Bozate

Anzi, come scriveva Jean Baptiste Cerlogne

  • in patois: “bò tsâtë  se pren, se gneun se defend”;
  • in italiano: “bel castello si prende, se nessuno si difende”;
  • en français: “beau château se prend, si aucun ne se défend”.
La bandiera dell'Unione Europea dalla terrazza del Rifugio Magià - Foto di Gian Mario Navillod.
La bandiera dell’Unione Europea dalla terrazza del Rifugio Magià – Foto di Gian Mario Navillod.

Un bel castello l’Unione Europea, costruito per evitare al vecchio continente l’ennesima guerra. Continua la lettura di Bozate

Disused o abandoned in Osm?

Mappando i vecchi canali irrigui della Valle d’Aosta ci si imbatte in tratti di alveo non più utilizzati. Un ru in funzione può essere mappato con questi tag:

waterway=dich
width=0.5
name=Ru Chandianaz

Un ru che non viene più utilizzato ma che potrebbe esserlo con leggeri interventi di manutenzione può essere mappato con questi tag:

disused:waterway=dich
width=0.5
name=Ru de Serve

Un ru che non viene più utilizzato ma che potrebbe esserlo con pesanti interventi di manutenzione può essere mappato con questi tag:

abandoned:waterway=dich
width=0.5
name=Ru de Tarabouc

Se rimangono solo le rovine isolate di tratti di ru è possibile aggiungere il tag

ruins=yes

 

La Regina Margherita a Gressoney

Il Monte Rosa da Gressoney - Foto di Gian Mario Navillod.
Il Monte Rosa da Gressoney – Foto di Gian Mario Navillod.

Per ben 36 anni la prima regina d’Italia, Margherita di Savoia nata nel 1851, passò le vacanze a Gressoney-Saint-Jean. Scorrendo parte del suo epistolario pubblicato nel 1989 le sorprese non mancano, a cominciare dalla lingua nella quale sono state scritte le lettere: il francese. Continua la lettura di La Regina Margherita a Gressoney

E se nel turismo cambiassimo marcia?

Un dipendente di un’importante SpA che a detta dei colleghi non brilla per capacità professionali ma è dotato di uno spiccato senso dell’umorismo mi ha spiegato un giorno di possedere solo due marce: avanti piano e fermo.

Duomo di San Donnino a Fidenza, particolare del corteo di Carlo Magno: il personaggio virile che ricorda il logo della Via Francigena – Foto di Gian Mario Navillod.
Duomo di San Donnino a Fidenza, particolare del corteo di Carlo Magno: il personaggio virile che ricorda il logo della Via Francigena – Foto di Gian Mario Navillod.
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Disgelo al lago Charey

Sabato 26 maggio 2018 al lago Charey

Lago di Charey al disgelo - 26 maggio 2018 - Foto di Gian Mario Navillod.
Lago di Charey al disgelo – 26 maggio 2018 – Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Charey di La Magdeleine - Foto di Gian Mario Navillod.
Disgelo al Lago Charey di La Magdeleine – Foto di Gian Mario Navillod.

Ogni anno in Valle d’Aosta c’è un momento magico in cui l’azzurro dei laghi alpini ed il verde dell’erba si accompagnano alla fioritura di anemoni e ranuncoli.

Anche quest’anno è arrivato il momento di salire al lago di Charey. Continua la lettura di Disgelo al lago Charey

Il Grand Ru di Introd

Introduzione

Rocce lavorate e marmitte dei giganti nella Dora di Rhêmes viste dal Gran Ru di Introd - Foto di Gian Mario Navillod.
Rocce lavorate e marmitte dei giganti nella Dora di Rhêmes viste dal Gran Ru di Introd – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Grand Ru di Introd scorre interamente intubato sotto una bella sterrata all’interno della gola della Dora di Rhêmes. Alcune radure si alternano alle macchie di latifoglie offrono degli scorci suggestivi sulla gola.

L’opera di derivazione merita il viaggio: una cascata alta qualche metro lascia cadere un velo continuo d’acqua sul fondo roccioso del torrente scolpito dalla corrente. Forme astratte si alternano a marmitte dei giganti e a piccole pozze raggiunte dal sole per poche ore al giorno. Continua la lettura di Il Grand Ru di Introd

Il Ru Deval

Introduzione.

Ru Deval di Nus - Foto di Gian Mario Navillod.
Ru Deval di Nus – Foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru Deval deriva le acque del torrente Saint Barthélemy a circa 1350 di quota, scorre in una conduttura a pressione fino al villaggio di Muin/Moïn poi ritrova la luce del sole e scende a cascatelle fin sopra il villaggio di Lavanche/Lavenche dove si staccano le derivazioni del Ru Lavanche e del Ru Verroux. L’acqua del ru termina il suo viaggio passando a monte del villaggio di Fognier e gettandosi nel torrente Oley/Payé sotto il villaggio di Grossaix/Gros-Saix di Verrayes. Continua la lettura di Il Ru Deval

Caporetto e il decision-making nell’esercito tedesco

Il prof. Alessandro Barbero nel poderoso volume che ha dedicato alla battaglia di Caporetto contrappone alcune curiose attitudini dei generali italiani del tempo, sicuri che le guerre si vincessero grazie a circolari sufficientemente roboanti, al pragmatismo dell’esercito tedesco che travolse le linee italiane.

Un esempio per tutti.

Il 25 ottobre [1917] verso le 10 del mattino il tenente Rommel, [La volpe del deserto] che al comando di tre compagnie penetrate in profondità … aveva deciso di attaccare … fu in grado di mettersi in contatto per telefono col comando dell’Alpenkorps, dato che i telefonisti avevano srotolato i cavi fin lì. Un capitano del comando di divisione, dopo essersi fatto spiegare che cosa aveva intenzione di fare, gli assegnò senz’altro l’appoggio di due batterie pesanti e gliele passò al telefono.  … L’abitudine tedesca di favorire l’iniziativa dei comandanti sul campo, di qualunque grado, faceva la differenza: l’idea che un tenente italiano potesse telefonare al comando di divisione e farsi assegnare un supporto di artiglieria è addirittura ridicola.

Alessandro Barbero, Caporetto, Editori Laterza, Bari, 2017 ISBN 978-88-581-2980-7, pag. 291.

Vi è chi sostiene che l’Esercito italiano abbia nel frattempo adottato le buone pratiche delle quali fece le spese più di 100 anni fa. Non mi sento di escludere però che vi siano ancora nell’esercito e nella pubblica amministrazione della nostra repubblica dirigenti sicuri di poter risolvere qualsiasi problema a colpi di roboanti circolari.

Il tartufo di Chamois

Il decano dei maestri di sci  di Chamois mi ha raccontato di un tartufo dal sapore particolare che raccoglieva da giovane sotto il Ru di Novalles e che ora non si trova più.

Potrebbe trattarsi del Bunium bulbocastanum L. in italiano castagna di terra, nel patois di Valgrisenche réyoulle, una pianta citata nell’erbario(1)Alexis Bétemps, Erbaro, Priuli & Verlucca editori, Scarmagno, 2012, ISBN 978-88-8068-618-7, pag. 56 di Alexis Bétemps?

Note   [ + ]