
Ai bei tempi della mia gioventù quando la Cortina di ferro separava il mondo libero da quello del Patto di Varsavia si raccontava questa storiella:

In un congresso di odontoiatria un luminare sovietico illustra una tecnica innovativa per l’estrazione di un dente: “Basta inserire la sonda semiautomatica nell’ano del paziente, risalire l’intestino crasso, quello tenue, attraversare lo stomaco, risalire l’esofago indi raggiungere il dente e procedere all’estrazione”.
Un medico italiano alza la mano e chiede: “Ma perché entrare dall’ano del paziente invece di usare la tecnica classica?”. Il dentista sovietico risponde: “Perché da noi non si può aprire bocca”.

Ai bei tempi della mia gioventù se un’amministrazione voleva offrire qualche passeggiata guidata a turisti o residenti mi chiedeva un preventivo, lo portavo in comune, se veniva approvato mi mandavano la delibera, dopo aver fatto il lavoro portavo agli uffici la ricevuta con la marca da bollo da 2 euro e la ragioneria mi liquidava.
Ora per rendere l’azione amministrativa più efficace ed efficiente mi chiedono di:
- iscrivermi su PlaCe-VdA la piattaforma telematica di negoziazione centralizzata della Regione Autonoma Valle d’Aosta gestita da IN.VA. S.p.A.
- comprare un’applicazione di firma digitale (quella cartacea non va più bene);
- affidarmi ad un commercialista o dedicare mezza giornata di lavoro a scaricare file, compilare documenti, firmarli digitalmente, caricarli nel sistema mentre il funzionario competente da parte sua passa il tempo a scaricare file, compilare documenti, firmarli digitalmente, caricarli nel sistema.
Anche se ogni tanto sento un allarmante brucior di stomaco posso ancora aprir bocca per ragionare sul prossimo preventivo. Penso che aggiungerò mezza giornata guida per pratiche burocratiche e mezza per il rimborso Maalox.
Farò felice chi pensa che la corruzione si combatta a colpi di scartoffie e chi come diceva il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi “non produce e sta lì ad ingombrare”.