I problemi della piccola età glaciale

Il lago ed il ghiacciaio di Goletta nel 1985. Foto cortesia di Marco Brancolini - Ogni diritto riservato.
Il lago ed il ghiacciaio di Goletta nel 1985. Foto cortesia di Marco Brancolini – Ogni diritto riservato.

Nelle valli alpine gli effetti del riscaldamento globale sono tangibili: nella Valle del Cervino la pista di fondo della mia giovinezza non esiste più perché a 1000 metri di quota la neve è un’apparizione sempre più rara.

Mio nonno mi raccontava di una nevicata così intensa che aveva coperto il piano terreno della casa dove abitava a  Fiernaz. Ad Antey la grande nevicata di fino novembre aveva addirittura un nome proprio: Lo Pété dé Sent André e da novembre al disgelo gli sciatori salivano da Châtillon e e Saint-Vincent per fare sci di fondo con vista sul Cervino. Era il 1980.

C’è stato un periodo dove il fenomeno contrario ha creato ben altri problemi ai valligiani, in un testo del 2 maggio 1605 si legge. “I ghiacciai del fiume Arve e di altri torrenti hanno rovinato e guastato 195 giornate di terra in diversi luoghi della detta parrocchia [di Chamonix NdT] ed in particolare 90 giornate e 12 case distrutte al villaggio di Chastelard al quale è rimasta solo la dodicesima parte del territorio, il villaggio dei Bois disabitato a causa dei detti ghiacciai, nei villaggi di La Rozière e Argentier 7 case coperte dai suddetti ghiacciai, la devastazione continua e progredisce di giorno in giorno … 2 altre case  distrutte al villaggio di La Bonneville(1)Emmanuel Le Roy Ladurie, Histoire du climat depuis l’an mil, Flammarion, Paris, 1967, pag. 116, libera traduzione dal francese di Gian Mario Navillod” aggiunge un altro testimone nel 1610 “… il ghiacciaio chiamato dei Bois [la Mer des Glaces NdT] che terrorizza e spaventa chi lo guarda, ha distrutto buona parte del territorio, l’intero villaggio di Chastellard ed ha demolito interamente una altro piccolo villaggio chiamato Bonnenuict [o Bonanay – Bonané in dialetto locale NdT](2)Emmanuel Le Roy Ladurie, Histoire du climat depuis l’an mil, Flammarion, Paris, 1967, pag. 120, libera traduzione dal francese di Gian Mario Navillod” e ancora nel 1616: “Siamo passati al villaggio di Chastellard dove ci sono ancora sei case  disabitate salvo due nelle quali abitano delle povere donne e dei bambini anche se le case appartengono ad altri. Al di sopra, attaccato al villaggio, c’è un grande ed orribile ghiacciaio di grande e inestimabile volume che non promette altro che la rovina delle case e delle terre che ancora rimangono(3)Emmanuel Le Roy Ladurie, Histoire du climat depuis l’an mil, Flammarion, Paris, 1967, pag. 121, libera traduzione dal francese di Gian Mario Navillod.

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