Il Monte Cervino visto dal centro del piccolo labirinto del Filey – Foto di Gian Mario Navillod.
Il 12 settembre 1867 una spedizione di sei persone partiva dal Giomein alla volta del Cervino. Ne facevano parte Félicité Carrel, allora diciottenne e suo padre Jean-Jacques, cacciatore di camosci. L’indomani arrivarono senza incontrare grandi difficoltà ai piedi dell’ultimo mammellone, circa 100 metri sotto la vetta dove si trova una specie di colle battezzato dal Sig. Leighton Jordan Col Félicité. Continua la lettura di I consigli di Félicité Carrel: la prima ragazza sul Cervino→
Alcuni cartografi misurano la lunghezza dei sentieri con la precisione del centimetro – Foto di Gian Mario Navillod.
Di ritorno dalla ciaspolata al Rifugio Barbustel mi sono fermato ad osservare i nuovi tabelloni dei sentieri: c’è il logo del Comune di Champorcher ed i riferimenti ad una srl che si occupa di sistemi informativi territoriali.
Sui cartelli si vede un collage di foto aeree dove sono stati riportati i sentieri che compaiono sul catasto dei sentieri della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e di ogni sentiero è indicata la lunghezza con la precisione del centimetro.
Ma chi è il cartografo che misura la lunghezza dei sentieri con la precisione del centimetro?
E chi è che paga un cartografo che misura la lunghezza dei sentieri con la precisione del centimetro?
In fondo alle pagine del sito che ho realizzato usando il tema Twenty Fourteen di WordPress compare la scritta “Orgogliosamente motorizzato da WordPress”.
Valanga sulla strada per il Rifugio Prarayer di Bionaz – Foto di Gian Mario Navillod.
“La valanga cade dove non è ancora caduta, dove è già caduta e dove non avrebbe mai potuto cadere“.
Questa frase che ho trovato in un libro di Marco Fazion espone chiaramente quanto sia difficile, forse impossibile, valutare in maniera precisa il pericolo di caduta valanghe in montagna. Continua la lettura di Pericolo valanghe→
Questo segni in Valle d’Aosta sono delimitazioni di particelle catastali. Non sono dei segnavia – Foto di Gian Mario Navillod.
Due linee parallele di colore rosso e bianco in Valle d’Aosta delimitano le particelle forestali pubbliche (linea rossa) da quelle private (linea bianca).