Tutti gli articoli di gian

Il Ru de Vens

Opera di presa del Ru de Vens - Foto di Gian Mario Navillod.
Opera di presa del Ru de Vens – Foto di Gian Mario Navillod.

Vens è un villaggio sulla collina di Saint-Nicolas, ci si arriva in percorrendo una strada asfaltata che finisce poco oltre il villaggio. È un luogo di pace che merita di essere visitato almeno una volta nella vita, lontano dai rumori del traffico che scorre a fondovalle e di fronte alla Grivola, una montagna alta 3969,  che per soli 31 metri non rientra nell’elenco dei 4000 delle Alpi. A fianco della chiesetta un piccolo bar-ristorante di paese resiste coraggiosamente allo spopolamento della montagna, vi si trova dell’ottimo Majolet, un vitigno locale che il Feudo di San Maurizio coltiva vicino al castello di Sarre. Continua la lettura di Il Ru de Vens

Il Tantané sulle orme di Luca Zavatta

Area picnic al Col Pilaz e monte Tantané - Foto di Gian Mario Navillod.
Area picnic al Col Pilaz e monte Tantané – Foto di Gian Mario Navillod.

Per portare a termine un progetto così ampio ed ambizioso, cioè percorrere tutti i sentieri della Valle d’Aosta, ho dovuto trasformare l’hobby in professione, voltare pagina, cambiare abitudini consolidate negli anni1.”

Un esempio per tanti, Luca Zavatta, un uomo che ha scelto di lasciare un lavoro sicuro per promuovere i sentieri della Valle d’Aosta con molta passione e pochi contributi. In una regione in cui spesso la pachon, la passione,  è largamente sostenuta dalla contrebeuchon, i contributi regionali.

Continua la lettura di Il Tantané sulle orme di Luca Zavatta

  1. Luca Zavatta, Le Valli del Cervino, L’escursionista editore, Rimini, 2005, ISBN 88-901937-1-9, pag. 5[]

Il peggior difetto di OpenStreetMap

Ludovico ed André nel centro del Grande Labirinto di Antey - Foto di Gian Mario Navillod.
Ludovico ed André nel centro del Grande Labirinto di Antey – Foto di Gian Mario Navillod.

Storiella su una mappa libera

Immaginate la parete di un bar, bianca. E un gestore un po’ filantropo che decide di trasformare quella parte bianca che non dice granché in una cosa utile. Ci mette sotto un astuccio di colori ed un cartello che dice “questa è la mappa della città: disegnatela“.

Si avvicina un geometra, beve un caffè e disegna il corso principale. Entra un urbanista, ordina una grappa e aggiunge tutte le traverse. Passano due insegnanti di geografia e mentre bevono l’aperitivo, disegnano i corsi d’acqua. Passa un artista e con un prosecco in mano aggiunge un po’ di colore. Continua la lettura di Il peggior difetto di OpenStreetMap

Il clima sulle Alpi ha mutato in epoca storica?

Il pino cembro visto dalla camera da letto del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy - Foto di Gian Mario Navillod.
Un pino cembro (Pinus cembra) visto dalla camera da letto del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy – Foto di Gian Mario Navillod.

A questa domanda risponde affermativamente Umberto Mònterin in un articolo del 19361 nel quale segnale il ritrovamento nella valle di Gressoney di ceppi di conifere ad un’altezza superiore di circa 200 metri a quella di crescita del bosco agli inizi del XX secolo.

Continua la lettura di Il clima sulle Alpi ha mutato in epoca storica?

  1. Augusta Vittoria Cerutti, Umberto Mònterin, Il clima e le sue variazioni, Librairie Valdotaine, Aosta, 1987, pag. 309[]

Il Rifugio Mezzalama

Rifugio Mezzalama nell'ottobre 2014 - Foto di Gian Mario Navillod.
Rifugio Mezzalama nell’ottobre 2014 – Foto di Gian Mario Navillod.

Partenza: 1686 m
Arrivo: 3009 m
Dislivello in salita: 1300 m circa

Andata: 4h00
Ritorno: 2h30
Totale: 6h30

Difficoltà: E
Segnavia: 7, 7A, 8.

Tratti difficili: no
Tratti esposti: sì
Ombra: parziale

pericolo caduta massi: sì

Da vedere: il Pian di Verra, la morena del Grande Ghiacciaio di Verra, i seracchi, il Rifugio Mezzalama. Continua la lettura di Il Rifugio Mezzalama

Ru des Rey

Tubo in cemento amianto del Ru des Rey di Torgnon - foto di Gian Mario Navillod.
Tubo in cemento amianto del Ru des Rey di Torgnon – foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru des Rey di Torgnon scorre completamente intubato dalla presa  sotto l’Alpe Chavacour all’Alpe Comianaz. Nella parte centrale scorre a fianco di una strada sterrata di servizio agli alpeggi ed è possibile percorrerlo in bici. L’inizio e la fine del ru invece sono riservati agli escursionisti esperti: erba alta e tratti paludosi richiedono un ottimo senso dell’orientamento ed un buon senso dell’equilibrio.

Continua la lettura di Ru des Rey