
Salire di quota non è solo viaggiare nello spazio, è anche un viaggiare nel tempo, e viaggiare nel tempo è uno dei desideri più forti che abbiamo nel nostro cervello.

I basso i mirtilli sono maturi, un po’ più in alto sono acerbi, ancora più in alto sono ancora in fiore.

Passo dopo passo ripercorriamo la vita del mirtillo e passo dopo passo ripercorriamo la nostra. Per questo motivo la gente anziana cammina piano, ha nello zaino un sacco di ricordi che rallentano il passo e rendono più sapida l’ascensione. Giunti alla vetta, o al bivacco, o al rifugio, il pensiero corre alla bellezza del creato e alle persone care con cui vorremmo condividerla; c’è chi può ma non è venuto, c’è chi non può perché non riesce a camminare, c’è chi è andato avanti nel sentiero e cammina con noi nel ricordo. A volte questi pensieri si fermano sulla carta, di solito è carta del libro del rifugio, o del bivacco, o della vetta, più raramente pezzi di carta recuperati del sacchetto del pane o scontrini o biglietti della spesa. Ho fotografato i più belli, i più divertenti o, semplicemente, quelli che mi son piaciuti di più. Grazie agli autori di questa piccola antologia.

17 giugno 2026 (anonima)
Panorami incredibili, ma ho dovuto passare la notte con l’uomo più flatulente del pianeta; l’altitudine ci ha profondamente colpito.
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22 luglio 2021 (fra Simone)
Su per la irta vetta – solo nebbia e campane – a goder la pace.
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3 agosto 2018 (Airone Svarionato e Agatha Flambé)
Salve a voi che state bivaccando in questo “locus amoenus”!
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15 luglio 2015 (Team Camoscio Moscio)