Statua dedicata all’Abbé Amé Gorret a Valtournenche – Foto di Gian Mario Navillod.
La prosa del sacerdote e alpinista Amato Gorret è talmente gustosa che non riesco a trattenermi dal ricopiare brutalmente alcuni passi dell’articolo datato 6 marzo 1874, pubblicato sul Courrier de la Vallée D’Aoste e riportato su Abbé Amé Gorret, Autobiographie et écrits divers, Administration Communale de Valtournenche, Turin 1987, pagg. 254 e 255. Continua la lettura di L’Abbé Gorret e la traversata invernale Champorcher-Cogne→
2006 fabbricato ligneo in fraz. Navillod del comune di Antey – Foto di Gian Mario Navillod.
In un articolo del 1944 il notaio Emilio Chanoux affrontava il problema, già sentito allora, dell’eccessiva frammentazione della proprietà nelle case rurali. Ritenendo che non fosse sano, né per il corpo né per lo spirito, che più famiglie vivessero in promiscuità sotto lo stesso tetto indicava tre obiettivi da raggiungere: 1) un sistema di credito che permettesse ad ogni nuova famiglia di avere una propria casa; 2) un piano regolatore per ogni villaggio per “impedire brutture architettoniche” e costruzioni contrarie all’igiene e all’economia; 3) “Le vecchie case devono potersi espropriare, se non più abitabili, in modo da essere ringiovanite”. Continua la lettura di Il notaio Chanoux e le case rurali della Valle d’Aosta→
Il Monte Cervino visto dal centro del piccolo labirinto del Filey – Foto di Gian Mario Navillod.
Il 12 settembre 1867 una spedizione di sei persone partiva dal Giomein alla volta del Cervino. Ne facevano parte Félicité Carrel, allora diciottenne e suo padre Jean-Jacques, cacciatore di camosci. L’indomani arrivarono senza incontrare grandi difficoltà ai piedi dell’ultimo mammellone, circa 100 metri sotto la vetta dove si trova una specie di colle battezzato dal Sig. Leighton Jordan Col Félicité. Continua la lettura di I consigli di Félicité Carrel: la prima ragazza sul Cervino→
Valanga sulla strada per il Rifugio Prarayer di Bionaz – Foto di Gian Mario Navillod.
“La valanga cade dove non è ancora caduta, dove è già caduta e dove non avrebbe mai potuto cadere”.
Questa frase che ho trovato in un libro di Marco Fazion espone chiaramente quanto sia difficile, forse impossibile, valutare in maniera precisa il pericolo di caduta valanghe in montagna. Continua la lettura di Pericolo valanghe→
Questo segni in Valle d’Aosta sono delimitazioni di particelle catastali. Non sono dei segnavia – Foto di Gian Mario Navillod.
Due linee parallele di colore rosso e bianco in Valle d’Aosta delimitano le particelle forestali pubbliche (linea rossa) da quelle private (linea bianca).
Luca Zavatta sul sentiero per il Grand-Tournalin – Foto di Gian Mario Navillod.
I dislivelli evidenziati in rosso che trovate nelle schede delle escursioni sono dislivelli totali ossia la somma di tutte le salite che dovrete percorrere, sia all’andata che al ritorno. (Esempio: 350 m). Continua la lettura di Dislivelli e tempi in salita→