Archivi categoria: Letteratura

L’arca del diavolo di Pontey

La tomba barbarica di Pontey, sullo sfondo il Castello Gamba di Châtillon - Foto di Gian Mario Navillod.
La tomba barbarica di Pontey, sullo sfondo il Castello Gamba di Châtillon – Foto di Gian Mario Navillod.

L’arca del diavolo di Pontey è una tomba lunga due metri e larga circa 110 cm scavata nella roccia per una profondità di circa 70 cm. L’asse maggiore è orientato in direzione est-ovest ed il fondo è inclinato verso est di circa 10 gradi. Continua la lettura di L’arca del diavolo di Pontey

Un paese buio e senza sole

L'entrata della grotta alta un sito di estrazione delle macine della Valmeriana - Foto di Gian Mario Navillod.
L’entrata della grotta alta un sito di estrazione delle macine della Valmeriana – Foto di Gian Mario Navillod.

Quando cammino tra i boschi della Valmeriana lo faccio accompagnato dal ricordo dell’ultimo druido che durante il Tour delle Macine accoglieva i turisti con spirito, al trono dei bacili detto anche il sasso del divano, raccontando di un’antica religione descritta da Mario Catalano nel libro “Santuario astronomico delle ruote cosmiche in Val Mariana”. Continua la lettura di Un paese buio e senza sole

Les carnavals alpins

I carnevali alpini in Valle d’Aosta.

Anche nel libro che Alexis Bétemps ha dedicato ai carnevali alpini nel 2018 si trovano qua e là tracce di quell’umorismo sornione che mi fa pensare alla satira graffiante del’Abbé Gorret temperata dalla proverbiale buona educazione dei nativi della Valgrisenche(1)http://tapazovaldoten.altervista.org/flora/Rosa_canina.html. Continua la lettura di Les carnavals alpins

Note   [ + ]

La Regina Margherita a Gressoney

Il Monte Rosa da Gressoney - Foto di Gian Mario Navillod.
Il Monte Rosa da Gressoney – Foto di Gian Mario Navillod.

Per ben 36 anni la prima regina d’Italia, Margherita di Savoia nata nel 1851, passò le vacanze a Gressoney-Saint-Jean. Scorrendo parte del suo epistolario pubblicato nel 1989 le sorprese non mancano, a cominciare dalla lingua nella quale sono state scritte le lettere: il francese. Continua la lettura di La Regina Margherita a Gressoney

Caporetto e il decision-making nell’esercito tedesco

Il prof. Alessandro Barbero nel poderoso volume che ha dedicato alla battaglia di Caporetto contrappone alcune curiose attitudini dei generali italiani del tempo, sicuri che le guerre si vincessero grazie a circolari sufficientemente roboanti, al pragmatismo dell’esercito tedesco che travolse le linee italiane.

Un esempio per tutti.

Il 25 ottobre [1917] verso le 10 del mattino il tenente Rommel, [La volpe del deserto] che al comando di tre compagnie penetrate in profondità … aveva deciso di attaccare … fu in grado di mettersi in contatto per telefono col comando dell’Alpenkorps, dato che i telefonisti avevano srotolato i cavi fin lì. Un capitano del comando di divisione, dopo essersi fatto spiegare che cosa aveva intenzione di fare, gli assegnò senz’altro l’appoggio di due batterie pesanti e gliele passò al telefono.  … L’abitudine tedesca di favorire l’iniziativa dei comandanti sul campo, di qualunque grado, faceva la differenza: l’idea che un tenente italiano potesse telefonare al comando di divisione e farsi assegnare un supporto di artiglieria è addirittura ridicola.

Alessandro Barbero, Caporetto, Editori Laterza, Bari, 2017 ISBN 978-88-581-2980-7, pag. 291.

Vi è chi sostiene che l’Esercito italiano abbia nel frattempo adottato le buone pratiche delle quali fece le spese più di 100 anni fa. Non mi sento di escludere però che vi siano ancora nell’esercito e nella pubblica amministrazione della nostra repubblica dirigenti sicuri di poter risolvere qualsiasi problema a colpi di roboanti circolari.