Riprese TV a Chamois

Intervista ad Attilio Ducly il decano dei maestri di sci di Chamois - 11 settembre 2017 - Foto di Gian Mario Navillod.
Intervista ad Attilio Ducly il decano dei maestri di sci di Chamois – 11 settembre 2017 – Foto di Gian Mario Navillod.

Una nota azienda televisiva, di cui non si può rivelare il nome per ragioni legate alla pubblicità, ha inviato i suoi uomini di punta, selezionati sulla base del loro curriculum alpinistico, per due giorni di riprese nel comune più alto della Valle d’Aosta.

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Il bilancio della Regione

Il campanile di Chamois a fine febbraio - Foto di Gian Mario Navillod.
Il campanile di Chamois a fine febbraio – Foto di Gian Mario Navillod.

Sul finire del 2015 la Regione Autonoma della Valle d’Aosta, 130 000 abitanti si è improvvisamente scoperta povera: l’amministrazione regionale ha annunciato tagli in tutti i settori e i giornali hanno titolato “non ci sono più soldi“.

Sono andato a vedere cosa succede nel bilancio della provincia Autonoma di Trento, 540 000 abitanti. Continua la lettura di Il bilancio della Regione

Bella gente in Valle d’Aosta

Ricerca dell'equilibrio al lago del Goillet - Foto di Gian Mario Navillod.
Ricerca dell’equilibrio al lago del Goillet – Foto di Gian Mario Navillod.

Ogni tanto camminando sui sentieri della Valle d’Aosta una domanda sorge spontanea: perché mai un’attività che fa tanto bene all’anima e al corpo è diventata una pratica riservata ad un’elite di pochi appassionati? Perché si parla tanto della sicurezza in montagna e poco dell’avventura, del piacere, della bellezza di arrampicare, camminare o nuotare in montagna?

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La BV della Valle d’Aosta

Laura Colella e il Grenier di Clémencey - Foto di Eric Navillod.
Laura Colella e il Grenier di Clémencey. Come dormire sotto il Grenier medievale più bello della Valle d’Aosta – Foto di Eric Navillod.

La Bella Via della Valle d’Aosta ovvero la Bella Vita della Valle Aosta, oppure chissà … credo non sia ancora definitivo il nome del prodotto che raccoglierà in un unico pacchetto turistico le eccellenze della regione più alta d’Italia raccolte attorno ad un percorso ad anello tra la Via Francigena e le Alte Vie.

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I laghi alpini al disgelo

A Chamois è cominciato il disgelo nei laghi alpini. Uno spettacolo unico.

Ultima neve al Lago di Lod di Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Ultima neve al Lago di Lod di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.
Salendo al Col Champlong - sulla destra il Grand Tournalin - Foto di Gian Mario Navillod.
Salendo al Col Champlong – sulla destra il Grand Tournalin – Foto di Gian Mario Navillod.

La neve lascia poco a poco le rive dei laghi che circondano Chamois per far posto alla fioritura della flora di alta montagna. E mentre le giornate si allungano la primavera sale di quota. Ho approfittato della bella giornata per far quattro passi al Belvedere del Col Champlong.

Al Lago di Lod è già tempo di fare il pic-nic nell’area attrezzata. Oggi la seggiovia era in funzione e al bar del Lago stavano già preparando le sdraio per l’arrivo dei primi turisti.

Il belvedere al Col Champlong - Foto di Gian Mario Navillod.
Il belvedere al Col Champlong – Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Champlong - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Champlong – Foto di Gian Mario Navillod.

La passeggiata panoramica lungo il Ru des Novalles è già percorribile con le scarpe basse mentre dall’Alpe Foresus in poi la neve resiste ancora ed è meglio calzare gli scarponcini.

Al Col Pilaz è iniziata la fioritura della Pulsatilla vernalis, l’anemone di primavera. Tra qualche settimana, non appena la neve abbandonerà le rive del Lago Charey, la spettacolare fioritura di questo fiore porterà a Chamois anche la famosa fotografa Teresa Kaufman. Teresa ogni tanto lascia la sua casa di Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, per fotografare e far conoscere le cose belle che ci sono in Valle d’Aosta. Benvenuta Teresa.

Disgelo al Lago Charey - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Charey – Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Charey ed allegoria dell'equilibrio - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Charey ed allegoria dell’equilibrio – Foto di Gian Mario Navillod.
Pulsatilla vernalis al Col Pilaz - Foto di Gian Mario Navillod.
Pulsatilla vernalis al Col Pilaz – Foto di Gian Mario Navillod.

Curiosità.

Passando tra le case di Chamois non ho potuto fare a meno di pensare ad un brano del libro di Charles Passerin d’Entrèves sulla resistenza in Valle d’Aosta.

Sembrerebbe che, verso la fine del settembre 1943, “tredici prigionieri alleati che cercavano di raggiungere la Svizzera, caddero nelle mani della guarnigione nazi-fascista di Saint-Jacques. I poveretti arrivavano da Chamois,  dove un giovane che si era incaricato di accompagnarli a di là della frontiera svizzera li condusse solamente al Col di Nana o al Colle inferiore delle Cime Bianche, e gli disse di scendere, dopo avere, naturalmente, intascato una mancia non del tutto irrisoria, pare.

I due che si salvarono, vissero circa due mesi ad Ayas, nascosti in qualche alpeggio presso alcune famiglie di Crest e Cunéaz.

Libera traduzione dall’originale francese di Gian Mario Navillod.

Charles Passerin d’Entrèves, La tempëta dessu noutre montagne, Institut historique de la  résistence en Vallée d’Aoste, Aoste 1975, pag. 209.

L’ultimo attacco al castello di Ussel

L’ultimo attacco al castello di Ussel  è stato condotto in tempi relativamente recenti. Risale al 3 ottobre del 1944. Lo ricorda Charles Passerin d’Entrèves nel suo libro sulla resistenza “La tempëta dessu noutre montagne“.

“È stata una smargiassata delle nuove truppe alpine, sbarcate fresche fresche in Valle d’Aosta, di ritorno dalla Germania, dove hanno imparato la Kultur e che vogliono dimostrare la loro bravura. L’oscuro castello di Ussel erge i suoi muri e i suoi merli bruniti e patinati dal tempo proprio di fronte a Châtillon. Questo vecchio nido d’aquila  è da secoli abitato solo da sparvieri, gufi e topi. È un monumento nazionale. Che importa! È un bersaglio magnifico per provare i nuovi pezzi in dotazione a questi alpini bastardi. All’entrata del borgo, arrivando da Saint-Vincent, i piccoli cannoni sono messi in batteria. Quattro, cinque salve partono rapide verso Ussel: un solo colpo raggiunge l’obiettivo: una pietra della torre nord-ovest del castello va in frantumi.”

Libera traduzione dall’originale francese di Gian Mario Navillod.

Charles Passerin d’Entrèves, La tempëta dessu noutre montagne, Institut historique de la  résistence en Vallée d’Aoste, Aoste 1975, pag. 128, 129