Archivi categoria: Letteratura

L’ultimo attacco al castello di Ussel

L’ultimo attacco al castello di Ussel  è stato condotto in tempi relativamente recenti. Risale al 3 ottobre del 1944. Lo ricorda Charles Passerin d’Entrèves nel suo libro sulla resistenza “La tempëta dessu noutre montagne“.

“È stata una smargiassata delle nuove truppe alpine, sbarcate fresche fresche in Valle d’Aosta, di ritorno dalla Germania, dove hanno imparato la Kultur e che vogliono dimostrare la loro bravura. L’oscuro castello di Ussel erge i suoi muri e i suoi merli bruniti e patinati dal tempo proprio di fronte a Châtillon. Questo vecchio nido d’aquila  è da secoli abitato solo da sparvieri, gufi e topi. È un monumento nazionale. Che importa! È un bersaglio magnifico per provare i nuovi pezzi in dotazione a questi alpini bastardi. All’entrata del borgo, arrivando da Saint-Vincent, i piccoli cannoni sono messi in batteria. Quattro, cinque salve partono rapide verso Ussel: un solo colpo raggiunge l’obiettivo: una pietra della torre nord-ovest del castello va in frantumi.”

Libera traduzione dall’originale francese di Gian Mario Navillod.

Charles Passerin d’Entrèves, La tempëta dessu noutre montagne, Institut historique de la  résistence en Vallée d’Aoste, Aoste 1975, pag. 128, 129

 

I pesci di Mauro Corona

I pesci del campo sportivo di Antey-Saint-André - 19 febbraio 2016 - Foto di Gian Mario Navillod.
I pesci del campo sportivo di Antey-Saint-André – 19 febbraio 2016 – Foto di Gian Mario Navillod.

Le giornate si allungano ed il sole ad Antey comincia a sgranocchiare l’ultima neve. Nella rete del campo sportivo sono rimasti impigliati alcuni pesci che girano e girano. Ancora per qualche giorno. Fino a quando la primavera li scioglierà per sempre e l’acqua di cui sono fatti andrà a nutrire i primi tarassachi. Continua la lettura di I pesci di Mauro Corona

Il mio amico Edoardo

Il mio amico Edoardo.

Edward Whymper nel 1861. Il bivacco.
Edward Whymper nel 1861. Il bivacco.

Oggi voglio raccontarvi del mio amico Edoardo, qualcuno ha già sentito la storia di Edoardo? E’ una bella storia, una storia di coraggio, di tenacia e di fortuna. Vi racconterò poi perché c’entra anche la fortuna.

Il mio amico Edoardo è nato il 27 aprile. Non vi racconto la sua infanzia, penso sia stata piuttosto animata visto che era il secondo di undici fratelli.

1860

A vent’anni è sbarcato sul continente dall’Inghilterra. Continua la lettura di Il mio amico Edoardo

L’evaporazione del vino in montagna.

Il curioso fenomeno dell’evaporazione del vino in montagna descritto da Edward Whymper pare avvenisse un tempo con  maggiore intensità in presenza delle guide di Chamonix.

Edward Whymper, Scrambles Amongst the Alps in the years 1860-’69, J.B. Lippincott & Co., Philadelphia 1872, pag. 85 - Ex Libris Gian Mario Navillod.
Edward Whymper, Scrambles Amongst the Alps in the years 1860-’69, J.B. Lippincott & Co., Philadelphia 1872, pag. 85 – Ex Libris Gian Mario Navillod.
Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
Belvedere sul Cervino/Matterhorn dal Tour di Mande di Valtournenche – Foto di Gian Mario Navillod.

Sembrerebbe che le guide AIGAE non abbiano ancora acquisito il singolare potere dai loro blasonati colleghi d’oltralpe.

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Un curioso inconveniente di ritorno dal Monte Rosa

Il Cervino visto dal Riffelberg (Svizzera) – disegno di Edward Wymper – Ex libris Gian Mario Navillod.
Il Cervino visto dal Riffelberg (Svizzera) – disegno di Edward Wymper – Ex libris Gian Mario Navillod.

In Svizzera, nel 1860, una cordata di ritorno dal Monte Rosa incorse in un curioso inconveniente.

Nel lascio la descrizione alla parole della Signora Jane Freshfield, magistralmente tradotte da Gianluigi Discalzi:

“… tutti ci precipitammo verso il Gorner Grat dove un gruppo numeroso si dedicò con cannocchiali e binocoli ad osservare con vivo interesse i movimenti della cordata che aveva lasciato l’albergo all’alba per l’ascensione del Monte Rosa e che ora stava rientrando. Si potevano vedere sei puntini che, l’uno dietro l’altro, scendevano lungo il ripido pendio nevoso. Continua la lettura di Un curioso inconveniente di ritorno dal Monte Rosa

Idolo nella nebbia

L'idolo nella nebbia - pallido fantasma di un valdostano proiettato sulle montagne biellesi - Foto di Gian Mario Navillod.
L’idolo nella nebbia – pallido fantasma di un valdostano proiettato sulle montagne biellesi – Foto di Gian Mario Navillod.
Apparizione ai superstiti della prima ascensione sul Cervino – disegno di Edward Wymper – Ex libris Gian Mario Navillod.
Apparizione ai superstiti della prima ascensione sul Cervino – disegno di Edward Wymper – Ex libris Gian Mario Navillod.

C’è un filo sottile che lega Paolo Cognetti ad Edward Whymper e non è la scorrevolezza della loro scrittura né lo sguardo lucido con il quale hanno guardato alla Valle d’Aosta. Il filo sottile che li lega è la descrizione suggestiva di un fenomeno meteorologico abbastanza raro che avviene quando il sole alle spalle dell’osservatore proietta un’immagine sulle nuvole poste di fronte all’osservatore. Continua la lettura di Idolo nella nebbia

L’Abbé Gorret e la traversata invernale Champorcher-Cogne

L’Abbé Gorret: un ciaspolatore ante-litteram.

Statua dedicata all'Abbé Amé Gorret a Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
Statua dedicata all’Abbé Amé Gorret a Valtournenche – Foto di Gian Mario Navillod.

La prosa del sacerdote e alpinista Amato Gorret è talmente gustosa che non riesco a  trattenermi dal ricopiare brutalmente alcuni passi dell’articolo datato 6 marzo 1874, pubblicato sul Courrier de la Vallée D’Aoste e riportato su Abbé Amé Gorret, Autobiographie et écrits divers, Administration Communale de Valtournenche, Turin 1987, pag. 254 e 255. Continua la lettura di L’Abbé Gorret e la traversata invernale Champorcher-Cogne

I consigli di Félicité Carrel: la prima ragazza sul Cervino

Il Monte Cervino visto dal centro del piccolo labirinto del Filey – Foto di Gian Mario Navillod.
Il Monte Cervino visto dal centro del piccolo labirinto del Filey – Foto di Gian Mario Navillod.

Il 12 settembre 1867 una spedizione di sei persone partiva dal Giomein alla volta del Cervino. Ne facevano parte Félicité Carrel, allora diciottenne e suo padre Jean-Jacques, cacciatore di camosci. L’indomani arrivarono senza incontrare grandi difficoltà ai piedi dell’ultimo mammellone, circa 100 metri sotto la vetta dove si trova una specie di colle battezzato dal Sig. Leighton Jordan Col Félicité. Continua la lettura di I consigli di Félicité Carrel: la prima ragazza sul Cervino