui)

Post del 8.05.2015 ultimo aggiornamento 20.01.2021

 

L’evaporazione del vino in montagna.

Il curioso fenomeno dell’evaporazione del vino in montagna descritto da Edward Whymper pare avvenisse un tempo con  maggiore intensità in presenza delle guide di Chamonix.

Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche – Foto di Gian Mario Navillod.

Sembrerebbe che le guide ambientali non abbiano ancora acquisito il singolare potere dai loro blasonati colleghi d’oltralpe.

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Corso di abilitazione per guida turistica – Aosta 2014-2015

Ultimo appello: aperte le iscrizioni all’esame abilitante per guida turistica della Regione Autonoma della Valle d’Aosta.

Le aspiranti guide turistiche in possesso della laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte o archeologia o di titolo equipollente possono ancora iscriversi entro le ore 12:00 del 20 marzo 2015 all’esame abilitante che vaglierà le loro competenze e quelle dei partecipanti all’ultimo corso di abilitazione.

I requisiti di partecipazione e la domanda di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta: http://www.regione.vda.it/asstur/professioni_del_turismo/corsiabilitazione/default_i.aspx

In bocca al lupo a tutte le aspiranti guide turistiche della Valle d’Aosta!

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La Via Francigena in Valle d’Aosta

Fiori di mandorlo lungo la Via Francigena a Saint-Denis - Foto di Gian Mario Navillod.
Fiori di mandorlo lungo la Via Francigena a Saint-Denis – Foto di Gian Mario Navillod.

Chiacchierando con una gentile ospite dell’Hôtel Maison Cly di Chamois le ho parlato della migration saisonnière valdostana, in italiano la migrazione stagionale, un concetto che risulta un po’ fumoso a chi non conosce la Valle d’Aosta.

Così visto che oggi non poteva accompagnarmi ho fatto quattro passi lungo la Via Francigena prendendo qualche foto. Continua la lettura di La Via Francigena in Valle d’Aosta

A La Magdeleine case coperte di stoppia?

In un libro della prima metà del 1800 Attilio Zuccagni Orlandini riferisce che le povere case di La Magdeleine erano coperte da stoppia. Si tratta di un refuso o è possibile che si usasse allora paglia di segale per coprire i tetti come si usava un tempo in Danimarca?

… Antey La Magdelaine è un comune di recente formazione, poichè il suo territorio venne smembrato dall’altro Antey nel 1799. Di quel tempo gli si aggiunse il nome specifico La Magdeline, dal titolare di un suo pubblico Oratorio. Il meschino casale, che serve di capoluogo, è situato tra roccie scoscese, ed è composto di povere casette ricuoperte di stoppia.

Attilio Zuccagni Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia, Volume Quarto, Tipografia e calcografia all’insegna di Clio, Firenze 1837, pag. 592 Versione digitale disponibile a questo indirizzo: https://books.google.it/books?id=e-kNAAAAYAAJ&dq=Attilio%20Zuccagni%20Orlandini&hl=it&pg=PA592#v=onepage&q=Attilio%20Zuccagni%20Orlandini&f=false

I valdostani secondo De Tillier

Scorrendo gli scritti sulla Valle d’Aosta accade a volte di venir sfiorati dal dubbio che i più acuti censori degli abitanti della Valle d’Aosta siano proprio i valdostani stessi.

Valdostani del XXI secolo sulla vetta del Gran Paradiso.Gian Mario ed Eric Navillod sulla vetta del Gran Paradiso.
Valdostani del XXI secolo sulla vetta del Gran Paradiso.

Ecco cosa scrive l’insigne storico Jean-Baptiste de Tillier dei suoi concittadini: “Les Valdôtains ont toujours été dociles, très obéissants, très soumis, bons et fidèles sujets de leurs Princes Souverrains, courtois autant que leurs facultés limitées le leur permettent, francs, sincères et charitables envers les étrangers, bons amis et familiers entre eux, respectant infiniment la Justice, la Religion et les Ministres qui en sont les dépositaires, s’occupant sans bruit de leurs petites affaires et de leurs travaux.

I valdostani sono sempre stati docili, assai obbedienti, molto sottomessi, buoni e fedeli sudditi dei loro Sovrani Principi, cortesi quanto le loro facoltà limitate consentono loro, franchi, sinceri e caritatevoli verso gli stranieri, buoni amici e compagnoni tra di loro, rispettano infinitamente la Giustizia, la Religione ed i suoi Ministri che ne sono i depositari, si occupano senza rumore dei loro piccoli affari e dei loro lavori.

Jean-Baptiste de Tillier, Historique de la Vallée d’Aoste, note di Sylvain Lucat, Louis Mensio Ed., Aoste 1884, pag. 31 – versione digitale disponibile a questo indirizzo: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5747873m/f239.image

Lavar le balle al toro

Lavar le balle al toro1, secondo il racconto di Albino Imperial, doveva essere fatto il 2 di agosto dal lapaboura, il più giovane lavoratore dell’alpeggio.

Ecco come lo ricorda Bino, lapaboura all’età di 10 anni, nel 1954 nell’alpeggio di Chacard sopra Aosta.

“(Bino visto che non lo hai fatto prima, almeno il giorno della desarpa dovresti lavare le “balle” al toro); me lo dissero più che altro per provocarmi ma io, sull’onda dell’entusiasmo di quei giorni, accettai l’impegno” 2

“Feci intiepidire sul fuoco un secchio d’acqua e andai verso la stalla con il secchio e uno straccetto in mano deciso a rispettare i patti. Mi misi dietro al toro al quale feci una carezza sul dorso per entrare in contatto, poi, tenendomi ad una certa distanza, per evitare eventuali contraccolpi, iniziai l’operazione: con delicatezza passai lo straccetto intinto nell’acqua tiepida sui suoi testicoli senza ricevere nessun segnale particolare dall’interessato che si spostò comunque un po’ più di fianco e si limitò a guardarmi come a dire: che stai facendo? Mien e Berto che mi avevano seguito a distanza per vedere la scena annuirono soddisfatti con la testa: la missione era finalmente conclusa!”3

Che ne è stato di Bino?

Si è laureato in fisica ed ha collaborato con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato ricercatore all’università di Ginevra e docente all’Università della Valle d’Aosta.

Tratto da: Albino Impérial, Lapaboura quell’estate in alpeggio a dieci anni, Tipografia Duc, 2014, Saint-Christophe, ISBN 978-88-87677-67-6

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