
Salire di quota non è solo viaggiare nello spazio, è anche un viaggiare nel tempo, e viaggiare nel tempo è uno dei desideri più forti che abbiamo nel nostro cervello. Continua la lettura di Pensieri in alta quota

Salire di quota non è solo viaggiare nello spazio, è anche un viaggiare nel tempo, e viaggiare nel tempo è uno dei desideri più forti che abbiamo nel nostro cervello. Continua la lettura di Pensieri in alta quota

John Ruskin, autore delle celebrata descrizione del Cervino come il più nobile scoglio d’Europa: “but it is somewhat curious that the most noble cliff in Europe which this eastern front of the Cervin is I believe without dispute1” (ma è alquanto curioso che il più nobile scoglio d’Europa, qual è il versante est del Cervino, credo senza contestazione, …) in gioventù non lo apprezzò particolarmente: “Il Cervino ricordava troppo un obelisco egizio per piacermi2”.

In Valle d’Aosta facevano il pane una volta l’anno per risparmiare combustibile. Continua la lettura di Perché in Valle d’Aosta facevano il pane una volta l’anno?

Spizzicando tra i verbali del Consiglio Valle, il nome che i valdostani danno familiarmente al Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ci si può fare un’idea di come è nata la funivia di Chamois che collega il comune più alto della Valle d’Aosta alla carrozzabile per Cervinia.

Fino a pochi anni or sono tutte le enciclopedie riportavano quale inventore del telefono Alexander Graham Bell, riconosciuto erroneamente tale dopo le lunghe vicende legali che lo opposero ad Antonio Meucci. Continua la lettura di L’inventore del telefono: Innocenzo Manzetti

Nel cuore delle Alpi, in Valle d’Aosta, è possibile osservare grappoli d’uva a quote elevate. Grazie ad Alexis Bétemps che mi ha segnalato la vite di Baisepierre ad Arvier che cresce a 1390 m s.l.m. Continua la lettura di Vitis vinifera in Valle d’Aosta

Dal 1890 al 1941/42, per più di 50 anni un arco in muratura sostenne la spalla a monte dell’arco della Strada Romana delle Gallie a Donnas. Continua la lettura di Un puntello per l’arco romano di Donnas.

Grazie ad un’intuizione di Claudine Remacle, la studiosa che ha dedicato la vita allo studio dell’architettura rurale valdostana, dal 19901 la Regione Autonoma della Valle d’Aosta ha finanziato degli studi per datare le vecchie costruzioni in legno della Valle d’Aosta e con grande sorpresa si è scoperto che almeno una ventina grenier valdostani sono stati costruiti prima della scoperta dell’America.
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Grazie ad Alessandra Armirotti ed ai sui colleghi ho scoperto l’esistenza di un villaggio dei Salassi sulla Punta Fetita1.
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