Johann Josef Imseng

Il sacerdote Johann Josef Imseng (Johann Joseph Imseng)

Nato il 6 giugno 1806 a Saas-Fee, annegato nel lago di Mattmark (Saas-Almagell) il 5 luglio 1869 era di qualche anno più giovane del Canonico Georges Carrel.

Figlio di Johann Josef Imseng e di Barbara Burgener.

Ordinato sacerdote nel 1829 fu cappellano nella valle di Saas dal 1829 al 1832, parroco a Randa (1832-1836), parroco nei quattro comuni di Saas-Almagell, Saas-Balen, Saas-Fee e Saas-Grund dal 1836 al 1861 e cappellano nella valle di Saas dal 1861 alla sua morte.

Il 20 dicembre 1849 scese da Saas-Fee a Saas-Grund con delle assi legate ai piedi. Per questo è ricordato come il primo sciatore svizzero.

Fu un pioniere del turismo del quale colse le importanti ricadute economiche, da principio ospitò i turisti nella casa parrocchiale in seguito aprì tre diversi alberghi, due a Saas-Grund ed uno a Mattmark.

Appassionato di botanica e geologia accompagnava di persona i turisti in montagna.

Nel 1856 raggiunse le vette fino allora inviolate del Lagginhorn (4.010 m s.l.m.) e del Allalinhorn (4.027 m s.l.m.).

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 210, nota 224.

Il canonico Georges Carrel

Il canonico Georges Carrel descritto dalla penna di Jane Freshfield nell’agosto del 1860.

Man mano che ci avvicinavamo notai un gruppo di uomini, all’apparenza escursionisti come noi. Levarono educatamente il cappello al nostro passaggio e presto scoprii, grazie alla nostra guida, che il personaggio più eminente era il Canonico Carrel, i cui abiti, con un cappello di paglia ad ampia tesa ed un fucile in spalla, non rivelavano certo la sua attività sacerdotale.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 132

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo:  https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA128

Nel pomeriggio mio marito e D- andarono a cercare il Canonico Carrel che ci aveva detto che sarebbe rientrato ad Aosta dal suo rifugio in tempo per assolvere ai suoi doveri domenicali. Lo trovarono infatti al termine della Messa, ancora in abito sacerdotale: una persona dall’aspetto completamente diverso da quello del nostro gentile ospite al Comboé.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 167

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo:  https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA162

Progetto Mens Sana

Nell’ambito del Progetto Mens Sana promosso dall’ASD Sport Antey

Sabato 30 dicembre 2017

  • Salendo al belvedere del Col Champlong di Chamois - Foto di Gian Mario Navillod.
    Salendo al belvedere del Col Champlong di Chamois – Foto di Gian Mario Navillod.

    Purezza di cristallo: escursione guidata con partenza dalla funivia alle 10:00 per condividere l’emozione di un paesaggio soffice, pulito. (prenotazione obbligatoria al n. 370 100 35 18);

Alexis Bétemps - Foto cortesia di Claudine Remacle - Ogni diritto riservato.
Alexis Bétemps – Foto cortesia di Claudine Remacle – Ogni diritto riservato.
  • cena tradizionale con la polenta cotta sul fuoco a legna di Chez Pierina (prenotazione obbligatoria al n. 0166 47 126) oppure la reinterpretazione dei sapori tradizionali proposta dallo chef di Maison Cly**** (prenotazione obbligatoria allo 0166 47 139
  • ore 21:00 sala polivalente del municipio di Chamois, Alexis Bétemps, etnologo e scrittore di montagna, ha presentato il suo libro “Il tempo sospeso. Dal Natale all’Epifania” menzione speciale al Premio Mario Rigoni Stern 2017.

Ecco alcune spigolature da questo testo ricco di soprese e amore per le tradizioni della Valle d’Aosta:

  • I nostri antenati sapevano distinguere molto bene il bene dal male, ma distinguevano anche ciò che è giusto dalla giustizia ufficiale” pag. 82;
  • Da noi era difficile accettare che si possa impunemente essere incitati ad uccidere il prossimo con la scusa della guerra e ci si sentiva solidali con i giovani che rifiutavano la coscrizione” pag. 61;
  • La bacchiatura [delle castagne] doveva concludersi entro Ognissanti e, dopo tale data, ognuno era libero di raccogliere per sé le castagne dimenticate.” pag. 260;
  • A Hône, alla fine della messa di Natale, si distribuivano caldarroste a tutti i partecipanti” pag. 61;
  • Quel giorno il riposo era sacro, il giorno di Natale si preparava una doppia razione di fieno per le mucche e una catasta alta il doppio di legna segata o spaccata” pag. 60;
  • In Valle d’Aosta, fino agli anni 1950, erano i Re Magi a portare i doni nelle campagne.” pag. 95;
  • Ai bambini [di Verrayes] si diceva che i Re, che passavano la vigilia, si recavano a Torgnon e che il giorno dopo li avremmo visti a messa” pag. 235;
  • I tre Re Magi, secondo Marco Polo, sono sepolti nella città di Saba.” pag. 221 de Il tempo sospeso, dal Natale all’Epifania, Alexis Bétemps, Priuli & Verlucca, Torino 2015, ISBN 978-88-8068-741-2

 

A Fenis si trovavano le fucine dei Salassi?

Nella frazione di Misérègne del comune di Fenis si trova un grosso deposito di scorie prodotte dalla lavorazione del rame. Agli inizi del XX secolo era stimato in circa 40’000 metri cubi ma studi più recenti inducono ad aumentare tale stima.

La datazione con il carbonio 14 di due pezzi di carbone inclusi in due campioni distinti di scorie ha dato risultati inattesi: un campione data  del secondo secolo a. C.  e l’altro del terzo secolo a. C.

Studi archeologici più approfonditi potrebbero determinare per quanto tempo i Salassi coltivarono le miniere di rame prima di essere sconfitti dall’esercito romano.

BIbliografia:

Luca Toffolo, Studio dell’antico sito metallurgico di Misérègne (Fénis, AO): la miniera, le scorie, tesi di laurea magistrale, Università degli Studi di Padova, a. a. 2012/13, pag. 105. Versione digitale disponibile qui.

Il Grenier di Clémencey

La bella storia valdostana  del Grenier di Clémencey.

Laura Colella e il Grenier di Clémencey - Foto di Eric Navillod.
Laura Colella e il Grenier di Clémencey – Foto di Eric Navillod.

Questa bella storia valdostana comincia con un incontro fortunato. L’incontro tra Laura Colella e il Grenier di Clémencey.

Il Grenier di Clémencey è stato costruito con gli alberi abbattuti tra l’autunno del 1462 e l’autunno del 1464.

Fino a qualche decina di anni fa nessuno sapeva fosse così antico. Grazie ad un’intuizione di Claudine Remacle la Regione Autonoma della Valle d’Aosta ha finanziato gli studi per datare questa vecchia struttura in legno e, sorpresa, s’è scoperto che fu costruito sul finire del medioevo. Continua la lettura di Il Grenier di Clémencey

Ru de Charnicloz

Introduzione

Alveo naturale del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.
Alveo naturale del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.

Il Ru de Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) derivava le acque dal torrente Clavalité e passando ai piedi delle pareti rocciose del Mont-Saint-Julien arrivava fino al villaggio di Le Chenoz. Alcuni tratti del vecchio ru sono esposti alla caduta massi, altri attraversano piccoli corsi d’acqua che in occasione di forti piogge ne danneggiavano l’alveo. Da quando il ru è stato intubato  questi problemi sono stati risolti. Restano ben nascosti nel boschi della collina di Fenis alcuni tratti abbandonati che è piacevole riscoprire e percorrere

Lunghezza itinerario A/R: 1.2 km
Quota partenza: 742 m
Quota arrivo: 750 m circa
Dislivello 10 m circa
In bici: meglio di no.
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Accesso

Dall’uscita autostradale di Nus dirigersi verso Fenis, attraversare il villaggio di Le Perron e seguendo le indicazione per Mont-Saint-Julien salire verso la collina fino ai fabbricati di Champlan. Al tornante successivo lasciare l’auto a bordo strada.

Descrizione

Alveo ristrutturato del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.
Alveo ristrutturato del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.

Il vecchio Ru de Charnicloz taglia proprio a metà il tornante della strada che porta a Mont-Saint-Julien. Seguendo il tracciato del ru verso valle dopo una cinquantina di metri la passeggiata si interrompe  a causa di una frana  che ha portato via il sentiero; la passeggiata verso l’opera di presa è lunga dieci volte tanto e attraversa un bosco ricco di biodiversità. Il sentiero tracciato sull’argine a valle è largo una sessantina di centimetri, si cammina sulle foglie dei castagni che coprono anche il letto del ru abbandonato ma ancora in ottime condizioni. Alcune betulle cadute a terra si stanno velocemente trasformando in humus mentre un grande pioppo tremulo coricato a terra dalla neve reagisce coraggiosamente alle avversità emettendo nuovi getti dalle radici. Alcuni abeti rossi si mescolano alle latifoglie, compaiono i primo muri di sostegno in pietra coperti di muschio. All’interno del vallone una piccolo tratto di ru è stato ristrutturato, una muro in pietra e cemento lo sostiene e un filo d’acqua scorre sul fondo in cemento poi riprende l’alvo naturale fino alla prima fascia rocciosa dove in una decina di metri si possono osservare tre tipi diversi di muratura: quella antica, verticale e con le pietre posate a secco; quella più moderna con numerosi muretti a secco che salgono a gradoni e quella contemporanea costruita con pietre e cemento. Un grande tubo in plastica chiara è il segnale che la passeggiata sta finendo, poco più avanti un tratto in pietra e cemento chiude il fondo del valloncello dove il ru scendeva a cascata. È ora di tornare indietro.

Curiosità

Alveo abbandonato del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.
Alveo abbandonato del Ru Charnicloz (Tzarnicloz/Tzarniclo) di Fénis- Foto di Gian Mario Navillod.

Tutti i ru abbandonati alternato tratti che posso essere percorsi da tutti a tratti riservati solo agli escursionisti esperti. Esiste una traccia che permette di risalire il salto di quota dove di interrompe l’itinerario consigliato ma in attesa di un intervento di restauro ambientale non è prudente percorrerla.

Chi desidera scoprire un altro tratto abbandonato di questo ru può seguire la sterrata che parte una cinquantina di metri dopo la casa di Champlan fino ad arrivare all’oratorio dedicato a Sant’Antonio costruito proprio all’inizio della Clavalité. Qui si lascia la pista e si sale nel bosco dove si incontra il vecchio alveo del ru ad una trentina di metri in linea d’aria dalla cappellina. Lo si può seguire verso valle senza eccessiva fatica fino al punto dove si interrompe.  Qui un tempo l’acqua scendeva nel vallone a cascatella per essere poi nuovamente raccolta ed incanalata ad una quota inferiore. Ora solo le piogge più intense riescono a riempire questo tratto di ru.

Sentiero per il Col Cheneil

Riaperto il vecchio sentiero per il Col Cheneil

Fall foliage a Torgnon - le foglie rosse dei ciliegi il 24 settembre 2017 - Foto di Gian Mario Navillod.
Fall foliage a Torgnon – le foglie rosse dei ciliegi il 24 settembre 2017 – Foto di Gian Mario Navillod.

A Chamois alla fine di ottobre 2015 è stato riaperto il vecchio sentiero tra il lago di Lod ed il Col Cheneil. Giusto in tempo per osservare il fall foliage, la caduta delle foglie che colora di rosso e giallo i boschi che circondano Chamois, l’unico comune delle Alpi che ha detto no alle auto.

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Il più brutto castello della Valle d’Aosta

Il più brutto castello della Valle d’Aosta è descritto così dalla signora Jane Freshfield che lo vide nell’agosto del 1860:

La posizione del paese è davvero molto graziosa ma il fascino della natura è senz’altro deturpato da una costruzione dall’architettura indescrivibile, sfortunatamente molto in vista e curiosamente brutta, su di una collina tappezzata di vigneti che domina il villaggio“.

La sua opinione è condivisa anche da Samuel William King e dalla signora Cole.

Jane Freshfield, Itinerari alpini meno conosciuti, prefazione, traduzione e note di Gianluigi Discalzi, Libreria Antiquaria Art Point, Courmayeur, 2010, pag. 141.

Jane Freshfield, Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860, Longman Green Longman and Roberts, London 1861, pagg. 180, 183. Copia digitale disponibile a questo indirizzo: https://books.google.it/books?id=410OAAAAQAAJ&hl=it&pg=PA137#v=onepage&q=aimaville&f=false (URL consultato il 21.12.2017)

Riprese TV a Chamois

Intervista ad Attilio Ducly il decano dei maestri di sci di Chamois - 11 settembre 2017 - Foto di Gian Mario Navillod.
Intervista ad Attilio Ducly il decano dei maestri di sci di Chamois – 11 settembre 2017 – Foto di Gian Mario Navillod.

Una nota azienda televisiva, di cui non si può rivelare il nome per ragioni legate alla pubblicità, ha inviato i suoi uomini di punta, selezionati sulla base del loro curriculum alpinistico, per due giorni di riprese nel comune più alto della Valle d’Aosta.

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Il bilancio della Regione

Il campanile di Chamois a fine febbraio - Foto di Gian Mario Navillod.
Il campanile di Chamois a fine febbraio – Foto di Gian Mario Navillod.

Sul finire del 2015 la Regione Autonoma della Valle d’Aosta, 130 000 abitanti si è improvvisamente scoperta povera: l’amministrazione regionale ha annunciato tagli in tutti i settori e i giornali hanno titolato “non ci sono più soldi“.

Sono andato a vedere cosa succede nel bilancio della provincia Autonoma di Trento, 540 000 abitanti. Continua la lettura di Il bilancio della Regione