

Da giovedì 11 giugno a Domenica 14 giugno 2015 decima edizione del Volks’n’Roll: sport musica e divertimento che ruotano intorno ai veicoli d’epoca della VW.
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Da giovedì 11 giugno a Domenica 14 giugno 2015 decima edizione del Volks’n’Roll: sport musica e divertimento che ruotano intorno ai veicoli d’epoca della VW.
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Nel 1691 la Valle d’Aosta venne invasa dalle truppe del Re Sole, Luigi XIV di Francia.
Il conte di Challant sciolse le truppe e si recò a Torino per ricevere ordini. La contessa lasciò il castello di Châtillon per cercare riparo a Chamois e, giunta ad Antey dove pensava di fermarsi a riprender fiato, venne presa a male parole da un gruppo di libertini che accusarono il marito di aver venduto la Valle ai francesi.
Ecco come la narra il fatto il sacerdote Pierre Bréan nel suo manoscritto del 1713 conservato all’Académie Saint-Anselme. (Traduzione italiana di Gian Mario Navillod).
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… un voyage, qu’elle fist en l’année | … un viaggio che fece nell’anno |
mille sixcent nonente, (1691 NdT) pour fuire l’arrivée des | mille seicento novanta (1691 NdT) per fuggire l’arrivo delle |
troupes françoises, qui estoient entreées en cette province, | truppe francesi, che erano entrate in questa provincia |
pour lors, comme ennemies, et y causoient de desolations | in quel tempo, come nemiche, e vi causavano desolazioni |
assés considerables, ce qui l’obligea, de peur de s’exposer | considerevoli, ciò che la obbligò, temendo di esporsi |
en quelque danger impreuvu et inopiné, comme | a qualche pericolo imprevisto e inopinato, poiché |
elle se voyait presque seule en un chateau avec | si sentiva quasi sola in un castello con |
de jeunes enfans de l’abandonner et s’en aller | dei figli piccoli, di abbandonarlo e di andarsene |
avec ses enfants, qu’elle faisoit porter dans des | con i figli, che fece portare con delle |
hautes, aux montagnes de chamois, pour y estre | gerle, negli alpeggi di Chamois, per stare |
en lieu d’assurence, mais comme Dieu permet, et | in un luogo sicuro, ma come Dio permette e |
laisse agir librement les causes secondes, aussi permit | lascia agire liberamente le seconde cause, così permise, |
il, pour sa plus grande gloire, et pour fournir | a sua più grande gloria, e per fornire |
une occasion d’un tres grand merite à Cette Sainte | una occasione di merito a questa santa |
dame, qu’elle fust inhumainement tretée, et d’une | Dama, che fosse trattata inumanamente e in una |
magniere, qui luy estoit d’autant plus sensible, que | maniera ancora più dolorosa poiché |
La personne de son Mary, qu’elle cherisoit, et aimoit | la persona di suo marito, che adorava e amava |
en Dieu, et pour Dieu, comme une autre elle | in Dio e per Dio, come un’altra se |
mesme, et la consideroit en cette vie icy, comme | stessa e la considerava in questa vita come |
un tres precieux thresort, dont il avoit plu à Dieu | un tesoro preziosissimo del quale era piaciuto a Dio |
de la faournir, et à Luy aider de gagnier Le Ciel | fornirla per aiutarla a guadagnarsi il cielo |
traitée donc de la magniere la plus iniuste, au | trattata dunque nella maniera più ingiusta, nel |
Bourg d’Antay, d’une tres triste, et malheureuse | Borgo di Antay, da un triste e sciagurato |
assemblée de Libertins, qu’on connust dans la suitte | gruppo di libertini, che si seppe in seguito |
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que ce n’estoit qu’une calomnie certaine, et indubitable, | non era che una sicura calunnia, e indubitabile, |
que de dire, et ad adnoncer temerairement que Le Comte | dire e annunciare temerariamente che il conte |
avoit vendu le pays aux françois soub pretexte, | aveva venduto il paese ai francesi con il pretesto |
qu’il n’avoit pu avec une poigne de paysants, qui | che non aveva potuto con un pugno di contadini che |
n’avoit aucune connaissance, ou fort legere de l’art | non avevano alcuna conoscenza, o assai leggera, dell’arte |
militaire, resister contre une armeée de victmille | militare, resistere contro un’armata di ventimila |
hommes de gens bien instruit, pront à attaquer | uomini, persone bene addestrate, pronte ad attaccare |
et tousiours prest à se defendre, cequi fust la cause, | e sempre pronte a difendersi, fu a causa di ciò |
que Le Comte, pour ne pas exposer temarairement | che il conte, per non esporre temerariamente |
ces gens se servit d’une prudente, et honorable | la sua gente si servì di una prudente e onorevole |
retraite, qui Luy fust plus glorieuse, et Luy attira | ritirata, che fu per lui più gloriosa, e che gli attirò |
des personnes bien eclerées, et experimentée; en cet | da parte di persone ben istruite e sperimentate in questa |
art, plus d’estime, et de louange, qui n’euroit | arte più stima e lodi di quante non avrebbe |
jamais eu lieu d’esperer d’une resistence opignatre | mai potuto sperare da una resistenza ostinata |
et inconsiderée, pour voir que ce n’est pas | e sconsiderata, si vede che non è |
aux aveugles de iuger des couleurs et qu’il faut | dei ciechi giudicare dei colori e che occorre |
estre du mestier pour iuger sans apprehension | essere del mestiere per giudicare senza tema |
d’un ouvrage; En attendant nostre bonne | di un’opera; nel frattempo la nostra buona |
Comtesse gemissoit, et se voyait | Contessa gemeva e vedeva se stessa |
maltratée des iniures, et des outrages qu’on vomisoit impitoyablement | maltrattata con ingiurie e oltraggi che erano vomitati implacabilmente |
contre elle, dans un lieu, ou elle esperoit en | contro di lei, in un luogo dove sperava, |
payant trouver quelque soulagement pour elle, | pagando, di trovare qualche conforto per se stessa, |
et pour ses enfans, et pour ceux qui estoient de sa | per i suoi figli, e per coloro che erano in sua |
compagnies, Elle cy trouva comme une pauvre | compagnia. Lei si trovò come una povera |
Articolo del 14.05.2019 ultimo aggiornamento 23.11.2019
Jean-Antoine Lazier nato in Valle d’Aosta il 9 giugno 1678 e morto a Vienna nel monastero dei domenicani l’8 aprile 1738 è stato un avventuriero e un truffatore, per 18 anni Gran Maestro dell’Ordine Constantiniano a Vienna.
Fu conosciuto anche come Jean Antoine Lazier de Lalais, principe Flave Ange Comnène Lascaris Paléologue de l’Ales de Augusta Praetoria, Giannantonio Lazier, chanoine Antoine Lazier.
Tersilla Gatto Chanou, Alessandro Celi, Storia insolita della Valle d’Aosta, Newton & Compton editori, Roma, 2004, ISBN 88-8289-949-7, pag. 221.
Joseph-Marie Henry, Histoire populaire, religieuse et civile de la Vallée d’Aoste, Société éditrice valdôtaine (Imprimerie catholique), Aosta, 1929 pag. 243, versione digitale disponibile qui)
Post del 8.05.2015 ultimo aggiornamento 20.01.2021
Il curioso fenomeno dell’evaporazione del vino in montagna descritto da Edward Whymper pare avvenisse un tempo con maggiore intensità in presenza delle guide di Chamonix.
Sembrerebbe che le guide ambientali non abbiano ancora acquisito il singolare potere dai loro blasonati colleghi d’oltralpe.
Le aspiranti guide turistiche in possesso della laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte o archeologia o di titolo equipollente possono ancora iscriversi entro le ore 12:00 del 20 marzo 2015 all’esame abilitante che vaglierà le loro competenze e quelle dei partecipanti all’ultimo corso di abilitazione.
I requisiti di partecipazione e la domanda di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta: http://www.regione.vda.it/asstur/professioni_del_turismo/corsiabilitazione/default_i.aspx
In bocca al lupo a tutte le aspiranti guide turistiche della Valle d’Aosta!
Continua la lettura di Corso di abilitazione per guida turistica – Aosta 2014-2015
Chiacchierando con una gentile ospite dell’Hôtel Maison Cly di Chamois le ho parlato della migration saisonnière valdostana, in italiano la migrazione stagionale, un concetto che risulta un po’ fumoso a chi non conosce la Valle d’Aosta.
Così visto che oggi non poteva accompagnarmi ho fatto quattro passi lungo la Via Francigena prendendo qualche foto. Continua la lettura di La Via Francigena in Valle d’Aosta
In un libro della prima metà del 1800 Attilio Zuccagni Orlandini riferisce che le povere case di La Magdeleine erano coperte da stoppia. Si tratta di un refuso o è possibile che si usasse allora paglia di segale per coprire i tetti come si usava un tempo in Danimarca?
“… Antey La Magdelaine è un comune di recente formazione, poichè il suo territorio venne smembrato dall’altro Antey nel 1799. Di quel tempo gli si aggiunse il nome specifico La Magdeline, dal titolare di un suo pubblico Oratorio. Il meschino casale, che serve di capoluogo, è situato tra roccie scoscese, ed è composto di povere casette ricuoperte di stoppia.”
Attilio Zuccagni Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia, Volume Quarto, Tipografia e calcografia all’insegna di Clio, Firenze 1837, pag. 592 Versione digitale disponibile a questo indirizzo: https://books.google.it/books?id=e-kNAAAAYAAJ&dq=Attilio%20Zuccagni%20Orlandini&hl=it&pg=PA592#v=onepage&q=Attilio%20Zuccagni%20Orlandini&f=false
Scorrendo gli scritti sulla Valle d’Aosta accade a volte di venir sfiorati dal dubbio che i più acuti censori degli abitanti della Valle d’Aosta siano proprio i valdostani stessi.
Ecco cosa scrive l’insigne storico Jean-Baptiste de Tillier dei suoi concittadini: “Les Valdôtains ont toujours été dociles, très obéissants, très soumis, bons et fidèles sujets de leurs Princes Souverrains, courtois autant que leurs facultés limitées le leur permettent, francs, sincères et charitables envers les étrangers, bons amis et familiers entre eux, respectant infiniment la Justice, la Religion et les Ministres qui en sont les dépositaires, s’occupant sans bruit de leurs petites affaires et de leurs travaux.”
“I valdostani sono sempre stati docili, assai obbedienti, molto sottomessi, buoni e fedeli sudditi dei loro Sovrani Principi, cortesi quanto le loro facoltà limitate consentono loro, franchi, sinceri e caritatevoli verso gli stranieri, buoni amici e compagnoni tra di loro, rispettano infinitamente la Giustizia, la Religione ed i suoi Ministri che ne sono i depositari, si occupano senza rumore dei loro piccoli affari e dei loro lavori.”
Jean-Baptiste de Tillier, Historique de la Vallée d’Aoste, note di Sylvain Lucat, Louis Mensio Ed., Aoste 1884, pag. 31 – versione digitale disponibile a questo indirizzo: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5747873m/f239.image
Lavar le balle al toro1, secondo il racconto di Albino Imperial, doveva essere fatto il 2 di agosto dal lapaboura, il più giovane lavoratore dell’alpeggio.
Ecco come lo ricorda Bino, lapaboura all’età di 10 anni, nel 1954 nell’alpeggio di Chacard sopra Aosta.
“(Bino visto che non lo hai fatto prima, almeno il giorno della desarpa dovresti lavare le “balle” al toro); me lo dissero più che altro per provocarmi ma io, sull’onda dell’entusiasmo di quei giorni, accettai l’impegno” 2
“Feci intiepidire sul fuoco un secchio d’acqua e andai verso la stalla con il secchio e uno straccetto in mano deciso a rispettare i patti. Mi misi dietro al toro al quale feci una carezza sul dorso per entrare in contatto, poi, tenendomi ad una certa distanza, per evitare eventuali contraccolpi, iniziai l’operazione: con delicatezza passai lo straccetto intinto nell’acqua tiepida sui suoi testicoli senza ricevere nessun segnale particolare dall’interessato che si spostò comunque un po’ più di fianco e si limitò a guardarmi come a dire: che stai facendo? Mien e Berto che mi avevano seguito a distanza per vedere la scena annuirono soddisfatti con la testa: la missione era finalmente conclusa!”3
Che ne è stato di Bino?
Si è laureato in fisica ed ha collaborato con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato ricercatore all’università di Ginevra e docente all’Università della Valle d’Aosta.
Tratto da: Albino Impérial, Lapaboura quell’estate in alpeggio a dieci anni, Tipografia Duc, 2014, Saint-Christophe, ISBN 978-88-87677-67-6