Monte Cervino e bacino per l’innevamento artificiale al Colle Nord delle Cime Bianche – Foto di Gian Mario Navillod.
John Ruskin, autore delle celebrata descrizione del Cervino come il più nobile scoglio d’Europa: “but it is somewhat curious that the most noble cliff in Europe which this eastern front of the Cervin is I believe without dispute1” (ma è alquanto curioso che il più nobile scoglio d’Europa, qual è il versante est del Cervino, credo senza contestazione, …) in gioventù non lo apprezzò particolarmente: “Il Cervino ricordava troppo un obelisco egizio per piacermi2”.
La cappella e il lago e la diga di Cignana dal sentiero per il Col di Fort – Foto di Gian Mario Navillod.
“Con quella obiettività che mai si deve dipartire da un sereno esame tecnico dobbiamo riconoscere che delle grandi società che hanno ottenuto concessioni idrauliche in Valle d’Aosta, l’unica che sino ad oggi abbia messo allo studio e realizzato un congegno di impianti idroelettrici razionali e veramente geniali è la Società Idroelettrica Piemonte“1 così scriveva nell’immediato dopoguerra2 l’ing. Annibale Torrione. Era uno che se ne intendeva, nel 1950 scriverà un’opuscolo edito dalla CGIL sullo “sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d’Aosta“3. I grandi impianti idroelettrici avevano due obiettivi: produzione di energia elettrica per far funzionare le fabbriche e dar lavoro agli operai, creare riserve d’acqua per l’irrigazione.
Gilliarey in agosto – Foto di Gian Mario Navillod.
Il giovane Federico Mantegari, appena maggiorenne, ha avuto la delicatezza di condividere la sua ultima fatica letteraria con il Gran Ciambellano di Gilliarey e DSC (che potrebbe essere suo nonno) in cambio di una modica offerta di 18 euro.
Spizzicando tra i verbali del Consiglio Valle, il nome che i valdostani danno familiarmente al Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ci si può fare un’idea di come è nata la funivia di Chamois che collega il comune più alto della Valle d’Aosta alla carrozzabile per Cervinia.
Si cammina sull’asfalto per i tre quarti dell’itinerario. Punti di forza: le sterrate tra i vigneti, il Gesiun, il bosco dell’elfo Ugo. Punti di debolezza: il tracciato ufficiale si tiene lontano dal lago di Viverone .
La prima parte di questa breve passeggiata porta in meno di 10 minuti al base del sifone, l’enorme tubo in acciaio di 2.80 metri di diametro che collega i due tratti del canale in galleria che da Maen porta alle condotte forzate della Centrale di Covalou. Chi lo desidera, senza farsi spaventare dal primo tratto, breve ma decisamente ripido, può salire lungo il sentiero che porta alla terrazza sud del sifone.
Lungo la Via Francigena – Chiostro dei canonici della cattedrale di Ivrea – Foto di Gian Mario Navillod.
Si cammina sull’asfalto per i tre quarti dell’itinerario. Punti di forza: Ivrea medievale, il lago di Campagna, le pioppete. Punti di debolezza: non è l’itinerario più breve.