La dieta valdostana

Negli anni cinquanta del novecento in inverno in casa Mannoni si mangiava polenta e uccelli tre quatto volte la settimana. Pettirossi, cinciallegre, fringuelli cardellini uccisi con le trappole o presi a fucilate si appendevano per il becco all’aperto dove il gelo invernale li conservava fino al momento di utilizzarli in cucina. Lepri, tassi e scoiattoli si mangiava a settembre mano mano che venivano cacciati. Le cosce della volpi erano molto apprezzate tanto da essere spacciate per cosce di lepri1. Si raccoglievano anche i gamberi di acqua dolce e le rane da friggere in padella.

  1. Renato Mannoni, Il bambino che diventò cavatore, Tipografia Duc, Saint-Christophe, 2011, ISBN 978-88-87677-56-0, p. 32[]