La Signora di Cly al Villaggio dei Salassi

Vista dall'alto del villaggio dei Salassi di La Magdeleine – Foto di Gian Mario Navillod.
Vista dall’alto del villaggio dei Salassi  – Foto di Gian Mario Navillod.

La Signora di Cly, accompagnata dal Gran Ciambellano di Gilliarey e DST((Sulla carica di Gran Ciambellano DSC vedasi l’articolo di Irene Borgna in http://www.dislivelli.eu/blog/guida-escursio%E2%80%A6cosa.html)), da un folta delegazione proveniente dal ducato di Milano e di alcuni feudatari del conte di Savoia si è recata in incognito al villaggio dei Salassi del Monte Tantané.

 

I muri delle capanne del villaggio dei Salassi di La Magdeleine – Foto di Gian Mario Navillod.
I muri del villaggio dei Salassi del Tantané – Foto di Gian Mario Navillod.

Ella ha preso atto della sospensione degli scavi archeologici e sentite le ipotesi fatte in passato sulla costruzione in tale luogo di un villaggio dell’età del ferro (sfruttamento minerario, raccolta di erbe officinali o rifugio di virginee fanciulle fuggenti le truppe romane cariche di adrenalina) ha scartato il suggerimento di alcuni buontemponi: non è possibile che i Salassi si recassero ivi, in estate, per la millenaria tradizione dei giochi aperitivo. È palese che al momento manchi l’evidenza archeologica di campi di beach volley.  Indi la Signora ha confidato ai presenti con il vincolo del più rigoroso silenzio la quarta ipotesi sull’origine del villaggio.

Il castello di Cly visto dal Ru Marseiller - foto di Gian Mario Navillod.
Il castello di Cly – foto di Gian Mario Navillod.

Fonti bene informate della cancelleria di Gilliarey, alle quali è stato garantito l’anonimato, sostengono che il plico recante i sigilli della Signoria di Cly che contiene la quarta ipotesi sulla costruzione del villaggio dei Salassi sia stato consegnato al Gran Cimbellano il quale, dopo la tradizionale mescita del moscato di Chambave e la straordinaria degustazione del prosecco proveniente dalla Repubblica di Venezia si è trincerato, come troppo spesso avviene, dietro il più assoluto riserbo.

L'Oratorio di Gilliarey, il belvedere che preferisco in tutta la Valtournenche - Foto di Gian Mario Navillod.
La cattedrale di Gilliarey, Valle del Cervino, Italia – Foto di Gian Mario Navillod.

I giornalisti accreditati hanno promosso una raccolta di fondi per l’acquisto della cartapecora bollata richiesta per la presentazione di una petizione al Signore di Gilliarey affinché sia tutelata la libertà di stampa e il loro lavoro di garanti del pluralismo e custodi della democrazia, sia esteso l’ingresso gratuito ai loro familiari alle principali cerimonie della Signoria Repubblicana per ragioni di servizio, e venga impedito al Gran Ciambellano di indossare il copricapo pastafariano al di fuori delle solennità religiose.

Si indossa il cappello cerimoniale prima di entrare nel labirinto di Natale di Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
Il copricapo cerimoniale dei pastafariani sulle nevi di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

L’addetto stampa del Gran Ciambellano ha contributo alla raccolta fondi con 1/2 denaro, il sindacato autonomo dei giornalisti di Gilliarey lo ha letto per acclamazione presidente mentre la componente di sinistra dell’organo di autoregolamentazione è uscita per protesta dall’aula denunciando il conflitto di interessi.

L'obolo per il vino da messa alla cappella di Gilliarey - Foto di Gian Mario Navillod.
Il tesoretto di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.

In attesa della decisione appellabile del consiglio della Corona l’addetto stampa è stato sospeso della funzioni e dallo stipendio, la raccolta fondi è stata affidata al garante per la raccolta fondi della Signoria Repubblicana che ne comunica periodicamente l’ammontare all’assemblea legislativa. Si vocifera di un tesoretto pari a 1/2 denaro più gli interessi di legge che sarebbe destinato ai dipendenti del comparto dirigenziale della Signoria per aver raggiunto gli obiettivi che si sono dati in assenza del Signore di Gilliarey.

Il falò del solstizio estivo a Gilliarey - 21 giugno 2022 - Foto di Gian Mario Navillod.
Il falò di Gilliarey – Foto di Gian Mario Navillod.

La Signora di Cly nel lasciare la Valle del Cervino ha ricordato le vittime innocenti di superstizione e credulità auspicando che in caso di atti di accertata stregoneria la pena venga condonata o in subordine sia applicata quella prevista dal penitenziale di Worms.